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ALn 668 ViTrains – parte I: 1400 prototipo

A oltre 40 anni di distanza dall’entrata in produzione dello storico modello Rivarossi, ViTrains nel 2007 realizza i modelli in scala H0 (1:87) delle automotrici FS ALn 668 serie 1400.
In prima battuta vengono consegnate alcune versioni di nicchia, ossia i prototipi ALn 668 1401-1403, entrati in servizio nel 1956-1957 e differenti dalle unità di serie per alcuni particolari come la minore altezza sul piano del ferro (3.565 mm contro 3.625), il minore diametro delle ruote (910 mm contro 920), i finestrini con meccanismo di apertura a cremagliera anzichè contrappesati e con telaio più leggero, il telaio con la fascia inferiore non sporgente rispetto alla cassa, gli scarichi sul tetto, caratteristiche comuni anche alle corrispondenti rimorchiate prototipo Ln 68 1401-1404 (poi trasformate in Ln 664 1401-1404).

Le tre ALn 668 prototipo, dall’alto in basso 1402, 1403, 1401 – foto da kijiji

Lo stampo riproduce le macchine nello stato dei primi anni di esercizio: abbiamo la ALn 668 1402 (art. 2003) nella primitiva livrea castano-isabella con fascia bianca (adottata all’uscita di fabbrica solo sulle 1401 e 1402 e mantenuta per qualche anno),

ALn 668 1402, art. 2003 – foto da kijiji

la ALn 668 1401 (art. 2010) nella successiva livrea giallo coloniale-verde lichene con fascia verde bottiglia, mentenuta fino alla fine degli anni ’60,

ALn 668 1401, art. 2010 – foto da ebay

e la ALn 668 1403 (art. 2004) nella particolare colorazione bianco-azzurro con fasce laterali e “baffi” rossi sul frontale (che la leggenda vuole abbiano originato il soprannome “micette” affibbiato a queste automotrici) adottata sperimentalmente nel 1957 in occasione di una trasferta promozionale del mezzo in Messico a cura del costruttore (FIAT), che intendeva pubblicizzare la nuova automotrice per potrela vendere anche oltreoceano (come in effetti è stato). Tale coloritura, poi rimpiazzata dal normale giallo coloniale-verde lichene qualche tempo dopo il rientro in Italia, avrebbe dato origine alla livrea cosiddetta “unificata” prevista per le automotrici di nuova costruzione (o di recente immissione in servizio), adottata a partire anni ’60 su tutte le ALn 668, 773, 873.

ALn 668 1403, art. 2004 – foto da kijiji

Il modello ha la cassa in plastica che riproduce adeguatamente le forme dei prototipi reali. Un appunto va fatto alle porte di salita, che riproducono quelle in lega leggera adottate a partire dagli anni ’80-’90, e nemmeno su tutte le unità, e caratterizzate da vetri leggermente più grandi e da sottili nervature verticali (un po’ troppo evidenti sul modello) e quindi incompatibili con l’ambientazione anni ’50-’60, inoltre accanto alle porte sono un po’ troppo visibili alcune linee di giunzione degli stampi. Anche i finestrini laterali dell’ambiente viaggiatori, pur con la corretta riproduzione delle due manigliette per l’azionamento del meccanismo di apertura a cremagliera, hanno la riproduzione del telaio metallico troppo massiccia (al vero era molto più leggero). Purtroppo sono da lamentare altre imprecisioni come le porte delle cabine che originariamente si aprivano al contrario (controvento) rispetto a come riprodotto sul modello, i fanali che sarebbero dovuti essere più piccoli e con carenature rastremate anzichè cilindriche, la saracinesca del vano bagagli un po’ troppo incassata, infine il vetro del WC, al vero apribile a “vasistas” dovrebbe avere la sola barra orizzontale e non la cornice in alluminio.

Dettaglio della zona del vestibolo dell’ALn 668 1401 – foto da ebay
Dettaglio delle porte rimaste allo stato d’origine sul rimorchio Ln 668 1408 ex ALn 668 1408, in composizione al treno diagnostico “Galileo” (Monza, 16/06/2007)
Dettaglio del rimorchio Ln 664 1403 (ex Ln 68), con i finestrini originari uguali a quelli in opera sulle ALn 668 1401-1403 (da notare anche quello del WC aperto “a vasistas”); le porte invece sono del nuovo tipo in lega leggera (Lecco, 30/05/2009)
Dettaglio di un fanale del rimorchio Ln 664 1425, uguale a quello originariamente montato sulle ALn 668 1400 (Como, 27/04/2013)

