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BVE Trainsim

BVE

BVE è un altro dei simulatori ferroviari “fatti in casa” dell’epoca pionieristica ante Train Simulator di Microsoft, realizzato da un appassionato giapponese noto con lo pseudonimo di “Mackoy”, che aveva iniziato a lavorarvi già negli anni ’90.
Qui parliamo della versione 2, la prima stabile, rilasciata nel 2001, che è stata anche quella più seguita in Italia grazie alla disponibilità di treni e scenari italiani, come si dirà in seguito.
Il programma poteva essere scaricato liberamente e gratuitamente già in versione completa. La grafica, che offriva la visione dal posto di guida (il cosiddetto “cab-ride”) era notevole per quanto consentito dalla risoluzione di 640×480 pixel. Venivano anche riprodotti alcuni effetti assenti nel più blasonato Train Simulator, come il dondolio del treno in movimento, l’inclinazione in curva, lo sferragliare sugli scambi.
Il realismo nella guida invece non era eccezionale, con pochi e semplici comandi che riproducevano in modo parziale quelli reali: in questo campo il simulatore che offirva il più elevato realismo di guida era senz’altro quello della E444.

La versione base prevedeva, naturalmente, solo treni e scenari giapponesi, ma grazie ad appositi editor era possibile creare treni e linee personalizzati. Il simulatore in Italia ha avuto un discreto successo nei primi anni 2000, in particolare dopo la messa a disposizione, grazie all’opera di alcuni appassionati, di linee e rotabili italiani, questi ultimi in buona parte realizzati adattando le cabine di guida allora disponibili per il già citato Train Simulator.

Nel tempo l’autore ha proposto nuove edizioni di BVE, con caratteristiche migliorate, anche se la maggior parte dei rotabili e degli scenari italiani, originariamente realizzati per la versione 2, non ne hanno seguito i successivi aggiornamenti.
Inoltre è stata sviluppata una versione open source, denominata openBVE.

Tutto lo scibile al riguardo è raccolto nel sito BVE Italia Fans.
Altre informazioni sulla storia e sull’evoluzione del simulatore si trovano sulla pagina wikipedia dedicata, mentre chi volesse attingere direttamente alla fonte, conoscendo il giapponese, può consultare il sito ufficiale.