Crea sito

Carrozze UIC-X Rivarossi – parte VII: nuove versioni 2020

Nei primi mesi del 2020 Hornby, con marchio Rivarossi, consegna nuove versioni, alcune delle quali ancora inedite, delle carrozze UIC-X dei tipi 1975-79 e 1982: abbiamo innanzitutto due carrozze di prima classe vendute singolarmente, la prima è una “tipo 1975” in livrea grigio ardesia (art. HR4251, marcatura 51 83 10-70 371-6 A), ambientabile negli anni ’80 e più precisamente nel periodo che va dall’autunno del 1982, quando è stata abolita dalla marcatura la “z” identificativa delle vetture a carrelli, alla metà del decennio, data la presenza dei triangoli bianchi ai vertici superiori della cassa, che segnalano la presenza del solo riscaldamento elettrico. Come particolarità, il tetto è privo degli aeratori presso i vestiboli mentre è stata introdotta la riproduzione della sonda di temperatura posizionata al centro, dettagli già visti sulla precedente edizione di queste carrozze comprendente un’unità mista e una di seconda classe.

51 83 10-70 371-6 A, art. HR4251 – foto da rail-modelling.com

La seconda carrozza è una “tipo 1982” in livrea rosso fegato-grigio beige (art. HR4252, marcatura 51 83 10-70 478-9 A) con tetto cannellato e caratterizzata dalla presenza di deflettori ai finestrini e di ammortizzatori antiserpeggio sui carrelli per l’esercizio a 200 km/h, come indicato anche dal filetto rosso alla base della cassa: è ambientabile tra la seconda metà degli anni ’80 e i primissimi ’90, periodo in cui un certo numero di unità, in attesa del completamento delle forniture delle nuove UIC-Z, erano state appunto abilitate a viaggiare a 200 km/h.

51 83 10-70 478-9 A, art. HR4252 – foto da rail-modelling.com

Oltre a queste vengono realizzate ulteriori 6 unità, però vendute non singolarmente ma a coppie in tre diverse confezioni: la prima di queste (art. HR4250) comprende due carrozze di seconda classe in livrea rosso fegato-grigio beige (porte comprese) abilitate all’esercizio a 200 km/h, con deflettori ai finestrini, ammortizzatori antiserpeggio e filetto rosso alla base della cassa. Sono entrambe “tipo 1982” ma una delle due (marcata 51 83 22-71 295-2 B) ha il tetto liscio, tipico dei primi lotti di questa serie, mentre la seconda (marcata 51 83 22-71 568-2 B) ha il più “regolamentare” tetto cannellato, elemento che contraddistingue il grosso delle unità “tipo 1982”.

Carrozze della confezione HR4250 – foto da rail-modelling.com

La seconda confezione (art. HR4266) contiene due carrozze in livrea rosso fegato-grigio beige con porte in lega leggera “al naturale” ambientabili negli anni ‘90, una “tipo 1975” di prima classe (marcata 51 83 10-70 381-5 A), priva di aeratori alle estremità del tetto, e una “tipo 1979” di seconda classe (marcata 51 83 22-71 148-3 B) caratterizzata dal tetto di colore alluminio anziché grigio, variante introdotta intorno alla metà degli anni ’90 su un numero limitato di unità per esperimento o forse per la mancanza del colore grigio presso l’officina che ne ha eseguito la verniciatura. Entrambe hanno le sonde di temperatura sul tetto.

Carrozze della confezione HR4266 – foto da rail-modelling.com

La terza confezione (art. HR4268) infine contiene due carrozze di seconda classe nella livrea XMPR del trasporto regionale, senza fascione blu all’altezza dei finestrini, una “tipo 1979” (marcata 51 83 22-71 063-4 B), con sonda di temperatura sul tetto, e una “tipo 1982” con tetto cannellato (marcata 51 83 22-71 340-6 B). Sono ambientabili a partire dal 2000, anno di introduzione di tale livrea, per un periodo ristretto a qualche anno, sia perchè presentano i loghi FS privi della scritta Trenitalia (introdotta dopo il 2001-2002) sia perchè al vero la maggior parte di queste carrozze nei primi anni 2000 è stata trasformata con allestimento “open space” con eliminazione delle pareti divisorie interne, impianto di climatizzazione e altri aggiornamenti (ennesimo spreco di risorse, dato che sarebbero state accantonate dopo qualche anno). Inoltre l’unità “tipo 1982”, scelta evidentemente per differenziare i due modelli, è piuttosto di nicchia dato che al vero solo poche carrozze di questa serie erano state declassate al trasporto regionale mentre il grosso del gruppo era utilizzato nei servizi a lunga percorrenza, ricevendo di conseguenza la livrea XMPR con fascia blu all’altezza dei finestrini, e diverse altre erano state sottoposte a ristrutturazioni più approfondite.

