Nelle scorse settimane Hornby ha posto in vendita, con marchio Rivarossi, i modelli delle carrozze cuccette FS UIC-X “tipo 1968” in scala H0, non inedite in quanto nei primi anni 2000 Heris e ACME, all’epoca della loro “joint venture”, avevano realizzato proprio queste vetture, ancor oggi reperibili sul mercato dell’usato, sebbene spesso a prezzi spropositati, e periodicamente riproposte (ultimamente però solo nella colorazione d’origine grigio ardesia).
Le carrozze Rivarossi sono proposte in due varianti, una con carrelli tipo 24Au, che equipaggiavano il grosso del gruppo (in origine 160+92 unità classificate 51 83 50-70 000–159 Bcz e 51 83 50-80 000–091 Bcz), e una con carrelli Minden-Deutz MDfd.2, che contraddistinguevano un piccolo lotto di sole 30 unità (in origine marcate 51 83 50-70 200–229 Bcz).
I modelli sono declinati sia nella colorazione rosso fegato-grigio beige, ma già con porte in lega leggera e scalette modificate con ultimo gradino ribaltabile, ambientabili a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90, sia nella più recente livrea XMPR con loghi FS-Trenitalia, collocabili nell’ultimo periodo di servizio e in particolare negli anni successivi al 2004, data la presenza sulle testate della numerazione RSMS, ma non oltre il 2009/2010 (ricordiamo di aver visto una delle ultime unità di questo tipo ancora attiva nel 2009).

In totale abbiamo quindi quattro modelli: quelli in in livrea rosso fegato-grigio beige riproducono la 51 83 50-70 054-9 Bc con carrelli 24Au e la 51 83 50-70 227-1 Bc con carrelli MDfd.2, quelli in XMPR sono relativi alla 51 83 50-70 005-1 Bc con carrelli 24Au e alla 51 83 50-70 225-5 Bc con carrelli MDfd.2. Relativamente a queste ultime due, a quanto abbiamo potuto appurare la prima (50-70 005) è stata accantonata nel 2007 mentre la seconda (50-70 225) ha cessato il servizio nel 2008.
Naturalmente – e ci saremmo stupiti del contrario – tutte queste carrozze non sono in vendita singolarmente (non sia mai!), ma inserite all’interno di alcune confezioni: la 51 83 50-70 054-9 Bc rosso fegato è contenuta nel set “Italien-Holland Express” (art. HR4374) assieme a una letti olandese MU, a una cuccette DB tipo X (modello sviluppato parallelamente a quelli FS oggetto di questo articolo) e a una X FS “tipo 1982” di seconda classe, la 51 83 22-71 345-5 B, sempre in rosso fegato-grigio beige.


La 51 83 50-70 227-1 Bc, ancora nella colorazione rosso fegato-grigio beige, è inserita in un secondo set (art. HR4375), anch’esso denominato “Italien-Holland Express” e contenente una cuccette DB e due X FS “tipo 1975” di seconda classe: la 51 83 22-71 081-6 B in grigio ardesia, appartenente al lotto “tipo 1979” (che in pratica riprende le caratteristiche del “tipo 1975” con piccole variazioni di dettaglio), e la 51 83 22-70 688-9 B in rosso fegato-grigio beige, compresa nel sottogruppo di 75 unità 51 83 22-70 650–724 dotate di carrelli Minden-Deutz MDfd.2 in luogo dei FIAT F75.2 che equipaggiano il resto della serie e che, a quanto ricordiamo, era ancora inedita in casa Rivarossi, che in passato aveva prodotto in tale configurazione solo carrozze in grigio ardesia e in XMPR.



Infine le due unità XMPR vanno a costituire la confezione art. HR4376 che, stranamente e in controtendenza con le mode imperanti, non è stata battezzata con alcun nome (ci saremmo aspettati, ad esempio, un “Espresso 1921 Trinacria”).

Queste carrozze, che sono le prime cuccette FS di tale tipologia realizzate da Rivarossi, possono essere definite un “modello nuovo degli anni ‘90”, nel senso che, pur essendo una novità, sono state progettate con gli stessi criteri delle UIC-X prodotte sin dal 1997, di cui riprendono l’architettura e le soluzioni costruttive, alcune delle quali invero oggi si mostrano superate o comunque non più in linea con gli standard attuali su modelli di questa fascia di prezzo.
Ovviamente gli stampi sono nuovi dato che, come noto, le UIC-X con cuccette hanno 11 moduli, diversamente da quelle con soli posti a sedere che invece ne hanno 10 per le prime classi, 12 per le seconde e 11 per le miste ma con diversa spaziatura tra i finestrini.

