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Carrozza postale FS UM 8.200 – ATM

Nella seconda metà del 2020 ATM, produttore attivo da circa una decina d’anni ma piuttosto negletto dalla stampa specializzata, ha realizzato il modello in scala H0 (1:87) della carrozza postale FS “tipo 1923” serie UM 8.200. Si trattava al vero di una serie di 65 veicoli a cassa in legno per messaggeri postali (UM 8.200-8.264), entrati in servizio nel 1923-26 e rimasti in uso per una cinquantina d’anni abbondante, tanto che nel 1983 risultavano ancora attivi due esemplari. Il modello riveste dunque un certo interesse sia per le ampie possibilità di ambientazione temporale sia perchè è uno dei mezzi FS ancora inediti a livello di produzioni industriali.

Le versioni consegnate inizialmente sono due, la prima riproduce la carrozza UMCR 8.210 (art. CF 05.001) allo stato d’origine, in livrea verde vagone, ambientabile dagli anni ’20 sino ai primi ’40, la seconda è relativa alla carrozza UM 8.209 (art. CF 05.002) in livrea marrone, ambientabile dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale fino alla fine dei ’60; a queste si è aggiunta a inizio 2021 la UM 8.232 (art. 05.003), sempre in livrea marrone. Piccola nota: abbiamo parlato di “marrone” e non del più noto “castano” proprio perchè all’epoca della classica livrea castano-isabella (poi sostituita dal tutto castano negli anni ’60) questa era applicata essenzialmente ai veicoli a cassa metallica, mentre per quelli a cassa in legno, salvo alcune eccezioni, era prevista la colorazione con tinta marrone a olio, di tonalità peraltro molto simile al castano. Dunque le UM 8.200 nel dopoguerra non hanno mai avuto la livrea castano-isabella o tutto castano ma erano appunto marroni e solo verso la fine degli anni ’60 hanno iniziato a ricevere la colorazione grigio ardesia.

Carrozza UM810 art. CF005.01 – foto da littorina.it

Il modello è sostanzialmente ben realizzato e, in linea con la filosofia del produttore, che condividiamo appieno, possiede caratteristiche “da plastico”, senza indulgere nell’iperdettaglio tanto di moda di questi tempi, che comporterebbe una maggiore delicatezza e fragilità.

La cassa è in plastica, dalle dimensioni in scala esatta, e sulle pareti sono visibili le tipiche nervature che al vero costituivano le giunzioni tra i pannelli di lamiera di rivestimento. Sulle fiancate sono riportati alcuni corrimani, realizzati in metallo fotoinciso: a dire il vero non appaiono finissimi e hanno la sezione quadra anzichè circolare, probabilmente sarebbe stato meglio realizzarli in filo metallico.

Il tetto è completamente liscio, a imitazione della tela Olona bitumata con cui era ricoperto, e su di esso è presente il piccolo camino della stufa utilizzata per il riscaldamento.

Carrozza UM8209 art. CF005.02 – foto da littorina.it

Gli interni non sono riprodotti, scelta condivisibile in quanto anche nella realtà erano molto scarni e comunque scarsamente visibili attraverso i pochi e stretti finestrini; questi ultimi hanno i vetri non a filo cassa come al vero, anche se sul modello questo aspetto appare un po’troppo enfatizzato specie su quelli dei portelloni centrali.

Nella parte bassa si apprezzano i vari gradini, in metallo, e i fini tiranti di irrobustimento del telaio mentre nel sottocassa sono stampati le casse delle batterie e un abbozzo della riproduzione dell’impianto frenante. I respingenti sono del tipo più moderno, non adatti per l’unità verde che in origine montava quelli ad asta piena con molle a bovolo, dall’aspetto più “magro”.

Buona la realizzazione del semplice rodiggio a due assi, i ceppi dei freni però appaiono un po’ troppo discosti dalla ruote. I ganci sono di tipo intercambiabile a norma NEM, montati su timoni di allontanamento, e il modello circola senza particolari problemi anche su curve di raggio ristretto (il produttore dichiara fino a 360 mm).

Carrozza UM8232 art. CF005.03 – foto da minimondo2002.com

La colorazione è ben eseguita, con tonalità sostanzialmente fedeli al vero, e un po’ di sporcatura sul tetto e nella parte bassa contribuirà senz’altro a migliorare il realismo del modello. Apprezzabili anche le varie iscrizioni e marcature in giallo, alcune delle quali arricchite, come al vero, dall’ombreggiatura rossa. Sulla UM 8.232 inoltre le cornici dei finestrini sono state ripassate in color legno, al vero infatti erano appunto di legno e potevano essere lasciate al naturale o colorate come la cassa. Qualche dubbio ci sorge sulla vistosa targa “Regie Poste” della versione verde, infatti da foto d’epoca di unità similari, appartenenti però ad altri gruppi, tale iscrizione era semplicemente dipinta sulla cassa, non è comunque da escludere che al vero qualche unità si presentasse appunto come il modello.

Queste carrozze, come si usa oggi, ovviamente sono prodotte in Cina e, ancora più ovviamente, in quantitativi limitati (qualche centinaio di pezzi, del resto il mercato del fermodellismo è sempre più di nicchia), cosa che si riflette sul prezzo, di poco inferiore ai 60 euro, a nostro avviso un po’ troppo elevato.

Molto probabilmente in futuro saranno realizzate ulteriori versioni, tra cui quella in livrea grigio ardesia che questi mezzi hanno rivestito a fine carriera.