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Carrozze letti YC – ACME

Le carrozze letti tipo YC non sono certamente tra le più famose, vuoi per l’esiguità della serie (20 unità costruite da FIAT per la CIWL nel 1958/59 numerate 4621-4640, poi 61 83 71-81 541 – 560 dopo il passaggio alle FS), vuoi per la loro forte somiglianza con le UH, anch’esse non ai vertici della notorietà tra gli appassionati di ferrovie, e delle quali ricalcavano l’estetica e la conformazione generale differenziandosene per alcuni elementi come i carrelli (non più Minden Deutz ma tipo “N”) e i finestrini, non più apribli “a vasistas” ma abbassabili, anzi alzabili (diversamente dai classici finestrini Klein, su queste carrozze non era la parte superiore del vetro ad abbassarsi ma quella inferiore ad alzarsi) e dotati, oltre alla cornice in gomma, anche di un telaio metallico, assente invece sulle UH. Altre differenze riguardavano l’allestimento interno, sempre con 11 scompartimenti (più uno di servizio) ma da 2 letti anzichè 3, e l’impianto di climatizzazione Stone.
Un interessante filmato sulla costruzione e l’entrata in servizio della prima unità si trova sul canale Youtube di Fondazione FS.
Nel corso degli anni ’60 avevano ricevuto alcune modifiche come la ricostruzione delle testate con l’adozione di intercomunicanti a elementi tubolari in gomma in luogo dei precedenti mantici e l’eliminazione delle carenature sottocassa, successivamente, dopo il passaggio alle FS, l’originaria livrea CIWL blu con filetti gialli aveva lasciato il posto a quella “TEN” sempre blu ma con fasce bianche e la grande scritta “TEN” sulle fiancate.
Utilizzate sia in servizio interno che internazionale, spesso in promiscuità con carrozze di altro tipo, le YC sono state accantonate intorno al 1990, sostituite da carrozze più moderne (MU e T2s).

La scarsa notorietà e diffusione delle YC corrisponde a una pressochè totale assenza di riproduzioni modellistiche, c’è però un (illustre) precedente, infatti nel 1959, parallelamente all’entrata in servizio delle carrozze vere, Pocher realizzò un eccezionale (per l’epoca) modello in scala H0 (1:87) della carrozza 4621, prima unità della serie YC (se ne parla su Rivarossi Memory).

In tempi recenti, essendo stato riprodotto quasi tutto il riproducibile del parco carrozze FS, le varie case fermodellistiche hanno iniziato a prendere in considerazione anche le serie meno note, così le YC sono finite nel mirino di ACME, che nel dicembre 2017 ha consegnato due versioni, sempre in scala H0 (1:87), la prima riproducente la 4621 (la stessa di Pocher) allo stato d’origine (art. 50970) in livrea CIWL, con mantici di intercomunicazione a soffietto e carenature sottocassa, la seconda riproducente la carrozza 61 83 71-81 560-5 (ex 4640, ultima della serie) nello stato degli anni ’80 (art. 50974), ultimo periodo di servizio prima dell’accantonamento, in livrea TEN, con testate ricostruite e priva di carenature.

Carrozza 4621 in livrea CIWL (art. 50970) lato corridoio – foto da reisezugwagen.eu

 

Carrozza ex 4640 in livrea TEN (art. 50974) lato corridoio – foto da reisezugwagen.eu

 

I modelli, in plastica, sono ben realizzati, con misure in scala esatta, la decorazione è sostanzialmente ben eseguita e con tonalità dei colori convincenti, sulla 4621 spicca il fregio CIWL al centro delle fiancate (in metallo fotoinciso) mentre sull’altra unità si fanno notare i grandi loghi TEN con relative iscrizioni in italiano lato corridoio (Trans Euro Notte) e in francese lato scompartimenti (Trans Euro Nuit), conformemente al vero, oltre al logo FS “a televisore”, che qui appare ben proporzionato. Qualche dubbio su quest’ultima lascia la colorazione delle testate, con il “lunotto” blu sopra il vano dell’intercomunicante, infatti, almeno in teoria, il color alluminio del tetto dovrebbe proseguire dritto anche sulle testate, tuttavia non è da escludere che il prototipo prescelto da ACME avesse questa particolarità.

