Crea sito

ALn 773 FS – GT Modelli

I mezzi leggeri FS, per motivi non sempre ben chiari, sono stati sempre un tabù per le principali case fermodellistiche, che si sono dedicate alla riproduzione di locomotive e carrozze trascurando fortemente tutto il vasto settore delle elettromotrici ed automotrici. Se negli ultimi anni le lacune sono state, almeno in parte, colmate, negli anni ’80-’90 la situazione era alquanto infelice: in questo contesto si inserivano i vari produttori artigianali e semiartigianali che proponevano modelli di mezzi leggeri, caratterizzati da tirature limitate, prezzi elevati e qualità non sempre ottimale.

Tra questi produttori si annovera la romana GT Modelli, di cui abbiamo già avuto occasione di parlare, che nel tempo ha proposto diversi modelli di automotrici ed elettromotrici FS in scala H0 (1:87), tra cui le automotrici ALn 773, entrate in produzione verso la fine degli anni ’80. Come tipico di questa casa, sono realizzate con tecnologie “industriali”, con casse in termoplastica stampata. La qualità della riproduzione è mediocre: pur con proporzioni in scala abbastanza esatta, vetri a filo cassa, e diversi particolari riportati (trombe, fischi, corrimani ecc.) l’aspetto dei prototipi reali non è reso al meglio, soprattutto nei frontali, sui quali tra l’altro spiccano i caratteristici fregi OM in rilievo, applicati a parte, inoltre è da lamentare una scarsa incisione di griglie e sportelli, in particolare quelli delle carenature sottocassa, e dei carrelli (difetto tipico dei modelli GT).

Il vero guaio di questi modelli è però il funzionamento (anche questo è un difetto tipico delle produzioni GT): un motore a 3 poli, di scarsa qualità, ruvido e rumoroso, aziona un carrello tramite un alberino con giunto elastico (tubetto in gomma, soggetto con l’uso a logorarsi e infine a rompersi ineluttabilmente) e una trasmissione a vite senza fine e cascata di ingranaggi, in materiale plastico anch’esso di scarsa qualità che con l’uso finiscono per consumarsi e polverizzarsi.
La forza di trazione, data la mancanza di anelli di aderenza in gomma sulle ruote, è scarsa, tanto che sui tratti in pendenza l’automotrice, a causa anche della sua leggerezza, fatica a trainare se stessa.
Gli interni non sono riprodotti, una sola testata è illuminata tramite un’arcaica lampadina “a pisello” da albero di Natale, già obsoleta negli anni ’80.

Nel corso degli anni sono state prodotte varie versioni, in diverse colorazioni corrispondenti alle varie epoche di ambientazione, dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’90, quando vennero ritirate dal servizio.
Tra queste troviamo il prototipo ALn 773 3501 (art. 2051) nella sua primitiva ed effimera livrea castano-bianco, la 3529 nella bella colorazione d’origine rosso-bianco (art. 2052), la 3520 nella successiva livrea verde magnolia-grigio nebbia (art. 2053), introdotta negli anni ’60, e la coppia 3516 (motorizzata) e 3510 (senza motore) nella livrea definitiva beige pergamena-grigio azzurro con fascia rossa, applicata verso la fine degli anni ’60 e mantenuta fino a fine carriera (art. 2050), queste ultime inizialmente prodotte con finitura semplificata, con cornici dei finestrini non ritoccate in color alluminio (non proprio bellissime a vedersi). Per inciso, la vera 3516 ha una storia particolare, infatti è stata venduta alle Ferrovie Padane nel 1990 e, dopo un breve utilizzo e alcuni anni di accantonamento, è stata acquistata dal Gruppo Romano Amici della Ferrovia (GRAF) nel 1996 e restaurata nella livrea verde magnolia-grigio nebbia, infine entrata a far parte del parco rotabili storici e ricoverata nel 2014 a Pistoia.

ALn 773 3501, art. 2051 – foto da ebay

 

ALn 773 3529, art. 2052

 

ALn 773 3520, art. 2053 – foto da ebay

 

ALn 773 3516 e 3510, art. 2050

 

A queste si affiancano due unità di seconda serie (3561-3570), la 3563 in livrea verde-grigio (art. 2054) e la 3565 (art. 2055) in beige-azzurro (quest’ultima al vero acquistata dalla Ferrovia Alifana nel 1991 e reimmatricolata ALn 773 012) le quali però prestano il fianco a ulteriori critiche in quanto le unità di seconda serie al vero hanno una diversa conformazione delle porte di salita, più rientrate, e dei relativi gradini, mentre lo stampo GT riproduce le macchine di prima serie.

ALn 773 3563, art. 2054 – foto da ebay

 

ALn 773 3565, art. 2055 – foto da ebay

 

Inoltre viene prodotta un’inedita versione della Ferrovia Alifana che, come noto, aveva in dotazione dal 1962 una serie di 5 automotrici analoghe alle ALn 773 FS, classificate ALn 880.I.1-5. Il modello riproduce l’unità I.3, per il quale valgono le stesse considerazioni fatte per le ALn 773 di seconda serie.

ALn 880.I.3 della Ferrovia Alifana, art. 4019 – foto da ebay

 

In anni successivi troviamo ulteriori numerazioni FS: la 3511 in livrea biege-azzurro (art. 4517), due 3516 in verde-grigio (art. 4531 e 4532), la 3507 (art. 5000) e la 3566 (art. 5001), sempre in beige-azzurro e prodotte in serie limitata. Sulle versioni più recenti vengono introdotte alcune lievi migliorie alla finitura, alla meccanica (che però non ne migliorano il funzionamento in modo apprezzabile) e l’arredo interno, non bellissimo in quanto realizzato in modo semplificato con un elemento di plastica di colore beige e con una vistosa e irrealistica gobba sul pavimento in corrispondenza del motore, purtroppo ben visibile attraverso i finestrini.

ALn 773 3511, art. 4517 – foto da ebay

 

ALn 773 3566, art. 5001 – foto da ebay

 

La produzione delle ALn 773 cessa negli anni ’90 a parte le ultimissime edizioni in serie limitata, risalenti ai primi anni 2000, e il vuoto verrà colmato solo nel 2010 da Os.kar, che proporrà nuovi modelli di ALn 773 con standard qualitativi ovviamente molto superiori agli ormai obsoleti GT.

Parallelamente alle ALn 773 sono stati realizzati anche i relativi rimorchi Ln 664 serie 3500, dei quali abbiamo già parlato a suo tempo, e le ALn 873, che analizzeremo in futuro.

ALn 773 3516 e 3510 inquadranti un rimorchio Ln664