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ALe 601 Lima – parte I: ultime per prime

Nel 1987 Lima annuncia la produzione, in scala H0 (1:87), delle elettromotrici FS ALe 601 e relative rimorchiate le quali, nonostante fossero in servizio da oltre 25 anni e nonostante fossero tutt’altro che “anonime”, essendo assegnate a relazioni rapide di prestigio, fino ad allora non erano mai state prese in considerazione da alcun produttore industriale per quella inspiegabile idiosincrasia verso il materiale leggero FS (che in parte perdura tuttora), mentre erano state riprodotte da alcuni artigiani tra cui Bettiart e Tarvisium.

I modelli riproducono le ALe 601 dell’ultima serie (045-065), entrate in servizio nel 1971-72, a una decina di anni dalla consegna delle unità delle prime due serie (001-021 e 022-044).
Le prime versioni ad arrivare sul mercato, a fine 1987, sono la ALe 601 045 e il rimorchio Le 601 023, contenute in un’unica confezione (art. 208165L, disponibile anche per alimentazione in corrente alternata a 3 rotaie sistema Märklin, art. 208165ACL): è il periodo in cui Lima è nella fase di transizione dal giocattolo al modello vero e proprio, su queste riproduzioni infatti la finezza è buona ma alcuni elementi sono ancora legati alla vecchia scuola.

ALe 601 045 e Le 601 023, art. 208165L – foto da rail-modelling.com

 

La cassa, in plastica, riproduce molto bene le forme del prototipo reale, con lunghezza in scala esatta, ragguardevole anche al vero (27,4 m), restituendo così la linea filante di queste elettromotrici.
Belli i tipici frontali bombati dove i portelloni, sui quali è stampato in rilievo il fregio FS, possono essere applicati in posizione chiusa oppure aperta per consentire il montaggio dei mantici di intercomunicazione per l’accoppiamento con altre unità; per lo stesso motivo il pezzo che riproduce la carenatura inferiore, di colore rosso, è amovibile (al vero racchiude il gancio e gli accoppiatori elettrici e pneumatici).
I vetri, sia frontali che laterali, sono a filo cassa, con cornici in color alluminio.
Sulle fiancate, leggermente rastremate verso l’alto come al vero, sono visibili i coprigiunti in rilievo mentre le carenature presentano una buona riproduzione dei numerosi sportelli e griglie di aerazione. La porzione di carenatura in corrispondenza dei carrelli, comprendente anche la riproduzione dei gradini delle porte, è amovibile per consentirne la rotazione e può essere montata solo se il modello è destinato alla vetrina o alla circolazione su curve di raggio molto ampio. I carrelli riproducono adeguatamente quelli in opera al vero, giustamente differenti tra motrici (tipo Z1040) e rimorchi (tipo V920).

Dettaglio dei frontali – foto da rail-modelling.com

 

Buona la verniciatura in verde magnolia e grigio nebbia, con il filetto rosso alla base della cassa che fino ai primi anni ’90 contraddistingueva le unità “Alta Velocità” atte a viaggiare a 200 km/h, quest’ultimo elemento però, a quanto ci risulta, non è sicuro fosse presente anche sul rimorchio.

Il colpo d’occhio è molto buono, dove però Lima si perde è nei dettagli: mancano i tergicristalli, il fondo dei fregi FS frontali non è colorato, come dovrebbe essere, in rosso, le trombe e soprattutto i fischi sono un po’ grossolani, i pantografi sono quelli standard Lima risalenti agli anni ’70, vagamente simili ai 52 FS ma che su questo modello sfigurano decisamente e ne sviliscono l’aspetto (un vero peccato), il cavo AT da montare sul tetto, con i relativi isolatori di supporto, ha un aspetto non del tutto realistico, i corrimani accanto alle porte e sul tetto presso i pantografi sono solo stampati e non riportati.