La fisionomia di questi modelli è dunque analoga a quella dei progenitori, di cui sfruttano parte della componentistica come i carrelli, le porte e altri dettagli minori. A questo proposito osserviamo che continuano ad essere adottati i tubolari degli intercomunicanti molleggiati, vecchia fissa di Lima e Rivarossi negli anni ’90 ma che oggi risultano poco realistici, specie se le lamelle in plastica che dovrebbero garantire il molleggio sono troppo schiacciate (e quindi inefficaci) per via della confezione troppo “stretta” che va a premere proprio sui mantici, i quali, una volta posta la carrozza sui binari, vanno ad assumere un’irrealistica (e brutta) configurazione inclinata (sarebbe ora, dopo oltre un quarto di secolo, di rivedere questi elementi).
In tema di confezione troppo stretta, segnaliamo che per le carrozze con carrelli Minden-Deutz potrebbe non esserci lo spazio sufficiente per i piccoli ammortizzatori trasversali dei carrelli (i quali “stranamente” devono essere montati a cura dell’acquirente, diversamente da altri particolari che invece vengono applicati in fabbrica), che potrebbero dunque spezzarsi, come abbiamo avuto modo di constatare su precedenti produzioni (e in particolare le carrozze “tipo 1968” art. HR4218 e HR4221).
Le scalette e i corrimani, seppure affinati rispetto alle precedenti produzioni, non sempre sono montati a regola d’arte (e questo si nota soprattutto sulle versioni con soli posti a sedere), mentre le cornici dei finestrini ci sembrano sovradimensionate: è vero che sulle cuccette “tipo 1968” questi elementi sono più appariscenti per via del loro colore alluminio (sulle altre serie di UIC-X sono in color ottone), qui però ci pare che ci si sia lasciati un po’ prendere la mano.

Per come è costruito il modello, la fascia inferiore della cassa è stampata insieme al telaio, pertanto la relativa giunzione rimane in evidenza, specie sulle unità XMPR (su quelle rosso fegato è dissimulata dallo stacco di colore). Ciò stride alla vista dato che al vero le fiancate di queste carrozze erano interamente lisce, senza la sottile modanatura in rilievo che sulle altre serie di UIC-X corre proprio nella parte bassa delle fiancate; la cosa è poi aggravata da un assemblaggio non sempre accurato, con conseguenti ed evidenti fessure. Sotto questo aspetto le già citate carrozze Heris/ACME sono senz’altro più convincenti, essendo la loro cassa stampata in pezzo unico con la fascia inferiore e con il tetto.
In merito all’assemblaggio poco curato, vi invitiamo a osservare l’immagine qui sotto: che cosa manca?

Nel sottocassa sono presenti vari elementi (casse delle batterie e del REC, serbatoi e tubazioni dell’impianto frenante ecc.), abbastanza visibili data l’assenza di carenature.
La decorazione è eseguita in modo adeguato con tonalità sostanzialmente fedeli al vero (anche se sul tema delle differenti interpretazioni, pur nei limiti dell’accettabilità, delle varie colorazioni da parte dei produttori, o dello stesso produttore nel corso del tempo, si potrebbe scrivere un libro…).
Stesso discorso anche per i vari loghi e iscrizioni e a tal proposito rileviamo che sulle carrozze XMPR il posizionamento dei pittogrammi relativi al divieto di fumo, alla presenza di cuccette e alla numerazione delle stesse è differente tra le due unità, come in effetti poteva capitare di vedere anche al vero.

