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ALn 668 ViTrains – parte II: 1400 di serie

Nel 2008, a circa un anno dalla consegna delle unità prototipo, di cui abbiamo parlato nella prima parte, ViTrains consegna la versione più attesa delle ALn 668 1400, cioè le unità di serie, in particolare vengono proposte quelle appartenenti alla prima sottoserie, la più numerosa, costituita da 67 esemplari numerati 1404-1470.

Questa volta, anzichè singolarmente, le automotrici sono in vendita in coppia (motorizzata + folle): abbiamo una prima confezione (art. 1019) contenente le ALn 668 1449 e 1456 in livrea giallo coloniale-verde lichene, ambientabili negli anni ’60, e una seconda confezione (art. 1020) con le ALn 668 1409 e 1416 in livrea beige pergamena-grigio azzurro, collocabili tra la seconda metà degli anni ’80 e il decennio successivo. Il tutto in vendita a circa 225 euro a confezione, prezzo decisamente elevato.
Entrambe le versioni, sempre con la medesima numerazione, sono disponibili anche con decoder per il funzionamento in “digitale” e altoparlante per la riproduzione dei rumori delle macchine vere (art. 1719 la coppia in livrea giallo coloniale-verde lichene, 1720 la coppia in beige-azzurro), il prezzo in questo caso è ancora più elevato, nell’ordine dei 300 euro.

ALn 668 1449 e 1456, art. 1019 – foto da ebay

La base meccanica è, ovviamente, la stessa dei prototipi, la cassa invece ha subito una serie di variazioni per differenziarsene: innanzitutto il telaio è ora leggermente sporgente anzichè a filo, mentre accanto alle porte di salita è stata aggiunta una presa d’aria a griglia su ciascuna fiancata con la contemporanea eliminazione della corrispondente presa d’aria a bocchetta sul tetto, sul quale invece sono stati aggiunti gli aeratori in corrispondenza dei comparti viaggiatori (da montare a cura dell’acquirente), è stato poi eliminato il piccolo coprigiunto in rilievo sotto la fascia dei finestrini. Ma la modifica più visibile ha coinvolto le testate, ora dotate di mantici di intercomunicazione a soffietto (anche questi da montare a cura dell’acquirente, in posizione estesa o ritratta), miglioria al vero apportata a tutte le ALn 668 1400 (prototipi compresi) escluse quelle dell’ultima sottoserie (1471-1480) che ne erano dotate sin dall’origine ma racchiusi entro appositi portelloni (come del resto su tutte le ALn 668 costruite successivamente), con sensibile variazione dell’estetica; ricordiamo che i modelli di queste ultime erano stati prodotti a suo tempo da Rivarossi.

Confezione con le ALn 668 1409 e 1416, art. 1020 – foto da ebay

Per consentire all’acquirente di configurare a piacimento l’accensione o meno dei fanali sulle testate, a seconda che si voglia far circolare le automotrici isolate o accoppiate, sono stati introdotti appositi microinterruttori, collocati sotto il telaio in corrispondenza delle cabine, idea in sè buona ma che, oltre a incidere sul prezzo, già di per sè elevato, ha avuto come conseguenza un paio di difetti non da poco: da un lato infatti si è dovuto rinunciare ai timoni di allontanamento dei ganci, con conseguente eccessivo distanziamento delle due unità accoppiate, cosa non bellissima a vedersi e non realisitca, dall’altro, a causa dell’ingombro di tutti questi “apparati”, i carrelli hanno scarsissimo gioco verticale, con compromissiome della circolabilità ove il binario non sia perfettamente posato o in corrispondenza di cambi di pendenza, ciò è piuttosto grave in quanto queste automotrici, come al vero, sono destinate a viaggiare anche e soprattutto su plastici riproducenti linee secondarie, caratterizzate da armamento non in perfette condizioni, cambi di pendenza, curve di raggio ristretto e quant’altro. I ganci, di tipo non standard (ricordano un po’ quelli delle ALn 668 Lima), sono intercambiabili essendo dotati di innesti a “coda di rondine” a norma NEM 363.

ALn 668 1409 e 1416, art. 1020, vista frontale – foto da kf-models.it

La finitura, in entrambe le livree, è buona, con colori sostanzialmente corretti e ben applicati, per il resto permangono le caratteristiche e i difetti delle unità prototipo, e anche qualcosa in più: in particolare sulla versione giallo coloniale-verde lichene la modanatura sotto i finestrini, al vero in alluminio, è solamente dipinta e non in rilievo, probabilmente per sfruttare lo stesso stampo delle unità anni ’80-’90 sulle quali questo elemento è correttamente assente (al vero fu eliminato negli anni a cavallo del 1980): questa semplificazione però, su un modello di questa fascia di prezzo, è a nostro avviso inaccettabile, tanto più che sul vecchio modello Rivarossi di 45 anni prima la modanatura era ben in rilievo… Inoltre le porte, come già evidenziato sui prototipi, riproducono quelle in lega leggera in uso dalla fine degli anni ’80, quindi incompatibili con l’epoca di ambientazione di queste unità.

