ALn 773 – Os.kar

Nel 2010 Os.kar presenta il modello, in scala H0 (1:87), dell’automotrice Diesel FS ALn 773: si tratta di una novità di rilievo in quanto sino ad allora le riproduzioni di questi rotabili, così come della gran parte dei mezzi leggeri FS, erano state appannaggio di produttori artigianali o semiartigianali. Tra queste ultime ricordiamo i modelli GT, risalenti agli anni ’80 e ormai superati.
In prima battuta vengono consegnate tre confezioni, di cui le prime due contenenti un’unità motorizzata e una senza motore: ALn 773 3522+3540 (art. 2024) e ALn 773 3535+3552 (art. 2025). La terza (art. 2026) comprende invece la ALn 773 3513 (motorizzata) e il rimorchio Ln 664 3526.
Tutti i modelli sono proposti nella livrea beige pergamena-grigio azzurro introdotta nella seconda metà degli anni ’60 e mantenuta fino alla radiazione (metà anni ’90).

La coppia ALn 773 3522+3540 si caratterizza per alcuni dettagli quali le trombe di dimensioni maggiori che le collocano negli anni fine ’60-’70, mentre le altre, con trombe più piccole, sono ambientabili in epoca appena posteriore, a cavallo tra gli anni ’70 e i primi ’80, non oltre perché le carenature del sottocassa sono rappresentate in forma completa: a partire dal 1979 infatti tali carenature sarebbero state ridotte per agevolare le operazioni di manutenzione, tuttavia qualche rara unità, tra cui la 3557, è comunque arrivata almeno fino al 1990 con le carenature nella configurazione originaria. Altro dettaglio che potrebbe restringere l’ambientazione è l’assenza dei pittogrammi fumatori/non fumatori, introdotti a partire dalla seconda metà degli anni ’70, ma anche in questo caso alcune unità ne erano prive anche in epoca successiva, come la già citata 3557.

ALn 773 3522+3540, art. 2024 – foto da ebay

La riproduzione è di ottimo livello: la cassa è in plastica e restituisce adeguatamente le forme tondeggianti del prototipo reale, tipiche dei canoni estetici degli anni ’50. Apprezzabili tra le altre cose l’incisione di griglie e sportelli sulle carenature, gli stemmi OM sui frontali e i vari dettagli riportati come trombe, fischi, corrimani, maniglie delle porte delle cabine e, sul tetto, gli aeratori e gli scarichi dei motori. I portelloni frontali possono essere sostituiti con altri in posizione aperta e con il mantice di intercomunicazione esteso, per l’accoppiamento tra due unità; allo stesso modo una porzione della carenatura frontale può essere anch’essa sostituita con una analoga ma dotata di apertura per lasciare spazio ai ganci, montati su innesti a norma NEM su timoni di allontanamento. In alternativa è possibile applicare una terza variante della carenatura frontale, che riproduce la parte mobile in posizione aperta, come poteva capitare di vedere anche al vero, specie negli ultimi tempi di servizio: in tal modo si possono montare sulla traversa di testa del telaio i vari accoppiatori elettrici e pneumatici e il gancio realistico.
I respingenti sono (inutilmente) molleggiati mentre sulla parte superiore delle loro carenature è riprodotta la superficie calpestabile al vero utilizzata per operazioni di manutenzione e pulizia ai vetri frontali e ai tergicristalli.

Molto ben fatti i finestrini, con vetri a filo cassa e perfettamente trasparenti, attraverso i quali si scorge la riproduzione degli interni delle cabine e degli ambienti viaggiatori, in più colori e con sedili riportati: qui ci si è lasciati travolgere dalla “smania di iperdettaglio” che ha preso sempre più piede nel mercato fermodellistico italiano, sono state infatti riprodotte anche le maniglie di sostegno sugli schienali dei sedili e le bagagliere, queste ben poco visibili essendo collocate al di sopra dei finestrini. Tanta dovizia viene comunque evidenziata dall’impianto di illuminazione interna, montato di serie e che utilizza alcuni LED opportunamente disposti. Alcuni finestrini sono dotati di tendine in posizione abbassata, però di un colore verde scuro che non corrisponde affatto al grigio chiaro visibile al vero.

ALn 773 3535+3552, art. 2025 – foto da trenietreni.it

I carrelli sono anch’essi molto ben fatti e sono forniti sia in versione completa, per esposizione statica o per circolazione solo in rettilineo o su curve di ampio raggio (maggiore di 600 mm), sia in versione “mutilata”, per l’utilizzo su tracciati con curve di raggio ridotto. Attenzione però alle curve troppo strette: data la loro lunghezza e la presenza delle carenature e dei gradini di salita in corrispondenza dei carrelli, che interferiscono con la loro rotazione, queste ALn 773 non possono circolare sui raggi inferiori a 400 mm.

