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225/218 6098 FS – Liliput

Nel 1989 Liliput consegna la riproduzione in scala H0 (1:87) della locomotiva Diesel da manovra 225/218 6098: si trattava al vero di un’unità prototipo fornita nel 1957 alle FS dalla casa austriaca Jenbacher Werke di Jenbach e analoga alle coeve 2060 ÖBB, inizialmente classificata 225 698, poi 225 6098 dal 1959, infine 218 6098 dal 1971, rimasta in servizio fino al 1979 e poi demolita. Per maggiori dettagli sulla storia di questa macchina rimandiamo all’articolo su scalaenne.

Le versioni consegnate sono due, la prima marcata 225 6098 (art. 16031), ambientabile tra il 1959 e il 1971, la seconda 218 6098 (art. 16030), collocabile tra il 1971 e il 1979: ovviamente le due macchine su un plastico non possono coabitare in quanto si tratta sempre della stessa locomotiva in due epoche diverse.

225 6098, art. 16031 – foto da ebay

Il modello, come al vero, è praticamente una ricoloritura della 2060 ÖBB che Liliput aveva già in produzione, tuttavia alcuni dettagli, peraltro non immediatamente evidenti, ad esempio le casse delle batterie sul fianco sinistro del telaio, non corrispondono esattamente al prototipo reale, la cosa comunque è tollerabile soprattutto all’epoca, data la forte penuria di mezzi da manovra FS a trazione Diesel (in pratica, a parte qualche produzione artigianale, c’erano solo le ormai obsolete 234 Rivarossi).

218 6098, art. 16030 – foto da trenietreni.it

La cassa, in plastica, riproduce in modo adeguato la caratteristica sagoma arrotondata della macchina vera, con vetri della cabina a filo e vari dettagli riportati, come i corrimani, il fischio (un po’ abbondante) o le prese d’aria a fungo sul cofano. Su ciascun pancone frontale è inoltre possibile montare il gancio realistico e l’unico accoppiatore pneumatico del freno, previo smontaggio dei ganci modellistici ad occhiello. I fanali non sono illuminati probabilmente per non stravolgere le dimensioni di quelli anteriori (all’epoca non c’erano i microLED ma solo lampadine a filamento), che però appaiono comunque un po’ massicci.

225 6098, art. 16031, fiancata destra – foto da ebay

La decorazione lascia qualche perplessità: la tonalità del colore verde non è del tutto fedele al tipico verde vagone che rivestiva la macchina vera, inoltre a quanto ne sappiamo sulla versione classificata 225 le targhe laterali non erano semplicemente dipinte come sulla 218 (dove invece sono corrette in tale configurazione) ma erano le classiche targhe metalliche FS, a meno che in un primo momento dopo la modifica del numero di servizio da 698 a 6098 non fossero state provvisoriamente dipinte, tuttavia ci pare assai improbabile che avessero una foggia del tutto identica a quelle –sempre dipinte- della versione 218. Da rilevare anche la mancanza delle targhe del costruttore sui fianchi del cofano. I caratteri delle marcature frontali sono sostanzialmente corretti nella forma e nella dimensione ma mancano dell’ombreggiatura. Per finire, sempre sulla 225 il telaio dovrebbe essere di colore bruno anzichè nero (errore mai corretto nemmeno nelle successive riedizioni) e qualche dubbio sorge anche sul colore giallo dei corrimani, ad ogni modo non è difficile ridipingerli.

225 6098, art. 16031, vista posteriore – foto da ebay

La meccanica sfrutta un motore racchiuso al centro del telaio, costituito da due semigusci metallici divisi verticalmente, che tramite viti senza fine e ingranaggi aziona i due assi, privi di cerchi di aderenza in gomma per non compromettere la presa di corrente, di conseguenza la forza di trazione è piuttosto modesta, in ogni caso anche al vero questa macchina era adibita a manovre leggere. Il funzionamento comunque è abbastanza buono grazie all’appoggio isostatico, ottenuto montando l’asse anteriore su un telaietto basculante.

