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ALe 642 – Os.kar

A volte i desideri (fermodellistici) si avverano: oltre un anno e mezzo fa lamentavamo la cronica assenza dei modelli delle elettromotrici ALe 582 e ALe 642, che calcano i binari FS da oltre 30 anni, forse Os.kar ci ha ascoltati e, dopo averle annunciate a sorpresa a metà 2018, ha reso disponibili già nel successivo mese di settembre i modelli delle ALe 642 e rimorchiate, del tutto inedite in scala H0 (1:87), almeno a livello di produzioni industriali. Inizialmente sono state consegnate due confezioni: la prima (art. 2072) contiene la ALe 642 005 con i rimorchi Le 764 114 (intermedio) e Le 682 014 (pilota) in livrea XMPR con loghi FS di 1° tipo, ambientabili intorno al 2000, la seconda (art. 2071) contiene la ALe 642 036 con i rimorchi Le 764 144 e 145 e Le 682 018, sempre in livrea XMPR ma con loghi FS-Trenitalia rosso-verdi (introdotti nel 2008), marcatura NEV a 12 cifre (introdotta intorno al 2013) e condizionatori sul tetto, ambientabili quindi in epoca attuale. I modelli, chiaramente di produzione cinese, hanno casse in plastica che riproducono bene le fattezze dei prototipi reali, con linee semplici e squadrate, ma sono comunque ben dettagliati, in particolare si fa apprezzare la riproduzione del tetto dell’elettromotrice con il vistoso e ingombrante reostato di frenatura e dei cassoncini dell’impianto di condizionamento, ove presenti. I pantografi, di tipo 52 FS, sono molto fini, purtroppo però si presentano, erroneamente, nella versione con strisciante curvo, quando invece, data l’epoca di ambientazione, avrebbero dovuto avere lo strisciante piano.
Sulle testate con cabina di guida è presente la riproduzione, non funzionante, dell’aggancio automatico, che appare sostanzialmente corretta ma un po’ semplificata, effetto peraltro peggiorato dalla realizzazione in plastica non verniciata.
I carrelli sono correttamente differenziati tra motrice e rimorchi e non prestano il fianco a critiche.

Convoglio da 3 pezzi di ALe 642 e rimorchi, art. 2072 – foto da ebay

Gli interni, visibili attraverso i finestrini (con vetri a filo cassa) sono riprodotti in modo pressochè completo anche sulla motrice, dove il motore a 5 poli è stato occultato nel vano posto dietro la cabina di guida (al vero ospitante apparecchiature elettriche) e aziona il sottostante carrello dotato di due ruote con cerchi di aderenza in gomma.
Il funzionamento è buono, tuttavia non è da escludere che su tracciati acclivi la motrice, nonostante il maggior peso conferitole dal telaio metallico (sui rimorchi è in plastica), possa avere qualche difficoltà quando viene utilizzata al traino dei rimorchi, specie con la composizione a 4 elementi, infatti il cabraggio della cassa tende a sgravare il carrello anteriore rispetto al senso di marcia, che è appunto quello motore, con conseguente degrado nelle prestazioni. Lo schema meccanico adottato ha d’altra parte permesso di semplificare la trasmissione, che si avvale di ingranaggi e vite senza fine senza le complicazioni derivanti da lunghi alberi di trasmissione e snodi vari, oltre ad aver consentito, come già detto, di riprodurre gli interni. Grazie all’assenza di carenature i carrelli possono ruotare liberamente così da consentire l’inscrizione anche in curve di raggio ridotto (360 mm).

Convoglio da 4 pezzi di ALe 642 e rimorchi, art. 2071 – foto da ebay

L’impianto elettrico della motrice è abbastanza complesso in quanto, oltre ai fanali, sono illuminati, tramite LED, anche gli ambienti viaggiatori e le cabine (con microinterruttori per consentirne l’attivazione a piacere), sono poi presenti l’ormai irrinunciabile presa per il decoder (accessibile dal sottocassa attraverso uno sportellino), che però adotta lo standard a 21 poli anzichè la più moderna interfaccia Plux a 22 poli, e l’altoparlante per la sonorizzazione. Anche i rimorchi hanno gli interni e, sul solo Le 682, i fanali illuminati, l’alimentazione elettrica è fornita, oltre che da prese di corrente proprie, anche dalla motrice, ciò ha richiesto l’impiego di ganci non standard con condotta elettrica a 8 poli, il che comporta ulteriori complicazioni a livello sia elettrico sia meccanico, rendendo le operazioni di composizione e scomposizione del convoglio non proprio agevoli, l’affidabilità del sistema nel tempo poi è tutta da vedere.

Buona la finitura, con colori di tonalità sostanzialmente fedeli al vero (forse un po’ troppo sature) e ben applicati, a parte alcuni punti un po’ critici come in corrispondenza delle griglie nella parte bassa delle fiancate. L’ALe 642 005 è curiosamente priva di loghi FS, in effetti, come visibile in foto del prototipo reale risalenti al 2000 (epoca di ambientazione del modello), si presentava proprio così o a seguito di una svista degli operai addetti alla ripellicolatura del mezzo o perchè detti loghi, al vero costituiti da adesivi, potrebbero essersi staccati durante le operazioni di lavaggio della cassa (caso tutt’altro che infrequente), dalle stesse foto però si vede anche che i carter di protezione dei meccanismi di apertura delle porte sarebbero dovuti essere di colore grigio anzichè blu, inoltre dovrebbe essere presente una “mascherina” nera all’altezza dei vetri frontali.
La scelta di presentare per prime due versioni entrambe in livrea XMPR (colorazione che comunque le ALe 642 hanno sfoggiato per 2/3 della loro carriera), sebbene ambientabili in anni diversi, può apparire discutibile, in un secondo tempo è prevista la realizzazione di un convoglio di 4 elementi nella bella livrea d’origine rosso-grigio-arancio (art. 2073), su cui torneremo più in dettaglio. La casa ha inoltre in previsione di rendere disponibili separatamente anche motrici senza motore, per variare la composizione dei convogli: in effetti la configurazione con motrice e tre rimorchi con le ALe 642 non è la più comune (diversamente da quanto avviene con le ALe 582) mentre è più facile vedere complessi con due motrici e uno o due rimorchi intermedi.

Nota dolente, molto dolente, il prezzo: quasi 390 euro la confezione da 3 pezzi, che salgono a circa 450 per quella da 4 pezzi, praticamente il doppio di quanto auspicavamo nel già citato articolo.
Senza entrare nel merito delle politiche commerciali dei vari produttori, ormai la prassi diffusa è quella di non correre rischi, si vuol fare cassa subito senza fare magazzino, di conseguenza le tirature dei modelli sono esigue (nell’ordine del migliaio di pezzi) e i prezzi sempre più spaventosamente elevati.

Non è difficile immaginare che queste ALe 642 apriranno la strada alla realizzazione delle ALe 582, ottenibili con poche e semplici modifiche, ci auguriamo quindi di vederle presto, nelle diverse varianti possibili e magari, ma questo sarà già ben più difficile, con prezzi rivisti possibilmente non verso l’alto…

In conclusione, un video di presentazione dei nuovi modelli.