Tigre contro Tigre – E632-E633 Lima e Rivarossi

Al principio degli anni ’80 l’attenzione dei tecnici e degli appassionati ferroviari italiani era polarizzata dalle nuove locomotive elettroniche FS E632 ed E633 “Tigre”, i cui prototipi muovevano i primi passi intorno al 1980. Naturalmente anche le principali case fermodellistiche italiane, Lima e Rivarossi, non sfuggirono al richiamo esercitato dalle nuove macchine, inserendo nei rispettivi cataloghi i modelli in scala H0 (1:87).

Tigri faccia a faccia: a sinistra la E632 042 Rivarossi, a destra la E633 022 Lima
Tigri faccia a faccia: a sinistra la E632 042 Rivarossi, a destra la E633 022 Lima

 

Il primo ad arrivare sul mercato fu quello Lima, nel 1983: riproduceva una E633 di prima serie, la 022 (art. 208136L), caratterizzata dai pantografi monobraccio. Lima all’inizio degli anni ’80 stava vivendo il momento di transizione dal giocattolo verso il modellismo vero e proprio e ciò era chiaramente percettibile nell’impostazione costruttiva della E633: la cassa, in plastica e con dimensioni in scala H0 pressoché esatta, presentava un notevole grado di finezza che all’epoca destò un certo stupore e, cosa allora non comune, anche l’interno delle cabine era riprodotto. La parte meccanica invece rimaneva ancora legata alla vecchia tradizione Lima: telaio in plastica con zavorra metallica (piuttosto leggera) e un solo carrello motorizzato tramite il classico motore “G”. Ciò costituiva il vero punto debole del modello, che aveva prestazioni di traino non proprio esaltanti, nonostante la presenza di cerchiature di aderenza in gomma su due ruote. Il carrello centrale era semplicemente applicato a pressione dal basso e libero di traslare nelle curve, inoltre, per evitare interferenze con la cassa, le sue fiancate erano state assottigliate, con effetto estetico non molto piacevole.

E633 022 Lima, art. 208136L
E633 022 Lima, art. 208136L

 

Il modello, seguendo la politica commerciale Lima del tempo, era in vendita ad un prezzo piuttosto contenuto (50.000 lire): ebbe un notevole successo e negli anni seguenti fu riproposto in versione di seconda serie (o prima serie modificata), con pantografi “tipo 52”, diverso reostato di frenatura sul tetto (ben riprodotto) e numerazione E633 017, art. 208146L (al vero unità modificata come la seconda serie).

E633 017 Lima, art. 208146L (foto da ebay)
E633 017 Lima, art. 208146L (foto da ebay)

 

Nel tempo vennero apportate diverse piccole migliorie meccaniche ed estetiche e i modelli furono presentati nella seconda metà degli anni ’80 con nuove numerazioni, sia come E632 (002 con pantografi monobraccio, art. 208136S, 043 con pantografi “52”, art. 208146S), sia come E633 (047 con pantografi “52”, art. 208180LPS).

E632 002 Lima, art. 208136S (foto da ebay)
E632 002 Lima, art. 208136S (foto da ebay)

 

E632 043 Lima, art. 208146S (foto da ebay)
E632 043 Lima, art. 208146S (foto da ebay)

 

E633 047 Lima, art. 208180LPS
E633 047 Lima, art. 208180LPS

 

Nel 1985 Rivarossi rispose con i suoi modelli di E632 ed E633, presentando due macchine di seconda serie, con pantografi “52”: la E632 042 (art. 1471), e la E633 080 (art. 1472). La ditta stava uscendo da un periodo di crisi e per tale ragione consegnò le proprie “Tigri” con qualche anno di ritardo rispetto a quelle della concorrente Lima. Anche Rivarossi in quegli anni era in una fase di transizione nella filosofia realizzativa dei modelli: si stava passando dalla vecchia scuola di pensiero tutta “rivarossiana”, che adottava una scala di riduzione prossima all’1:80, al nuovo corso, inaugurato poco prima da Roco con la E626, nel quale per i modelli in scala H0 si imponeva il rigoroso rispetto del rapporto di riduzione 1:87. A quel punto Rivarossi si trovò di fronte a un dilemma: se per le E632/633 si fosse adottata la scala esatta le nuove locomotive avrebbero sfigurato accanto al resto della produzione della casa, tutta in scala 1:80, e ciò avrebbe sicuramente scontentato i clienti più affezionati e chi aveva un parco rotabili vecchio stile. Se d’altro canto i nuovi modelli fossero stati realizzati in scala “abbondante”, ciò li avrebbe presto collocati fuori mercato, un mercato che ormai stava virando verso riproduzioni in scala esatta. Così, sperando di salvare capra e cavoli, si adottò una soluzione di compromesso, realizzando le nuove locomotive con alcune misure in scala esatta e con altre in scala maggiorata. Il risultato fu che le “Tigri” Rivarossi apparivano un po’ tozze e con proporzioni falsate, che non restituivano la linea filante delle locomotive vere.