L’aggancio tra le due unità infine sfrutta il classico sistema ad uncino ed occhiello, con una distanza non eccessiva ma nemmeno ridottissima tra unità e unità: forse si sarebbe potuto fare meglio con l’adozione di timoni di allontanamento, che però avrebbero inevitabilmente sconvolto la parte bassa delle testate, quindi il compromesso adottato è tutto sommato accettabile.
La meccanica prevede il motore disposto al centro del telaio, con asse longitudinale, che trasmette il moto alle ruote di entrambi i carrelli tramite alberi con giunti cardanici, vite senza fine e cascata di ingranaggi: si tratta di uno schema all’epoca piuttosto innovativo per Lima (allora ancora molto legata al tradizionale motore “G”), introdotto da pochi anni e solo su alcuni modelli (l’elettrotreno RAe TEE SBB oppure le ALn 663, queste con un solo carrello motorizzato), e ancora non ben collaudato e non esente da difetti, il motore infatti, a 3 poli e parente di quello montato sulle prime ALn 663 (e di lì a qualche anno sulle E646) non è fluidissimo, così come la trasmissione, che risente di giochi eccessivi tra le varie parti con conseguenti vibrazioni, gli ingranaggi calettati sugli assi sono poi gli stessi delle ALn 663 e, presentando il medesimo errore progettuale, tendono a crettarsi e a rompersi, quest’ultimo difetto, comune ad altri modelli anche di produzione successiva, è molto grave e sino a oggi non è mai stato adeguatamente risolto. Le ruote sono prive di anelli di aderenza in gomma, del resto il notevole peso conferito dal telaio metallico garantisce una discreta forza di trazione.
La parte meccanica è molto invasiva cosicchè l’arredamento interno è riprodotto in modo parziale e il tutto è ben visibile attraverso i finestrini. Va meglio sul rimorchio, che presenta gli interni riprodotti in modo completo, sebbene un po’ semplificati.

Le testate con mantici e portelloni aperti – foto da rail-modelling.com

 

Il successo di questi modelli è notevole, grazie al buon rapporto qualità-prezzo, sono ottimi per plastici di dimensioni contenute (sebbene soffrano un po’ sulle curve di raggio ridotto), con due soli elementi è infatti possibile riprodurre un treno completo, inoltre permettono ampie possibilità di ambientazione dato che al vero in quegli anni le ALe 601 circolavano in tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia, e oltre a servizi rapidi di prestigio erano impiegate anche con più umili treni diretti o locali su linee secondarie.

Nel corso del 1988 vengono consegnate la ALe 601 055 senza motore (art. 208195), ovviamente con interni completi, e la rimorchiata Le 601 024 (art. 309122), per quest’ultima la numerazione scelta è alquanto infelice dato che riproduce l’esemplare demolito nel 1978 a seguito del grave incidente di Murazze di Vado.

ALe 601 055, art. 208195 – foto da ebay

 

Le 601 024, art. 309122 – foto da ebay

 

Poco dopo arriva la rimorchiata Le 480 003 (art. 309227, inizialmente in catalogo come Le 480 004), che richiede una serie di modifiche di stampo per riprodurre la conformazione differente da quella dei rimorchi Le 601 per la presenza dell’ambiente cucina che comporta modifiche sia alla finestratura, sia agli interni, sia al tetto. Nell’occasione vengono approntati portelloni frontali con vetri più grandi e la “visiera” del terzo faro (da montare), elementi tipici delle ALe 601 delle prime due serie e dei rimorchi contemporanei, tra cui appunto i Le 480. Per qualche misteriosa svista, tutti i finestrini vengono riprodotti a vetro unico anzichè (in parte) divisi in due metà, fortunatamente con un successivo lotto produttivo l’errore viene corretto.

Le 480 003, prima edizione con vetri errati, art. 309227 – foto da ebay

 

 

Le 480 003, seconda edizione con vetri corretti, art. 309227 – foto da ebay

 

Nel 1990, sfruttando i nuovi portelloni prodotti per il rimorchio Le 480, viene approntata una confezione contenente la ALe 601 035 e la rimorchiata Le 601 011 (art. 208155L), entrambe giustamente prive del filetto rosso: come si vede, la motrice ha la numerazione di un’unità della seconda serie (022-044), sarebbe però stato necessario modificare anche il cavo AT sul tetto, che sulle ALe 601 delle prime due serie presentava un andamento diverso rispetto alle successive ed era corredato dai caratteristici scaricatori “a corna”.

ALe 601 035 e Le 601 011, art. 208155L, foto da ebay

 

Nel 1991 viene prodotta una confezione contenente la ALe 601 052 e il rimorchio Le 601 025 (art. 208165LS), anche in questo caso la numerazione del rimorchio è infelice in quanto al vero risulta demolito per incidente già nel 1973, dopo un solo anno di servizio. La motrice viene dotata dei nuovi pantografi in produzione per le E646, a dire il vero non bellissimi, ma con isolatori riportati.

ALe 601 052, facente parte della confezione art 208165LS – foto da ebay

 

In quegli anni i rimorchi Le 601 011, 023 e 025 sono disponibili anche separatamente, tutti con lo stesso codice articolo o quasi, giusto per non creare confusione… Le 601 011 art. 309122, Le 601 023 art. 309122S, Le 601 025 art. 309122.

Nel 1992 verranno realizzate le unità in livrea Alitalia, come vedremo nella prossima parte.

ALe 601 Lima – parte II: Alitalia e Le 481
ALe 601 Lima – parte III: start set
ALe 601 Lima – parte IV: prime serie e confezioni
ALe 601 Lima – parte V: Le 780 Norma87
ALe 601 Rivarossi (ex Lima) – parte VI: il ritorno