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Carrozza FS Az 23.500 “tipo 1955” – ACME

Le carrozze FS “tipo 1955” di prima classe Az 23.500-657, consegnate nel 1956-57 (a cui si aggiungono le unità miste della serie ABz 64.100-190), costituivano una sorta di anello di congiunzione tra le precedenti “tipo 1946”, dalle quali mutuarono la struttura generale e alcune caratteristiche peculiari come i finestrini a vetro unico, e le successive “tipo 1957” (a loro volta antesignane delle ben più note “tipo 1959”), delle quali avrebbero anticipato le dimensioni in lunghezza e altezza. Probabilmente per tali motivi, e nonostante la consistenza tutt’altro che esigua della serie (158 prime classi e 91 miste, due delle quali con cuccette), non hanno mai goduto di grande notorietà tra gli appassionati, che le confondono facilmente con le “tipo 1946”, pertanto le case modellistiche finora non ne avevano mai proposto alcuna riproduzione.

La lacuna è stata colmata da ACME, che a fine 2017 ha consegnato il modello, in scala H0 (1:87), di un’unità di prima classe, prodotto in Italia negli stabilimenti Laser. Come consuetudine della casa, questa prima versione è un po’ di nicchia, infatti riproduce la carrozza 51 83 19-40 069-4 A, ambientata negli anni ’80 (ultimo periodo di servizio prima dell’accantonamento), in livrea grigio ardesia e caratterizzata dalle fiancate risanate con eliminazione dei coprigiunti: tale intervento era stato condotto su pochissime unità in quanto a partire dal 1986 su diverse altre si erano intrapresi lavori di ristrutturazione più radicali in modo analogo alle “tipo 1946T” (queste carrozze così trasformate hanno prestato servizio fino alla fine degli anni ’90).

La carrozza vista lato corridoio – foto da modeltrain.it

Il modello, in plastica, riproduce in maniera soddisfacente il prototipo reale riprendendo, come al vero, le caratteristiche e parte della componentistica delle “tipo 1946” ma non trascurando gli elementi tipici che contraddistinguono questa serie di carrozze come le coppie di aeratori sopra i finestrini di ciascuno scompartimento, che interrompono la fascia bianca indicatrice della prima classe rendendo l’aspetto della fiancata più movimentato, o i gocciolatoi sui ricaschi del tetto, presenti solo in corrispondenza dei vestiboli.

Buoni i finestrini a vetro unico (a parte quelli dei wc, di cui diremo dopo), l’arredo interno degli scompartimenti, con divani a tre posti applicati a parte (che però dovrebbero essere rossi e non verdi, ma non è difficile ridipingerli), e i carrelli, di tipo 27B. Alcuni elementi sono da montare a cura dell’acquirente come le scalette, i mantici di intercomunicazione, forniti sia in posizione estesa che ritratta, o i corrimani.
La verniciatura, in grigio ardesia dalla tonalità convincente, è ben eseguita, così come le varie scritte di servizio, accettabili i loghi FS “a televisore” che però appaiono un po’ spigolosi.

La carrozza vista lato scompartimenti – foto da laborsadeltreno.com

Purtroppo il buon giudizio generale è inficiato da un errore non trascurabile (soprattutto in considerazione del prezzo), infatti per i finestrini dei wc si è utilizzato lo stesso vetro delle “tipo 1946” con il motivo a losanga, che proprio su questa serie di carrozze veniva abbandonato in favore di una configurazione più semplice con la parte superiore apribile “a vasistas” e la parte inferiore fissa costituita da 3 elementi di vetro separati da barrette metalliche (su alcune unità poi la parte fissa era un pezzo unico, come sulle successive “tipo 1959”). Inoltre il vano del finestrino dovrebbe essere un po’ più stretto.

Dettaglio dell’estremità della carrozza, in evidenza il vetro del wc erroneamente con il motivo a losanga – foto da tecnomodel-treni.it
Una Az 23.500 risanata al vero, si nota il vetro del wc di diversa fattura rispetto al modello – dettaglio da foto di M. Cruciani, “I Treni oggi” 33-Notizie Flash – © ETR-Salò, per gentile concessione

Un altro errore, fortunatamente di minore entità, è l’indicazione di velocità massima “160” riportata sui longheroni del telaio, infatti queste carrozze erano abilitate a viaggiare non a 160 km/h ma a 140.

Dettaglio della parte centrale della fiancata lato scompartimenti – foto da laborsadeltreno.com

Un ultimo piccolo appunto va fatto ai corrimani, in particolare a quelli lunghi in corrispondenza delle porte di salita, realizzati in metallo fotoinciso: sarebbe forse giunto il momento di rivedere questi dettagli ormai obsoleti e di dare loro un aspetto più realistico: la loro prima apparizione risale al 2002 (sulle “tipo 1946”) e già allora non erano certo entusiasmanti, soprattutto se paragonati a quelli delle carrozze “tipo 1959” Rivarossi di oltre 10 anni prima. Quest’ultimo discorso può naturalmente essere esteso a tutte le carrozze similari prodotte da ACME/Laser.

La carrozza, altra consuetudine di ACME peraltro non molto apprezzata dai modellisti, non è in vendita singolarmente ma in confezione (art. 55160) con una carrozza “tipo 1946” di seconda classe, anch’essa con fiancate risanate senza coprigiunti (versione non inedita in quanto già realizzata da ACME anni fa), a un prezzo di ben 136 euro, ossia 68 euro a carrozza, vale a dire circa 132.000 lire (perdonateci se a volte convertiamo i prezzi in lire, purtroppo il potere di acquisto dei nostri stipendi è rimasto fermo all’epoca della lira…). C’era un tempo, del quale ormai si è perso il ricordo, in cui le confezioni comprendenti più pezzi avevano un prezzo leggermente inferiore alla somma dei singoli pezzi…

EDIT Riprendiamo l’articolo a distanza di qualche tempo per segnalare che ACME, sugli ultimi lotti produttivi, ha corretto l’errore del vetro della ritirata, che ora si presenta conforme al vero

Carrozze della confezione, art. 55160, in alto la Az 23.500 con i vetri delle ritirate corretti – foto da ebay