Il modello è venduto a un prezzo di 99.000 lire, corrispondenti a poco più di 100 euro odierni secondo le rivalutazioni ISTAT, e riscuote un successo abbastanza buono nonostante al vero si trattasse di un esemplare unico, del resto, come detto prima, all’epoca la produzione industriale non offriva praticamente nulla di simile.

Nel 1990 le due versioni vengono riproposte con codici articolo invariati ma con colorazione verde rivista, anche se non del tutto soddisfacente, inoltre alcuni particolari sul telaio e i corrimani verticali sono ora rossi anzichè gialli e quelli orizzontali verdi.

218 6098, art. 16030, seconda edizione – foto da ebay

A queste si aggiunge la 225 allo stato d’origine numerata 698 (art. 16032), ambientabile nel periodo 1957-1959 e identica, marcatura a parte, alle precedenti, compresi alcuni dettagli non convincenti come le targhe dipinte sui fianchi della cabina. Il prezzo di tutte sale a 113.000 lire. Poco dopo, anticipando quello che accadrà a mote grandi case fermodellistiche all’inizio del nuovo millennio, Liliput fallisce e viene rilevata da Bachmann, che trasferisce la produzione in Cina.

225 698, art. 16032 – foto da ebay

Dopo una quindicina di anni, nel 2004-2005, il modello viene nuovamente proposto nella duplice versione 225 6098 (art. L132498) e 218 6098 (art. L132499), con vari aggiornamenti: meccanica e impianto elettrico vengono rivisitati con nuova motorizzazione (purtroppo viene abbandonato l’appoggio isostatico, rendendo il funzionamento più incerto su binari non perfettamente posati), illuminazione dei fanali e l’ormai quasi indispensabile presa per il decoder, mentre per la colorazione si utilizza una tonalità di verde più fedele al vero. I ganci sono ora montati su innesto a norma NEM, cosa che ha necessariamente imposto di creare un apposito scasso sui panconi frontali.

225 6098, art. L132498 – foto da ebay

Purtroppo a livello estetico sono da lamentare varie imprecisioni: il tetto è di colore alluminio anziché verde, al centro della griglia frontale è stampata una sorta di targa al vero inesistente (particolare presente solo sulle macchine austriache) e che non c’era sulle precedenti versioni, le fasce rosse sui panconi frontali si estendono oltre il bordo superiore curvilineo delle traverse, le marcature hanno sì l’ombreggiatura ma i caratteri sono troppo grossi, così come le targhe dipinte sui fianchi della cabina, per le quali valgono le considerazioni fatte in precedenza riguardo alla loro presenza sulla 225. I fanali frontali inoltre, per poter essere illuminati, ricevono delle enormi carenature posteriori.

218 6098, art. L132499 – foto da trenietreni.it

Nel 2010 viene prodotta nuovamente la 218 6098 (art. L132470) su cui il tetto torna correttamente a essere verde, rimane però l’inesistente targa al centro della griglia frontale. Le fasce rosse frontali tornano ad avere la forma corretta e le marcature hanno ora dimensioni più accettabili, anche se con caratteri troppo larghi come le targhe dipinte sui fianchi della cabina.

218 6098, art. L132470 – foto da trenietreni.it

Nel 2018 infine viene consegnata la 225 6098 (art. L132477), che si giova delle stesse migliorie nella finitura viste sull’ultima versione della 218 6098, vengono inoltre aggiunte, finalmente, le targhe del costruttore sul cofano e le targhe con la classificazione sui fianchi della cabina, riproducenti quelle metalliche, al di sotto delle quali campeggia la vistosa iscrizione “DL Trieste” che non sappiamo se corrisponda o meno a quanto riscontrabile sulla macchina vera in qualche momento della sua carriera. Sulla griglia frontale invece rimane sempre l’impronta della targa inesistente.

225 6098, art. L132477 – foto da ebay

La versione allo stato d’origine marcata 225 698 invece ad oggi non è stata più riproposta.