Per i vetri frontali della cabina e il relativo vetro d’angolo si è adottato l’espediente di utilizzare un unico pezzo in plastica trasparente opportunamente verniciato, soluzione già vista in passato sulle ALn 668 Lima.
La colorazione è eseguita in modo soddisfacente, con tonalità dei colori sostanzialmente corrette e anche le varie iscrizioni di servizio (poche, come era in origine) e targhe (non in rilievo ma solo tampografate) non prestano il fianco a particolari critiche. Sulle fiancate gli sportelli che al vero danno accesso ai bocchettoni per il rifornimento di gasolio sono solo tampografati anzichè incisi, mentre sulle testate, sotto il vetro lato macchinista, è inciso uno sportellino sotto cui si trova una presa d’aria (poi eliminata in anni successivi): ad essere proprio pignoli, forse sarebbe stato meglio fare al contrario, soprattutto per lo sportellino, che risulta sensibilmente più evidente rispetto al vero. Sotto i finestrini è correttamente presente una sorta di sottile coprigiunto in rilievo, caratteristico delle unità 1401-1403 e dei rimorchi Ln 68 (poi Ln 664) 1401-1404 (sul 1403 venne rimosso in occasione dell’ultima revisione generale, nel 2001) e da non confondere con la modanatura in alluminio presente sulle unità di serie (e poi rimossa tra gli anni ’70 e ’80). Sulla 1401 tale coprigiunto è ripassato in color alluminio, tuttavia dal confronto con le foto d’epoca pare che tale elemento fosse colorato come la cassa, in verde lichene.
I respingenti sono (inutilmente) molleggiati e per questo motivo i piatti tendono a disporsi obliquamente, con effetto tutt’altro che realistico.

ALn 668 1402, art. 2003, vista laterale – foto da kijiji

Parecchi i particolari aggiuntivi da montare, specialmente nel sottocassa, cosa che ha suscitato qualche lamentela in considerazione del prezzo di vendita non proprio indolore (circa 150 euro), che viene generalmente giustificato con il fatto che il modello è prodotto in Italia.

ALn 668 1401, art. 2010, vista laterale – foto da ebay

La meccanica ha un’impostazione tradizionale: telaio metallico, motore centrale e trasmissione ad entrambi i carrelli con alberi snodati con giunti cardanici, vite senza fine e cascata di ingranaggi (due ruote inoltre sono dotate di cerchiature di aderenza in gomma), di conseguenza l’arredamento è riprodotto in modo molto parziale, comunque si è fatto sì che la fascia dei finestrini rimanesse libera. Il funzionamento è abbastanza buono, sebbene un po’ rumoroso, probabilmente a causa di qualche gioco meccanico di troppo, inoltre l’appoggio sui carrelli è un po’ rigido e ciò è causa di ondeggiamenti durante la marcia soprattutto su binari non perfettamente posati e in corrispondenza dei cuori degli scambi.

ALn 668 1403, art. 2004, vista laterale – foto da kijiji

Queste ALn 668, data la mancanza sul mercato di analoghe riproduzioni, a parte le Rivarossi citate all’inizio e ormai obsolete, riscuotono un buon successo, c’è da osservare che la strategia, adottata anche da altri produttori, di realizzare le versioni di nicchia prima di quelle di serie ne ha senz’altro incrementato le vendite, molti non ce l’hanno fatta ad aspettare e così capita di veder circolare le ALn668 prototipo fuori epoca, in ambientazioni non coerenti con la loro livrea, specie la 1403 con la sua colorazione simile a quella adottata in epoca posteriore, in vari casi viene il dubbio che l’acquirente, non conoscendo nel dettaglio la storia delle ALn668, l’abbia confusa proprio con un’unità ambientata in anni successivi. Invece, e qui lo ribadiamo una volta per tutte, la 1403 così come riprodotta da ViTrains si ambienta solo per un breve periodo a partire dal 1957.

La ALn 668 1403 impropriamente posta su un plastico ambientato negli anni ’70-’80.

Dopo i prototipi ViTrains avvia la produzione delle unità di serie (1404-1470), di cui parleremo nella prossima parte: ciò comporta l’irreversibile modifica degli stampi, cosa che impedirà di proporre nuove versioni delle unità prototipo ambientabili in anni più recenti e per periodi più lunghi, con le testate modificate con l’adozione di mantici di intercomunicazione, e che inspiegabilmente la casa non ha preso in considerazione.

ALn 668 ViTrains – parte II: 1400 di serie
ALn 668 ViTrains – parte III: 1500
ALn 668 ViTrains – parte IV: 1700
ALn 668 ViTrains – parte V: 1800
ALn 668 ViTrains – parte VI: private e concesse
ALn 668 ViTrains – parte VII: venete e padane
ALn 668 ViTrains – parte VIII: (ri)padane
ALn 668 ViTrains – parte IX: Trenord
ALn 668 ViTrains – parte X: 1600
ALn 668 ViTrains – parte XI: 1400 seconda serie
ALn 668 ViTrains – parte XII: ancora 1800