Gli interni, per l’irresistibile esercizio di stile a cui quasi nessun produttore di carrozze letti e cuccette riesce a sottrarsi, sono realizzati in allestimento notturno, con cuccette aperte e scalette ben visibili attraverso i finestrini, andando così ad alimentare il “paradosso delle carrozze cuccette e letti” di cui abbiamo già parlato in passato: la riproduzione scrupolosa e dettagliata degli arredi in configurazione notturna, nella continua ricerca del realismo, diviene irrealistica se non vengono riprodotte anche le tendine in posizione abbassata, dato che di notte normalmente si viaggia appunto con le tendine abbassate (chi scrive ha accumulato una discreta esperienza di viaggi notturni tra il 1990 e il 2009). La riproduzione delle tendine abbassate, d’altro canto, renderebbe inutile l’accanimento sui dettagli degli interni, che da fuori risulterebbero invisibili.
In aggiunta a ciò, una carrozza in configurazione notturna si ambienta realisticamente solamente al buio: di notte infatti l’illuminazione è attiva solo nei corridoi, nei vestiboli e nelle ritirate, mentre le luci degli scompartimenti sono spente, pertanto gli interni sarebbero comunque invisibili.
Senza dire che una vettura con tutte le cuccette aperte sarebbe plausibile solamente riproducendo un treno particolarmente affollato, pertanto per maggiore realismo sarebbe anche necessario inserire all’interno un buon numero di personaggi che però, per quanto detto prima, non sarebbero visibili.
A nostro parere la soluzione ottimale potrebbe essere quella di realizzare alcuni scompartimenti in configurazione diurna e altri in quella notturna, con tendine variamente disposte, in modo da dare l’idea di una carrozza né piena né vuota, buona sia per il giorno che per la notte.
La colorazione degli interni sulle unità rosso fegato prevede il beige per le pareti e il marrone per le cuccette, mentre su quelle XMPR le pareti sono in grigio chiaro e le cuccette in blu: a quanto ne sappiamo tale colorazione dovrebbe essere stata adottata intorno al 2005 su alcune unità sottoposte ad interventi di risanamento degli arredi mentre altre hanno mantenuto quelli di origine sino a fine carriera.

Come accennato all’inizio, la forma di commercializzazione di queste carrozze segue pedissequamente i canoni attuali: prezzo nella fascia “80 euro tendente a 100” e vendita non in singola ma confezioni contenenti altre vetture, possibilmente con la formula “prezzo della confezione maggiore (o comunque non minore) rispetto a quello della vettura singola”. Infatti le confezioni da quattro pezzi (HR4374 e HR4375) sono proposte a 320 euro, il che significa 80 euro a vettura, che risultano improponibili alla luce del fatto che in ogni set, a parte le cuccette FS e DB, le altre due carrozze sono basate su stampi che, seppur rivisti nel tempo, risalgono all’ultimo decennio del ‘900. La confezione con due carrozze HR4376 viene 167 euro, ossia 83,50 a vettura. É vero che vari rivenditori praticano sconti dell’ordine del 10%, sono comunque cifre “da locomotiva”. Molto probabilmente Hornby ha già messo in conto un volume di vendite esiguo (come sappiamo il mercato fermodellistico è in continua e inarrestabile contrazione), che non sarà certo favorito né da questi prezzi né dalla scelta infelice di ostinarsi a vendere le carrozze in confezioni multiple anziché singolarmente, cosa che scoraggerà molti dall’acquisto. In effetti negli ambienti fermodellistici le politiche commerciali delle confezioni multiple non sono molto amate (e dovrebbero costituire l’eccezione e non la regola, salvo casi particolari in cui il convoglio ha una composizione fissa), specie quando a un pezzo inedito si abbinano altri modelli già presenti sul mercato da anni o da decenni o che magari non servono per le composizioni che si intende realizzare. Nel caso specifico, chi volesse allestire un treno notturno nazionale ambientato negli anni ‘80/’90 non se ne farà nulla né delle cuccette tedesche né della letti olandese, e magari nemmeno delle X con soli posti a sedere (che probabilmente già possiede da anni) e certamente non andrà a spendere 300 e rotti euro per una sola carrozza di proprio interesse. Ad ogni modo le confezioni da quattro, prezzo a parte, ci paiono veramente eccessive, sarebbe stato senz’altro meglio limitarsi a set da massimo due unità e con vetture dello stesso tipo, come appunto fatto per le sole versioni XMPR, in attesa di ritornare alla “normalità”, ossia alla vendita di carrozze singole.
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte I: 1975, prime versioni
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte II: 1975 XMPR
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte III: 1975, il ritorno
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte IV: 1975, miste e ultime produzioni
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte V: 1982
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte VI: 1968
Carrozze UIC-X Rivarossi – parte VII: nuove versioni 2020
Carrozze / bagagliai UIC-X Rivarossi – parte VIII / IV: ultime versioni 2024 / 2023
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