E632 042 Rivarossi, art. 1471
E632 042 Rivarossi, art. 1471

 

E633 080 Rivarossi, art. 1472 (foto da ebay)
E633 080 Rivarossi, art. 1472 (foto da ebay)

 

La cassa, in plastica, nonostante tutto era fatta abbastanza bene, con i corrimani riportati anziché direttamente stampati e i vetri delle cabine, come al vero, erano azzurrati e con la riproduzione degli sbrinatori. Anche l’interno delle cabine era riprodotto, sicuramente per stare al passo con la E633 Lima. I particolari sul tetto invece lasciavano a desiderare: la riproduzione del reostato di frenatura con relativa gabbia di protezione appariva un po’ semplificata e di livello inferiore rispetto al modello Lima, mentre i pantografi erano quelli che la casa aveva in produzione dagli anni ’60, ormai obsoleti e sovradimensionati e che guastavano decisamente l’aspetto della locomotiva. La parte meccanica, analogamente a Lima, era anche qui tradizionale, con telaio in plastica e un solo carrello motorizzato tramite l’ormai collaudato motore Rivarossi ad asse verticale. Le prestazioni di trazione erano comunque piuttosto buone grazie a una generosa zavorra e alla presenza di cerchiature di aderenza in gomma su tutte le quattro ruote del carrello motore. Gli ingranaggi che trasmettevano il moto alle ruote erano stati differenziati in modo che, come al vero, la E632 fosse più veloce rispetto alla E633. Quanto all’esatta riduzione della velocità in scala non era il caso di andare troppo per il sottile, infatti i 130 km/h di velocità massima della E633 diventavano sul modello quasi 160, mentre la E632 anzichè a 160 km/h arrivava a sfiorare i 240. Un sistema di leveraggi permetteva la traslazione dei carrelli in modo che quando quello centrale si spostava verso l’esterno di una curva quelli estremi si spostavano verso l’interno: in tal modo le fiancate di tutti e tre i carrelli potevano essere riprodotte in maniera completa.

Il successo di questi modelli, come non sarebbe stato difficile immaginare, non fu certo eclatante: non aiutavano di certo nè l’elevato prezzo di vendita (160.000 lire) nè la presenza sul mercato dell’E633 Lima, in scala esatta e che costava quasi il 70% in meno. Oltretutto le carrozze che di preferenza erano al vero abbinate alle E632 ed E633 (piano ribassato, due piani, MDVCMDVE) erano tutte realizzate da Lima o in scala 1:87 esatta o con lunghezza ridotta in scala 1:100, cosa che faceva stonare ancora di più il “grosso” modello Rivarossi.

Nel 1988 le “Tigri” vennero riproposte con alcune migliorie nella finitura e soprattutto nuovi pantografi, finalmente di aspetto accettabile. Le numerazioni scelte furono E632 049 (art. 1482) ed E633 214 (art. 1483). Per inciso, quest’ultima ad oggi è l’unica riproduzione disponibile in scala H0 di una E633 serie 200 in livrea originale.

E632 049 Rivarossi, art. 1482 (foto da ebay)
E632 049 Rivarossi, art. 1482 (foto da ebay)

 

E633 214 Rivarossi, art. 1483 (foto da ebay)
E633 214 Rivarossi, art. 1483 (foto da ebay)

 

Nel 1992 questi modelli ebbero un ultimo colpo di coda: Rivarossi infatti riprese in mano gli stampi e, con qualche modifica, tirò fuori la E652: furono presentate due numerazioni (E652 027, art. 1486, ed E652 058, art. 1485). Non fu invero una scelta molto felice: arrivate “fuori tempo massimo”, quando il rispetto della scala 1:87 nelle riproduzioni era ormai consolidato, e prive anche di quei dispositivi ritenuti irrinunciabili, come i ganci intercambiabili con innesto NEM, le E652 non ebbero certo un’accoglienza positiva da parte dei fermodellisti, abituatisi a riproduzioni di ben altro livello che stavano comparendo sul mercato negli anni a cavallo del 1990 (E636 Roco, E444 ed E656 Lima).

Miglior fortuna ebbero le “Tigri” Lima: gli stampi delle casse infatti, leggermente rivisitati, furono adottati per le nuove E632 ed E633 (e successivamente E652), con meccanica integralmente rifatta, prodotte a partire dal 1996 e che fino a tempi recenti sono state riproposte da Hornby (che nel 2003 ha acquisito i marchi Lima e Rivarossi) nel catalogo Rivarossi.

Per concludere, una piccola curiosità: sulle E632/633 Lima il simbolo della tigre sulla fiancata della cabina è collocato in posizione troppo alta, come era riscontrabile solo sulla E633 002 prototipo ma non su quelle di serie, dove era posizionato più in basso. La tigre invece era assente sui modelli Rivarossi del 1985 (come poteva capitare di vedere anche al vero su alcune unità), mentre su quelli del 1988 e sulle E652 era presente e in posizione corretta.

Posizionamento del logo della "Tigre" al vero (a sinistra) e sul modello Lima (a destra)
Posizionamento del logo della “Tigre” al vero (a sinistra) e sul modello Lima (a destra)
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