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Carrozze cuccette UIC-X 1968 FS – Heris/ACME

Per molti anni le carrozze cuccette FS sono state, inspiegabilmente, uno dei tabù dei grandi produttori industriali di modelli in scala H0 (1:87), rimanendo confinate nell’ambito delle produzioni artigianali, con l’aggiunta di qualche sporadico adattamento di modelli di grande serie, ma sempre su iniziativa di case artigianali (vedi ad esempio la cuccette “tipo 1956″ Euroscale/Rivarossi).

Solo nel 2003 ACME, all’epoca da poco attiva, mette in commercio i modelli delle carrozze cuccette UIC-X “tipo 1968” FS (per maggiori informazioni sulle carrozze vere rimandiamo all’articolo su scalaenne). La produzione è fatta in Cina (sono i primi tempi delle “delocalizzazioni”) in collaborazione con la casa tedesca Heris, anch’essa debuttante, nell’ambito di un progetto di realizzazione di una serie di modelli di carrozze cuccette tipo X comprendente anche alcune versioni DB. Proprio per questo motivo i modelli hanno un doppio codice articolo e fuori dall’Italia sono vendute con marchio Heris, marchio che è stampato anche nel sottocassa, indipendentemente dalla confezione.

Le versioni consegnate in prima battuta sono ben 8 e coprono praticamente tutta la carriera di queste carrozze: si differenziano, oltre che per la decorazione, anche per alcuni elementi che contraddistinguono le varie sottoserie (carrelli, posizione della griglia di aerazione lato corridoio, sottocassa) o modificati nel corso degli anni (porte, gradini).

Abbiamo così due unità in livrea grigio ardesia allo stato d’origine, caratterizzate dalle porte di accesso con vetro apribile, dalle scalette con due gradini e dalle porte di intercomunicazione con vetri rettangolari, la prima con carrelli Minden-Deutz (art. 16005/205.1, marcatura 51 83 50-70 211-5 Bcz), ambientabile a cavallo tra gli anni ’70 e i primi ’80, e la seconda con carrelli 24 (art. 16007/204.1, marcatura 51 83 50-70 966-4 Bc), ambientabile tra gli anni ’80 e la prima metà dei ’90 (una carrozza in questo stato è stata avvistata a Catania nel gennaio 1995 in coda a un espresso per Venezia).

51 83 50-70 211-5 Bcz, art. 16005/205.1 – foto da trenietreni.it
51 83 50-70 966-4 Bc, art. 16007/204.1 – foto da ebay

A queste si aggiungono tre carrozze nella successiva livrea rosso fegato-grigio beige con porte di salita e di intercomunicazione in lega di alluminio (detta anche “lega leggera”) e scalette con tre gradini, con quello inferiore ribaltabile (modifiche al vero apportate a partire dagli anni ’80), la prima con logo FS a losanga, porte colorate come la cassa e carrelli 24 (art. 16008/204.2, marcatura 51 83 50-70 007-7 Bc), la seconda sempre con logo FS a losanga e porte colorate come la cassa ma carrelli Minden-Deutz e testate interamente rosse (art. 16006/205.2, marcatura 51 83 50-70 212-3 Bc), la terza con logo FS XMPR, porte color alluminio e carrelli 24 (art. 16009/204.3, marcatura 51 83 50-70 001-0 Bc).

51 83 50-70 007-7 Bc, art. 16008/204.2 – foto da ebay

Qualche dubbio sorge sull’esattezza della carrozza art. 16008/204.2 e sul suo periodo di ambientazione: a quanto ricordiamo queste vetture, dopo l’applicazione della livrea rosso fegato-grigio beige e delle porte in lega leggera, presentavano queste ultime in color alluminio “al naturale”, almeno in un primo tempo, mentre la colorazione delle porte con le stesse tonalità della cassa si è iniziata a vedere intorno al 1996 e su un numero abbastanza limitato di unità riverniciate in seguito a revisione, a quell’epoca però le testate venivano colorate interamente in rosso fegato (variazione introdotta nel 1993) e non di rado, specie negli ultimi anni ’90, il logo FS a losanga era sostituito con quello XMPR. Tutto questo ci porta a dire che sul modello in oggetto la colorazione delle testate, con fasce grigio beige, sembrerebbe incompatibile con quella delle porte. Tuttavia non possiamo escludere a priori che qualche carrozza con porte colorate come la cassa possa aver circolato in epoca antecedente tra gli anni ’80 e i primi ‘90, quando ancora le testate avevano le fasce grigio beige, o, viceversa, che nella seconda metà degli anni ’90 qualche carrozza, in deroga alle prescrizioni, sia uscita di revisione con le fasce grigio beige sulle testate. In mancanza di ulteriori elementi riteniamo che il modello possa ambientarsi genericamente tra gli anni ’80 e i ’90, sarebbe comunque stato meglio colorare le porte in alluminio, riproducendo così la versione più comune in quel periodo.

