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ALn 668 Lima – parte I: serie 3100

Nel 1992 Lima mette in produzione il modello delle automotrici Diesel FS ALn 668 in scala H0 (1:87) derivandolo dall’ALn 663 di 7 anni prima e ripercorrendo così a ritroso la storia di questi gruppi di automotrici, dato che al vero sono state le ALn 663 a costituire un’evoluzione delle ALn 668. Tra le numerose serie di queste automotrici viene prescelta la 3100, una delle più moderne e che, con lo stesso stampo della cassa, ha permesso di riprodurre anche le serie 1200 e 3300 nonchè varie unità appartenenti a ferrovie private/in concessione. La materia è vasta, essendo state realizzate negli anni numerose versioni, che analizzeremo un po’alla volta in questa serie di articoli.

Iniziamo dunque dalla serie 3100 (al vero 150 unità, numerate ALn 668 3101-3250), in particolare dai modelli consegnati nel 1992: si tratta di una confezione (art. 208342LK) contenente un’unità motorizzata, la ALn 668 3171, e una senza motore, la ALn 668 3195, a cui si aggiunge una terza unità non motorizzata, la ALn 668 3204, venduta singolarmente (art. 309211K) e utile per formare un convoglio di 3 pezzi, infatti le ALn 668 di questa serie possono viaggiare in comando multiplo fino a 3 unità (anziché 2 come nelle serie precedenti), anche promiscuamente con le ALn 663 della serie 1101-1204.

La fattura è del tutto analoga a quella delle ALn 663, di cui sfruttano il telaio, con qualche adattemento data la diversa conformazione delle testate, la meccanica, la riproduzione del sottocassa e i carrelli. La cassa (in plastica), ovviamente è nuova e riproduce le forme di queste automotrici, con le testate arrotondate e dotate dei caratteristici vetri curvi. Se la riproduzione dei vetri frontali è buona, qualche riserva si può esprimere su quelli laterali, che per qualche strano motivo non sono perfettamente a filo cassa (stesso difetto già visto sull’ALn 663).

ALn 668 3171 e 3195, art. 208342LK - foto da ebay
ALn 668 3171 e 3195, art. 208342LK – foto da ebay

 

Altre innovazioni riguardano il motore, ora a 5 poli di produzione giapponese (Higarashi) in luogo del precedente motore a 3 poli dell’ALn 663, l’illuminazione dei fanali rossi di coda, la riproduzione dei portelloni aperti sulle testate con mantice di intercomunicazione estratto (questi elementi possono comunque essere smontati per far viaggiare l’automotrice isolata), alcuni particolari aggiuntivi da montare sulle testate (gancio, accoppiatori pneumatici, tergicristalli, vomeretti spartineve), e il sistema di aggancio, che sfrutta un gancio corto montato su timone di allontanamento: quest’ultima non è esattamente una miglioria, infatti tale gancio risulta piuttosto scomodo da manovrare e, non essendo montato su innesto a norma NEM, non è sostituibile con ganci di altro tipo. Le ALn 668 3171 e 3195 escono di fabbrica con gancio corto e intercomunicanti aperti su una sola testata (quella lato bagagliaio), la quale è priva di impianto di illuminazione, mentre la 3204 è fornita di ganci e intercomunicanti aperti su entrambe le testate ed è prevista per essere intercalata tra le due precedenti. Volendo è possibile smontare intercomunicanti e ganci per riprodurre automotrici isolate (in questo caso però bisogna ricostruire l’impianto di illuminazione sulla testata precedentemente dotata di mantice) oppure spostarli sulla testata opposta, quest’operazione però non può essere effettuata sulla 3171 perchè il carrello motore interferirebbe con il gancio. Oltretutto l’accoppiamento con le precedenti ALn 663 non è immediatamente fattibile, dato che queste sono invece dotate di portagancio con innesto a norma NEM. A dire il vero sul carrello motore della 3171 è ancora presente la sede per tale portagancio, però proprio sulla testata priva di mantice… il problema sarà risolto dopo il 1993 con l’arrivo delle ALn 663 “rivedute e corrette”, che montano lo stesso gancio delle ALn 668.

ALn 668 3204, art. 309211K - foto da ebay
ALn 668 3204, art. 309211K – foto da ebay

 

Buona la verniciatura, nella livrea “attuale” dell’epoca, che ambienta le automotrici negli anni ’80-’90: beige pergamena-grigio azzurro con tetto bianco panna e fascia laterale rossa che si allarga sui frontali, forse eccessivamente su questa prima sfornata dato che il bordo inferiore del fascione rosso viene a cadere un po’ troppo in basso, cosa che non mancherà di suscitare qualche critica.

Essendo derivate dalle ALn 663, queste ALn 668 ne hanno ereditato anche i difetti: il motore infatti aziona un solo carrello (con tutte le ruote dotate di cerchiature di aderenza in gomma), tramite albero con snodi cardanici, vite senza fine e cascata di ingranaggi i quali, in particolare quelli calettati sugli assi, dopo qualche tempo si spaccano a causa dell’insufficiente tolleranza di montaggio tra il foro dell’ingranaggio e l’asse stesso. La meccanica è stata collocata nello scomparto posteriore, ossia quello più “trasparente”, essendo dotato di un numero maggiore di finestrini rispetto all’altro dove invece si sarebbe potuta occultare meglio grazie alla presenza del vano bagagli, con saracinesche e finestrini ristretti, e del vetro opacizzato del WC. Fortunatamente la riproduzione delle tendine chiuse o semichiuse, in plastica di colore beige, aiuta a mascherare la cosa. Il funzionamento, grazie al già citato motore giapponese, è sicuramente migliore rispetto all’ALn 663, ma non del tutto soddisfacente: la presa di corrente, che avviene tramite il carrello non motorizzato, è un po’incerta, inoltre l’automotrice è piuttosto leggera e la forza di trazione non è elevatissima, cosa che crea qualche difficolta nel traino della o delle unità non motorizzate, la cui forza resistente è piuttosto elevata (tra l’altro la 3195 è anche dotata delle lamelle di presa di corrente per l’illuminazione dei fanali).

Nonostante questi problemi, poi in parte risolti con le produzioni successive, il successo di questi modelli è più che buono, anche perchè sino ad allora sul mercato non c’erano molte alternative, cosa alquanto grave per un mezzo al vero numeroso e diffusissimo come le ALn 668: o le ormai vetuste ALn 668 1400 e 1500 Rivarossi, oltretutto fuori scala, oppure modelli di fattura artigianale, costosi, difficili da reperire e non sempre di qualità eccelsa (ricordiamo ad esempio le ALn 668 Bettiart, dalla cassa in resina “autodisintegrante”). A questo punto la strada è ormai tracciata e Lima si lancerà negli anni successivi nella riproduzione di altre versioni, di cui parleremo nel seguito.

ALn 668 Lima – parte II: serie 1200
ALn 668 Lima – parte III: serie 3300
ALn 668 Lima – parte IV: private e curiosità
ALn 668 Lima – parte V: vetri piani e XMPR
ALn 668 Lima – parte VI: ultime produzioni con marchio Rivarossi
ALn 668 Rivarossi (ex Lima) – parte VII: private e concesse