Autotreno GTW 2/6 Trenord/SAD/SI – Piko

Verso la fine del 2011 Piko consegna il modello in scala H0 del moderno autotreno ATR 115 Trenord, allora in servizio da pochi mesi e al vero costruito dalla svizzera Stadler (identificato come GTW 2/6 secondo i criteri di classificazione elvetici), derivandolo dalle versioni tedesche e svizzere prodotte qualche tempo prima.
L’esemplare riprodotto è l’ATR 115 001 (art. 96744), in forza al deposito di Iseo per i servizi sulla linea Brescia-Edolo, pertanto è collocabile coerentemente solo su un plastico ambientato sulla ferrovia della Val Camonica (e non oltre il 2016, quando ha cambiato livrea); ad ogni modo questi mezzi non sono un’esclusiva della linea camuna perché due convogli del gruppo, costituito da 8 unità, sono distaccati a Lecco e vengono normalmente utilizzati sulle tratte verso Milano (via Molteno e Monza) e verso Como, spesso accoppiati ai “fratelli maggiori” ATR 125.

ATR 125 001 Trenord, art. 96744 – foto da catawiki.com

Nel 2012 viene prodotto l’ATR 100 002 della SAD (art. 97709, 97711 per funzionamento in corrente alternata sistema Märklin), al vero facente parte del primo lotto di GTW 2/6 giunti in Italia e in servizio dal 2005 sulla rediviva ferrovia della Val Venosta (Merano-Malles). Ė proposto nella livrea con fasce multicolori sui ricaschi del tetto, adottata dopo un paio d’anni di esercizio.

ATR 100 002 SAD, art. 97709 – foto da littorina.it

Nel 2015 è la volta di un secondo treno venostano, l’ATR 100 004 (art. 97709-2), recante i loghi commemorativi per il decennale di riapertura della linea.

ATR 100 004 SAD, art. 97709-2 – foto da littorina.it

Verso la fine del 2016 viene realizzato l’ATR 116 001 di Sistemi Territoriali (art. 97733), al vero esemplare unico acquistato nel 2006 dalla Regione Veneto per i servizi sulle linee Adria-Mestre, Rovigo-Chioggia e Rovigo-Verona.

ATR 116 001 Sistemi Territoriali, art. 97733 – foto da littorina.it

Nel 2018 viene consegnato l’ATR 115 003 Trenord (art. 59133, 59033 per funzionamento in corrente alternata sistema Märklin) nella nuova colorazione adottata a partire dal 2016 e anch’esso al vero circolante sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo.

ATR 115 003 Trenord, art. 59033 – foto da ebay

Nel 2019 infine viene prodotto l’ATR 100 003 SAD (art. 97714, disponibile anche in corrente alternata art. 97715-1) in occasione del decennale del museo Mondotreno Rablà, che lo commercializza in esclusiva a prezzo esclusivo (si ringrazia il sig. A. Strapazzon per la segnalazione).

ATR 100 003 SAD, art. 97714 – foto da pagina Facebook Emmemodels

Molto opportunamente il convoglio, costituito da tre pezzi, ossia le due casse estreme e il “carrozzino” centrale (al vero contenente la motorizzazione), è venduto già assemblato, con i tre elementi già agganciati tra loro e contenuti in una confezione di adeguata lunghezza, evitando così all’acquirente le spesso complicate e delicate operazioni di composizione e scomposizione che, specie su mezzi così particolari, possono presentare varie criticità a causa di ganci, spinotti e connettori di difficile manipolazione.

La confezione dell’ATR 125 001 Trenord, art. 96744 – foto da catawiki.com

Le tipiche forme della cassa, in plastica, sono rese in modo più che buono e attraverso l’ampia finestratura, con vetri a filo, sono visibili gli interni della cabina e degli ambienti viaggiatori.
Qualche dettaglio non corrisponde al prototipo reale, in particolare gli specchietti retrovisori sui fianchi delle cabine (al vero assenti) e la disposizione di alcune apparecchiature sul tetto, questo perchè Piko, come detto prima, ha utilizzato gli stessi stampi già approntati per le versioni tedesche e svizzere. Lo stesso discorso vale per l’arredo interno la cui disposizione, con sedili in configurazione 3+2 (cioè tre file di sedili su un lato e due sull’altro, separate dal corridoio centrale) non è fedele al vero dato che i GTW nostrani adottano il modulo 2+2, fortunatamente la cosa si nota poco grazie all’effetto fumè dei vetri. Con l’occhio di oggi, abituato a modelli sempre più iperdettagliati, si tratta di semplificazioni non del tutto e non da tutti digeribili, alla luce del prezzo tutt’altro che popolare del modello (ne parliamo più avanti).