51 83 50-70 212-3 Bc, art. 16006/205.2 – foto da ebay

Nessun dubbio invece per le altre due versioni, che si collocano nel periodo tra la seconda metà degli anni ’90 e i primissimi 2000, alla vigilia della ricoloritura in livrea XMPR.

51 83 50-70 001-0 Bc, art. art. 16009/204.3

Veniamo ora alle versioni nei colori XMPR: la prima, con carrelli 24 (art. 16016/204.5, marcatura 51 83 50-70 965-6 Bc), è molto di nicchia, infatti riproduce un’unità su cui si è adottato lo schema previsto per le UIC-X con soli posti a sedere, con fascia dei finestrini blu chiaro anzichè blu scuro e fascia inferiore verde di altezza ridotta: tale anomalia, databile attorno al 2000 e dovuta probabilmente a un qualche disguido da parte dell’officina incaricata della ricoloritura, si è vista su un numero estremamente limitato di carrozze cuccette UIC-X, anche di altre serie, che si contano sulle dita di una mano o poco più.

51 83 50-70 965-6 Bc, art. 16016/204.5 – foto da ebay

Le ultime due unità, vendute non singolarmente ma in una confezione comprendente anche una carrozza letti T2s (art. 16011/2204),  presentano invece una livrea XMPR a norma o quasi, infatti una delle due, con carrelli Minden-Deutz (marcatura 51 83 50-70 205-9 Bc), ha porte in color alluminio, peculiarità riscontrabile sulle prime unità che adottavano i nuovi colori a fine anni ’90, mentre la seconda, con carrelli 24 (marcatura 51 83 50-70 010-1 Bc), riveste lo schema XMPR definitivo, con porte colorate come la cassa, che è quello adottato “a regime” su tutto il gruppo. Le due carrozze si ambientano negli anni a cavallo del 2000, prima dell’introduzione dei nuovi loghi FS-Trenitalia.

Confezione art. 16011/2204 – foto da ebay

La fattura di questi modelli appare, per gli standard odierni, non del tutto entusiasmante: la cassa, in plastica, ha dimensioni in esatta scala H0, ma le estremità del tetto hanno una conformazione troppo squadrata e non completamente fedele al vero, cosa che, soprattutto da certe angolazioni, ne altera l’aspetto e disturba soprattutto quando la carrozza è posta all’estremità del convoglio, mentre si nota meno se viaggia intercalata. I vani degli intercomunicanti appaiono poco profondi e le relative porte, specie quelle riproducenti il tipo in lega di alluminio, hanno vetri di dimensioni eccessive.

I vetri dei finestrini sono a filo cassa ma hanno cornici troppo sottili, inoltre gli angoli appaiono un po’ troppo arrotondati. Sulle unità in grigio ardesia con porte d’origine i vetri delle porte hanno proporzioni un po’ alterate, apparendo troppo larghi. Al contrario, sulle unità con porte in lega di alluminio, queste risultano ben riprodotte. I corrimani accanto alle porte invece sono piuttosto grossolani oltrechè sovradimensionati.

Gli interni, realizzati in modo semplificato con un elemento di colore beige, sono in allestimento “giorno” (o “scompartimento vuoto”), con cuccette chiuse, scelta condivisibile perchè volendo riprodurli in posizione “notte” con cuccette aperte (come fatto da altre case e anche dalla stessa ACME su altri modelli) per scrupolo di realismo bisognerebbe inserire anche le tendine chiuse ai finestrini (normalmente nessuno viaggia di notte con le tendine aperte), cosa che però impedirebbe di apprezzare gli interni stessi…

Il sottocassa è riprodotto in maniera non disprezzabile, con i principali elementi al loro posto ma senza – giustamente – abbondare nell’iperdettaglio (molti particolari risulterebbero comunque pressochè invisibili e si rischierebbe di perderli per strada), ed è correttamente differente tra le unità con carrelli 24 e quelle con carrelli Minden-Deutz, al vero dotate di impianto di riscaldamento di diversa tipologia, fattore che si traduce, come accennato all’inizio, anche in un diverso posizionamento della griglia lato corridoio, più spostata verso il centro sulle carrozze con carrelli 24.

La riproduzione dei carrelli non è malvagia ma neppure ai vertici, su quelli 24 il dettaglio è un po’ impastato e su uno dei due c’è un foro di troppo (difetto perpetrato da ACME anche su carrozze di produzione successiva, come le UIC-Y o le “tipo 1957”), su quelli Minden-Deutz vanno eliminati i ceppi dei freni dato che al vero erano equipaggiati con freni a disco.