Il telaio è metallico ed è comune sia all’unità motorizzata sia a quella senza motore: probabilmente per questa ragione il suo peso non è particolarmente elevato, peccato però che, così facendo, la motrice risulti un po’ troppo leggera (270 g) mentre la folle un po’ troppo pesante (200 g).
Per la motorizzazione si sfrutta una soluzione abbastanza innovativa, almeno tra le produzioni industriali, già sperimentata con successo da Os.kar sulle ALn 772 realizzate qualche anno prima: un motore a 3 poli di piccole dimensioni aziona ciascun carrello tramite alberino con snodi cardanici, vite senza fine e ingranaggi, cosa che consente di avere gli interni liberi, che possono essere così riprodotti senza compromessi. Tutto bene dunque? In realtà non del tutto, la doppia motorizzazione infatti può essere fonte di qualche grattacapo dato che i motori, per quanto identici a livello teorico, in realtà non è detto che lo siano, con differenze di velocità di rotazione a parità di tensione di alimentazione che, se troppo marcate, possono portare a una marcia irregolare.
Il funzionamento comunque, salvo casi particolari, è piuttosto buono sebbene la forza di trazione sia tutt’altro che da primato sia per la mancanza di anelli di aderenza sia per il peso abbastanza contenuto: ciò potrebbe comportare qualche difficoltà su tracciati acclivi, specie se al traino dell’unità folle che, come detto prima, non è proprio leggerissima.

L’impianto elettrico, oltre all’illuminazione degli interni e dei fanali, sempre tramite LED (a luce bianca, di tonalità però troppo tendente al giallo, e rossa), comprende anche l’ormai irrinunciabile presa per il decoder (a 21 poli), accessibile senza difficoltà tramite un apposito sportellino situato nel sottocassa che permette anche di raggiungere il gruppo di microinterruttori che consentono di attivare a piacimento l’illuminazione dei fanali e dell’interno.

ALn 773 3513 della confezione art. 2026 – foto da likesx.com

La decorazione è realizzata in modo adeguato, con tonalità dei colori fedeli al reale e con iscrizioni e marcature conformi al vero nella forma e nelle dimensioni. In particolare sono apprezzabili le marcature frontali, con caratteri bianchi ombreggiati di nero, e laterali, azzurre ombreggiate di rosso.

Questi modelli, prodotti ovviamente in Cina, grazie alle loro caratteristiche ricevono un’accoglienza più che positiva, nonostante il prezzo decisamente e spaventosamente elevato (poco meno di 290 euro, corrispondenti, secondo le rivalutazioni ISTAT, a circa 320 euro attuali), tanto che già l’anno successivo vengono prodotte ulteriori nuove versioni.

Innanzitutto troviamo la ALn 773 3501 (art. 2021), prototipo del Gruppo insieme alla 3502 e al vero differente dalle altre per vari dettagli: è rappresentata nello stato posteriore al 1958, quando venne eliminata la bruttissima “palpebra” posta nella parte alta dei frontali (si veda a tal proposito l’articolo su scalaenne) e fu applicato il terzo faro. Alcuni elementi rimasero però fuori standard, in particolare i vetri dei portelloni dell’intercomunicante, leggermente più stretti e con vistose cornici, le porte delle cabine con apertura controvento e la mancanza dei gocciolatoi posti sulle testate alla base del ricasco del tetto: ciò ha richiesto alcune piccole modifiche di stampo per una loro corretta riproduzione.
L’automotrice si presenta nell’originaria coloritura in bianco e rosso mattone, la quale peraltro nei primi tempi fu oggetto di varie prove e modifiche nella zona dei frontali.

ALn 773 3501, art. 2021 – foto da ebay

A questa si aggiungono due confezioni, la prima contenente le ALn 773 3529 e 3562 (art. 2022, sempre motrice+folle) nella bella livrea rosso-bianco adottata sulle unità di serie sin dalla consegna e mantenuta fino alla prima metà degli anni ’60.

ALn 773 3529+3562, art. 2025 – foto da ebay

La seconda confezione contiene le ALn 773 3527 e 3558 (art. 2023) nella colorazione verde magnolia-grigio nebbia, introdotta dal 1961 e rimpiazzata a partire dal 1965 con il successivo schema beige pergamena-grigio azzurro.

ALn 773 3527+3559, art. 2023 – foto da ebay

Anche queste nuove edizioni ricevono ampi consensi di critica e di pubblico e, nelle intenzioni, avrebbero dovuto aprire la strada alle ALn 873 che, come noto, altri non sono che una variante riveduta e corretta delle ALn 773: purtroppo però queste sono rimaste invischiate nelle vicissitudini societarie della Casa e, almeno fino ad oggi, non hanno visto la luce, pur essendo state annunciate ormai una decina di anni fa.

Dopo un decennio di silenzio però le ALn 773 tornano alla ribalta in quanto Os.kar nel corso del 2021 ripropone un’unità anni ’60 in livrea verde magnolia-grigio nebbia, la ALn 773 3537 (art. 2032), e la ALn 773 3550 in beige-azzurro ambientabile negli anni ’70-primi ’80, accompagnata dal rimorchio Ln 664 3536 (confezione art. 2033).

ALn 773 3537, art. 2032 – foto da rail-modelling.com

Rispetto alle precedenti hanno ricevuto qualche aggiornamento tecnico: nuovi motori a 5 poli, che dovrebbero garantire un funzionamento più dolce, interfaccia DCC Plux22 e predisposizione alla sonorizzazione, con altoparlante già installato.

ALn 773 3550, art. 2033 – foto da ebay

I prezzi sono sempre sostenuti ma, sorprendentemente, più bassi in proporzione rispetto alle prime edizioni del 2010-2011: l’unità singola costa 200 euro meno 10 centesimi, la coppia motrice-rimorchio viene 270 euro, sempre meno 10 centesimi. Sono prodotte, chiaramente, in serie limitata (rispettivamente 330 pezzi la 3537 e 350 la 3550 con rimorchio), tuttavia non sono andate “bruciate” e, al momento in cui scriviamo, risultano ancora disponibili presso diversi negozi.