ALn 668 1449 e 1456, art. 1019, vista frontale – foto da ebay

In corrispondenza dei vestiboli è stato fatto un bel pastrocchio: evidentemente si è riutilizzata la porzione di stampo già approntata per le unità prototipo, peccato che non si sia considerato il fatto che su queste la fascia del telaio è a filo della cassa: risultato, il telaio, leggermente sporgente, si interrompe in prossimità delle porte con un effetto orribile a vedersi e peggiorato ulteriormente dalle linee di giunzione degli stampi, eccessivamente visibili. Inoltre sotto il telaio manca completamente il bordo inferore rientrante rispetto a questo. Spiace dirlo, ma le vecchie ALn 668 Rivarossi degli anni ’60 presentano una riproduzione molto più accurata di questi particolari…

Confronto della zona del vestibolo tra la ALn 668 ViTrains (sopra, foto tecnomodel-treni.it) e la vecchia Rivarossi (sotto, foto da ebay)
Dettaglio della zona del vestibolo del rimorchio Ln 664 1409, costruttivamente analogo alle ALn 668 (Monza, 2/5/2009)

Le due ALn 668 in beige-azzurro sono ambientabili, come già detto, tra la seconda metà degli anni ’80 e gli anni ’90 per la presenza delle indicazioni di classe e fumatori/non fumatori, al vero introdotte appunto nella seconda metà degli anni ’80: a tal proposito si nota che mancano accanto alle porte di salita le cifre “2” relative al comparto anteriore (quello lato saracinesca del vano bagagli), dove invece sono presenti le sole cifre “1” relative al modulo di prima classe adiacente al bagagliaio, non è però da escludere che i prototipi reali presentassero questa particolarità.
La fascia rossa frontale non prosegue sulla porzione di testata comprendente il vano dell’intercomunicante, che è invece colorata interamente in azzurro: al vero era possibile trovare entrambe le soluzioni, a seconda dell’impianto che eseguiva la verniciatura.
Una finezza: i bordi delle porte di testata sono ripassati in grigio chiaro a imitazione del nastro adesivo posto dai macchinisti per ridurre gli spifferi.

Confezione con le ALn 668 1409 e 1416 dotate di decoder, art. 1720 – foto da ebay

Nel 2010 arrivano due nuove versioni, una per chi ha gusti “particolari” e un’altra di nicchia: abbiamo infatti la coppia 1420 e 1425 (sempre motrice + folle, art. 1057) in livrea azzurro-beige ma con le fiancate deturpate da graffiti (non sappiamo se di fantasia o riproducenti quanto riscontrabile al vero su queste unità), ambientabili quindi negli ultimi anni di servizio (fine anni ’90), e la 1462 (art. 2198) in livrea XMPR (unica della serie 1404-1470 ad aver ricevuto tale colorazione), al vero rimotorizzata nel 2002-2003 e impiegata poi per 2-3 anni quasi esclusivamente sulla tratta Fabriano-Pergola isolata o in coppia con la 1478, anch’essa rimotorizzata e ricolorata in livrea XMPR. Anche quest’ultimo modello non è scevro da ulteriori inesattezze, infatti il montante tra le due porte di salita è erroneamente colorato in blu anzichè in bianco come la cassa e la tonalità di grigio del tetto è decisamente troppo scura.

Confezione con le ALn 668 1420 e 1425 con fiancate graffitate, art. 1057 – foto da ebay
ALn 668 1462 in livrea XMPR – foto da laborsadeltreno.com

A questo punto si impone una riflessione: tutti questi difetti e imprecisioni riscontrabili sulle varie versioni fanno temere che durante la “gestazione” non sia stata posta tutta la cura che sarebbe stata opportuna sia in fase di acquisizione della documentazione sia durante l’elaborazione di scelte progettuali che alla prova dei fatti si sono dimostrate in parte discutibili o comunque migliorabili. In pratica su tutti i modelli che abbiamo analizzato in questa puntata e nella precedente c’è qualcosa che non va o comunque di perfettibile o nella decorazione o nella riproduzione di certi particolari o nella meccanica o in altro. Tutto ciò in relazione ad un prezzo di acquisto piuttosto importante, in ragione del quale è lecito attendersi modelli “perfetti” o quasi. Purtroppo il fenomeno interessa un po’ tutti i produttori e nel tempo accanto a modelli ottimi se ne trovano altri, diciamo così, “migliorabili”.

Nonostante i difetti e il prezzo non proprio popolare queste ALn 668, grazie alle ampie possibilità di ambientazione, riscuotono un buon successo e pongono le basi per la realizzazione delle serie successive, in primis la 1500, come vedremo nella prossima parte. Stranamente non sono state finora proposte le versioni anni ’80, ottenibili semplicemente eliminando le indicazioni di classe dalle fiancate, mentre quelle anni ’70 richiederebbero l’aggiunta della modanatura sopra la fascia rossa, possibilmente in rilievo e non tampografata. Si potrebbe poi pensare anche ad una versione anni ’90 con vetri frontali “Triplex”, tergicristalli “a pantografo”, sottocassa grigio chiaro e fascia azzurra inferiore non arrotondata in corrispondenza delle testate e del vestibolo.

ALn 668 ViTrains – parte I: 1400 prototipo
ALn 668 ViTrains – parte III: 1500
ALn 668 ViTrains – parte IV: 1700
ALn 668 ViTrains – parte V: 1800
ALn 668 ViTrains – parte VI: private e concesse
ALn 668 ViTrains – parte VII: venete e padane
ALn 668 ViTrains – parte VIII: (ri)padane
ALn 668 ViTrains – parte IX: Trenord
ALn 668 ViTrains – parte X: 1600
ALn 668 ViTrains – parte XI: 1400 seconda serie
ALn 668 ViTrains – parte XII: ancora 1800