I modelli sono dotati di ganci intercambiabili a norma NEM 362 montati su timoni di allontanamento a norma NEM 352, purtroppo questi ultimi, specie su tracciati con curve strette, a volte si impuntano causando lo svio della carrozza: il difetto è dovuto a un errore progettuale, infatti le battute laterali stampate sul telaio che vincolano il timone trasversalmente sono troppo corte e quando il timone si estende, cercando poi di tornare in posizione, in alcuni casi va a interferire con le estremità delle suddette battute. A parte questo difetto (tutt’altro che trascurabile…) la circolabilità delle carrozze è nel complesso buona.

La finitura è ben eseguita, con colori di tonalità fedele al vero nonchè con iscrizioni e pittogrammi vari realizzati in modo soddisfacente.

Il successo di questi modelli è nel complesso piuttosto buono, trattandosi delle prime riproduzioni a livello industriale di carrozze FS con cuccette, tuttavia le discrepanze nella forma delle estremità del tetto vengono fortemente criticate, tanto che il produttore corre ai ripari e provvede a modificare gli stampi. Vengono così consegnate due nuove versioni, entrambe ancora inedite e ambientabili tra gli anni ’80 e i ‘90: una carrozza in livrea grigio ardesia con carrelli 24 ma con porte in alluminio (art. 16018, marcatura 51 83 50-70 003-6 Bc) e una in livrea rosso fegato-grigio beige con fasce grigie sulle testate, porte alluminio, loghi FS a losanga, scalette modificate con 3 gradini e carrelli 24 (art. 16019, marcatura 51 83 50-70 015-2 Bc). La forma delle estremità del tetto è ora senz’altro più fedele al vero, per il resto sono del tutto analoghe alle unità di precedente produzione. La vettura in livrea rosso fegato presenta la marcatura laterale di colore bianco anzichè grigio come di norma, anche al vero però poteva occasionalmente capitare di vedere carrozze con questa particolarità.

51 83 50-70 003-6 Bc, art. 16018 – foto da ebay
51 83 50-70 015-2 Bc, art. 16019
Testate a confronto, in primo piano la carrozza art. 16019 con il tetto modificato, in secondo piano la carrozza art. 16009/204.3

Poco dopo la collaborazione tra ACME e Heris cessa e ciascuna delle due case continua la produzione con il proprio marchio: ACME propone un’unità in livrea XMPR con porte colorate come la cassa e carrelli 24 (art. 50010, marcatura 51 83 50-70 076-2 Bc), ambientabile nei primi anni 2000 prima dell’introduzione della marcatura FS-Trenitalia, sulla quale però i gradini sono ancora quelli originari in numero di 2: tale conformazione ci pare piuttosto improbabile, dato che negli anni la modifica alle scalette, con introduzione del terzo gradino ribaltabile, era stata estesa praticamente a tutto il gruppo, tuttavia non è da escludere categoricamente che qualche raro esemplare possa aver mantenuto fino alla fine le scalette d’origine.

51 83 50-70 076-2 Bc, art. 50010 – foto da ebay

Heris dal canto suo nel 2011 consegna una carrozza in livrea grigio ardesia con porte d’origine e carrelli Minden-Deutz (art. 16039, marcatura 51 83 50-70 213-1 Bcz), ambientabile negli anni a cavallo del 1980, e una in livrea rosso fegato-grigio beige con porte colorate come la cassa, logo Fs a losanga, testate rosse, scalette a 3 gradini e carrelli Minden-Deutz (art. 16040, marcatura 51 83 50-70 210-7 Bc), ambientabile, per quanto detto prima, nella seconda metà degli anni ‘90.

51 83 50-70 213-1 Bcz, art. 16039 – foto da tecnomodel-treni.it

Purtroppo su queste nuove versioni ci scappa qualche (incomprensibile) errore: sull’unità grigia il telaio del finestrino della porta non è ripassato in alluminio, su entrambe inoltre sono presenti sulle testate i fanali rossi (fortunatamente solo dipinti), al vero inesistenti.

51 83 50-70 210-7 Bc, art. 16040 – foto da ebay

La saga delle UIC-X 1968 in scala H0 si chiude qui, ad oggi non sono state proposte ulteriori nuove versioni, anche se ve ne sono alcune ancora inedite, ad esempio quelle in livrea XMPR con loghi FS-Trenitalia, ambienabili negli ultimi anni di servizio, fino al 2009, oppure quelle anni ’90 in rosso fegato-grigio beige con loghi FS a losanga, porte alluminio e testate rosse.

Carrozze 1955, 1957 e cuccette UIC-X 1968 FS ACME – nuove versioni 2019