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Carrozza FS “Centoporte” serie 36.000 – Roco

Nel 1991 Roco mette in commercio le carrozze FS tipo 1928R serie 36.000, le famose “Centoporte”, in scala H0 (1:87). Si tratta di un modello notevole per l’epoca, di grande finezza e che va a rimpiazzare, sui plastici e nelle collezioni, le ormai antiquate “Centoporte” Rivarossi, fuori scala e ormai obsolete (erano uscite negli anni ’50, seppur sottoposte a succesivi rimaneggiamenti).

Come prima sfornata vengono realizzate ben 6 versioni in 4 diverse colorazioni, coprendo così tutto l’arco temporale di servizio di queste vetture, che va dalla fine degli anni ’20 alla seconda metà degli anni ’80. Vengono presentate infatti una carrozza in livrea verde vagone (anni ’30-’40), due in castano-isabella (una di terza classe ambientabile tra la seconda metà degli anni ’30 e il 1956 e una di seconda, ambientabile dal 1956 al 1970 circa), una in tutto castano (anni ’60-primi ’70) e due in grigio ardesia (ambientabili dalla fine degli anni ’60 a fine carriera negli anni ‘80).

Qui ci occupiamo in particolare della versione grigio ardesia. L’unità riprodotta è la B 36.632, art. 44691.1. La presenza dei loghi “fumatori-non fumatori” restringe l’ambientazione temporale della carrozza dalla seconda metà degli anni ’70 alla seconda metà del decennio successivo, mentre l’assenza della “z” dalla marcatura letterale (B anziché Bz) la colloca a partire dalla seconda metà del 1982, ma è possibile sconfinare anche negli anni ’90 in quanto questa particolare unità era stata preservata e mantenuta in servizio (alcuni anni fa è stata anche riverniciata in castano-isabella). Naturalmente in quest’ultimo caso non è utilizzabile in composizione a treni ordinari ma solo a convogli speciali o storici/rievocativi.

Carrozza B 36632 vista dalla fiancata lato batterie
Carrozza B 36632 vista dalla fiancata lato batterie

Lo stampo della cassa riproduce molto bene la tipica conformazione di queste carrozze, con le numerose porte e finestrini e le chiodature sulle fiancate e sul tetto. Sul tetto spicca il coperchio del serbatoio dell’acqua per i WC, al centro della carrozza, i cui vetri sono correttamente smerigliati. La configurazione, con 4 porte bloccate per fiancata (quelle estreme e quelle adiacenti al WC centrale) e le pedane di salita in due pezzi (anziché unica e lunga quanto tutta la carrozza) è quella definitiva che queste vetture hanno assunto a partire dagli anni ’50-’60, quindi le versioni in verde vagone e in castano-isabella di terza classe sono, a rigore, incongruenti. Nel sottocassa sono correttamente presenti i tiranti di irrobustimento del telaio e, su di un solo lato, le 4 casse delle batterie che al vero alimentano l’impianto elettrico.

L'altra fiancata della carrozza
L’altra fiancata della carrozza

Un elemento che all’epoca dell’uscita del modello aveva destato una certa ammirazione è la riproduzione delle maniglie delle porte, da applicare a parte una per una, con una certa dose di pazienza (6 maniglie per fiancata, 12 in tutto), insieme ai relativi corrimani. I finestrini presentano la riproduzione delle tendine, finezza già vista alcuni anni prima sulle carrozze tipo 1921 sempre Roco. L’arredamento interno invece risulta piuttosto semplificato, un po’ in contrasto con la finezza dell’esterno.

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La tonalità del colore grigio ardesia appare un po’ chiara ma non si può considerare un errore perché anche al vero tendeva a sbiadire. Su altri lotti di “Centoporte” Roco prodotti in anni successivi invece il grigio appare un po’ più scuro. Buoni i loghi FS “a televisore” al centro delle fiancate e le varie scritte di servizio.

Un peccato veniale è la cassetta di riarmo del freno d’emergenza, da montare su una testata sopra l’unico finestrino presente, fornita in colore castano per tutte le versioni e ciò chiaramente non va bene né per quella verde né per quella grigia (ma si fa presto a ridipingerla nel colore giusto, come visibile nella foto). Altro punto debole di queste belle carrozze sono i mantici di intercomunicazione, privi della tiranteria di sostegno.

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Per garantire la circolabilità del modello su curve strette, Roco è ricorsa ad alcuni compromessi: infatti i carrelli presentano un’estremità delle molle di sospensione non riprodotta e le lunghe e caratteristiche pedane di salita hanno degli incavi sagomati, per nulla realistici, per poter consentire la libera rotazione dei carrelli. La cosa naturalmente non ha mancato di destare qualche polemica, tanto che nella succcessiva edizione delle “Centoporte” (le miste serie 66.500) il modello aveva in dotazione sia le pedane complete sia quelle sagomate, da montare a scelta.

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La carrozza è predisposta per l’applicazione dell’impianto di illuminazione interno, con lamelle prendicorrente su cui si innestano le punte coniche degli assi (isolati al centro). Sul plastico il modello non ha problemi di circolazione nemmeno sulle curve di raggio ridotto (fino a 360 mm) e la presenza dei timoni di allontanamento permette, utilizzando ganci corti, un realistico avvicinamento dei soffietti con le vetture adiacenti. Di serie sono montati i ganci corti Roco, ma è possibile sostituirli con qualunque gancio dotato di innesto a norma NEM 362, compresi quelli standard “a occhiello”, di cui una coppia è fornita nella confezione.

Questi modelli sono stati riproposti nel tempo da Roco in varie livree e numerazioni e attualmente (2015) risultano ancora in catalogo.