Particolare della fiancata della carrozza 4621 con lo stemma CIWL – foto da reisezugwagen.eu

 

Particolare della fiancata della carrozza ex 4640 in livrea TEN – foto da reisezugwagen.eu

 

I carrelli e il sottocassa, visibile in particolare sulla versione TEN priva di carenature, pur nel loro corretto colore nero appaiono un po’ “plasticosi”, essendo appunto in plastica non verniciata, e lo stesso vale per i respingenti (i cui piatti tra l’altro a volte sono montati leggermente storti): un po’ di sporcatura aiuterà sicuramente a migliorarne l’aspetto.
L’arredo interno è, ovviamente, riprodotto, e quasi meglio dell’esterno: dal lato del corridoio notiamo la parete marrone con le porte degli scompartimenti beige, con stipiti ritoccati in alluminio, mentre molti scompartimenti sono allestiti in versione notte, con i letti aperti ben visibili attraverso i finestrini e addirittura le scalette, in fotoincisione, per accedere a quello superiore. Qui però entra in gioco il “paradosso delle carrozze letti” (e cuccette): al vero quando i letti sono aperti le tendine sono abbassate, dato che difficilmente i passeggeri amano dormire con le tendine aperte, su un modello dunque è inutile riprodurre l’arredamento in posizione notturna perchè questo, per scrupolo di realismo, dovrebbe essere occultato dalle tendine, sarebbe quindi meglio realizzarlo in posizione diurna. É pur vero che un arredamento in posizione notturna fa più scena e permette al produttore di sfogare le proprie “smanie di iperdettaglio”, il risultato però è che perseguendo il massimo realismo nella riproduzione si sfocia nell’irrealismo…
E su queste carrozze il livello di dettaglio è spinto fin quasi all’eccesso, come le ultime mode impongono, al punto che viene da domandarsi fino a che punto ne valga davvero la pena, dato che tutto ciò ovviamente incide in una certa misura sul prezzo. Prendiamo ad esempio la carrozza 4621 (ma le considerazioni valgono in parte anche per l’altra): è proprio necessario riprodurre il sottocassa in maniera completa, con il rischio di perdere qualche pezzo in giro, quando questo è nascosto dalle carenature? O le microscopiche scritte in 4 lingue “letti liberi” all’interno delle finestrelle poste sotto i finetrini di estremità, tra l’altro al vero accese non sempre ma solamente quando c’erano appunto letti liberi? O le altrettanto microscopiche scritte di pericolo sui vetri delle porte? O le maniglie per la manovra delle tendine? E i cerchioni delle ruote ripassati in bianco (i cosiddetti “calzini”), al vero quanto potevano durare?

Particolare di un’estremità della carrozza 4621 CIWL – foto da reisezugwagen.eu

 

Particolare di un’estremità della carrozza TEN – foto da reisezugwagen.eu

 

Le carrozze sono dotate di ganci con innesto a norma NEM 362 e timoni di allontanamento per l’aggancio “corto”, sul plastico non dovrebbero avere particolari problemi di circolazione sebbene, come detto prima, rimane sempre il timore che qualcuno dei numerosi particolari del sottocassa possa perdersi per strada.

Carrozza 4621 in livrea CIWL lato scompartimenti – foto da reisezugwagen.eu

 

Carrozza ex 4640 in livrea TEN lato scompartimenti – foto da reisezugwagen.eu

 

Prodotti come di norma in Cina, i due modelli sono in vendita ad un prezzo di ben 70 euro l’uno: che dire, i dettagli si pagano (e parecchio), con buona pace di chi anni fa si lamentava quando, con il passaggio dalla lira all’euro e le contemporanee “delocalizzazioni” in Cina, il prezzo medio delle carrozze passò da 50.000 lire a 50 euro…

Sfruttando gli stessi stampi, e con le opportune modifiche, ACME ha riprodotto anche le carrozze letti UH, di cui parleremo prossimamente.