Vista dall’alto dell’ATR 125 001 Trenord, art. 96744 – foto da catawiki.com

Sui frontali deve essere posizionata, a cura dell’acquirente, la riproduzione del gancio automatico, è inoltre possibile accoppiare due convogli tramite una barra rigida la cui applicazione richiede però lo smontaggio dei vomeri spartineve.

Il frontale dell’ATR 125 001 Trenord, art. 96744 – foto da catawiki.com

I carrelli sono realizzati in modo accettabile ma sono in buona parte occultati dalle fiancate del treno; grazie al loro passo contenuto hanno comunque un’escursione sufficiente a permettere l’iscrizione in curve di raggio ristretto (fino a 360 mm). Quelli di estremità presentano la riproduzione dei pattini di frenatura elettromagnetici, adottati sui GTW 2/6 esteri ma non su quelli italiani.

Dettaglio della parte anteriore dell’ATR 116 001 Sistemi Territoriali, art. 97733 – foto da littorina.it

La colorazione è molto ben eseguita, con tonalità fedeli al vero, e le complesse livree, con fasce di colore la cui disposizione spesso fa a pugni con le linee del mezzo (sgradevole caratteristica di molti schemi concepiti in questo secolo), sono applicate in modo molto buono, senza sbavature o approssimazioni. Ben realizzati anche i vari loghi e le iscrizioni di servizio.

Dettaglio della parte centrale dell’ATR 116 001 Sistemi Territoriali, art. 97733 – foto da littorina.it

I fanali sono illuminati tramite i consueti LED e l’impianto elettrico prevede la presa a 8 pin per il decoder, accessibile tramite un apposito sportellino nel sottocassa, e la predisposizione per l’altoparlante per la sonorizzazione.

Vista dal basso dell’ATR 115 003 Trenord, art. 59033 (con pattino di presa corrente per sistema Marklin) – foto da ebay

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare il motore non è collocato nell’elemento centrale ma in corrispondenza del vestibolo della cassa posteriore e trasmette il movimento, tramite albero con snodi cardanici, vite senza fine e ingranaggi, all’adiacente carrello. Il funzionamento è più che buono così come la forza di trazione, grazie alla presenza di due ruote con cerchiature di aderenza in gomma.

Dettaglio della parte centrale dell’dell’ATR 125 001 Trenord, art. 96744 – foto da catawiki.com

Il modello, prodotto negli stabilimenti cinesi Piko, già nel 2011 costava la bellezza di 269 euro, corrispondenti, secondo le rivalutazioni ISTAT, a 334 euro attuali: al giorno d’oggi, dove una singola locomotiva viaggia di norma sui 300 euro e una coppia di automotrici o elettromotrici arriva senza problemi a 400, sembrerebbe un prezzo quasi normale, ci piace però ricordare che all’epoca, ad esempio, la stessa Piko vendeva, nella gamma Expert, locomotive a meno di 100 euro (il prezzo di una carrozza attuale…). Il prezzo si è poi mantenuto più o meno su questi livelli nel corso del tempo.

Prossimamente Piko dovrebbe produrre nuovamente l’ATR 115 001 ma nell’ultima, e a nostro avviso più gradevole, livrea Trenord, applicata all’inizio del 2023 e al momento visibile solo su questo esemplare (sicuramente verrà estesa agli altri nei prossimi anni), il tema però si presta a ulteriori sviluppi, infatti potrebbero essere realizzati senza particolari difficoltà gli ATR 110 della Ferrovia Udine-Cividale o gli ATR 100 della Val Venosta nella coloritura d’origine.

Si potrebbe poi fare un bel pensiero ai GTW 4/12 (che si presentano come due GTW 2/6 permanentemente accoppiati e con le due casse centrali ovviamente prive di cabina), in servizio presso Trenord e presso Sistemi Territoriali e declinabili in diverse versioni e numerazioni: l’azienda lombarda possiede ben 20 complessi, suddivisi in due sottoserie (001 – 011 e 101 – 109) in due diverse coloriture (quella più recente, introdotta a metà 2023 e analoga a quella dell’ATR 115 001, attualmente riveste i convogli 002, 005 e 007), l’operatore veneto dal canto suo ha in dotazione 5 treni anch’essi suddivisi in due serie (i primi due classificati ATR 120, gli altri tre ATR 126). Concludiamo con un paio di foto degli ATR 125 Trenord come promemoria.

ATR 125 009 Trenord in livrea d’origine

ATR 125 007 Trenord nella nuova livrea

Dentro le mura di Valest Elor