Carrozze della confezione HR4268

Le caratteristiche dei modelli, prodotti come da tradizione in Cina, sono analoghe a quelle delle precedenti versioni, gli stampi di base sono ancora gli originari Rivarossi risalenti a quasi 25 anni fa e alcuni dettagli, come le cornici dei finestrini, risentono ormai del peso degli anni. Altri elementi come scalette e mancorrenti apparivano poco convincenti già sulle prime edizioni degli anni ’90 e sarebbe tempo di sostituirli con altri di maggiore finezza: dato che si tratta di particolari riportati, l’operazione non dovrebbe avere costi insostenibili. Stesso discorso per i tubolari degli intercomunicanti il cui molleggio, retaggio delle “fisse” del gruppo Lima-Rivarossi negli anni ’90, ne inficia il realismo, e per i deflettori dei finestrini delle unità abilitate a 200 km/h, che appaiono un po’ troppo corposi. Anche la disposizione delle apparecchiature sottocassa non sempre rispecchia del tutto i prototipi reali ma, essendo quasi totalmente nascoste dalle carenature, la cosa può essere ancora tollerata.

La finitura è buona, con tonalità dei colori fedeli al vero, così come i vari loghi e scritte di servizio. Le unità in livrea XMPR presentano alcune piccole differenze nella decorazione (posizione delle cifre di classe “2”, colore della griglia di aerazione lato corridoio, presenza o meno dei pittogrammi fumatori-non fumatori) conformemente al vero dato che, a seconda dell’impianto che eseguiva la ricoloritura nella nuova livrea, le varianti di dettaglio non mancavano, inoltre la “tipo 1982” ha i sedili di colore blu anziché marroni come l’altra: nei primi anni 2000 infatti era possibile vedere sia carrozze ancora con interni d’origine, con sedili rivestiti di similpelle marrone, sia con sedute rinnovate rivestite di stoffa di colore blu o verde.

I particolari aggiuntivi sono già montati in fabbrica, a parte gli ammortizzatori antiserpeggio sulle unità da 200 km/h, a questo proposito però spiace constatare che alcune carrozze siano state trovate mancanti di alcuni dettagli, evidentemente per qualche dimenticanza in fabbrica.

In conclusione, si tratta di ottimi modelli da plastico, di costruzione robusta e che circolano bene, ed è apprezzabile la scelta di realizzare versioni ancora inedite come quelle XMPR “regionali” o la “tipo 1982” con tetto liscio, sebbene in qualche caso un po’troppo di nicchia, vedi la “tipo 1979” rosso fegato con tetto alluminio. Auspichiamo che possano essere prodotte anche le “tipo 1982” con tetto liscio ma in configurazione normale da 160 km/h, con porte colorate come la cassa, unica variante sinora mai presa in considerazione né dalla vecchia gestione Rivarossi né dall’attuale Hornby.

Il prezzo, pari a poco più di 40 euro a carrozza sia per le singole che per le confezioni, non è elevatissimo di per sé, specie se raffrontato a quelli di analoghe produzioni di altre marche che ormai vanno a sfiorare i 70 euro, tuttavia, trattandosi di modelli realizzati in Cina con stampi risalenti a quasi un quarto di secolo fa, sarebbe stata auspicabile nonché gradita una riduzione (diciamo non oltre i 35 euro), specie considerando che carrozze di concezione ben più recente dello stesso gruppo Hornby come le Gran Confort vengono vendute a prezzi analoghi.

Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte I: 1975, prime versioni
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte II: 1975 XMPR
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte III: 1975, il ritorno
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte IV: 1975, miste e ultime produzioni
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte V: 1982
Carrozze FS UIC-X Rivarossi – parte VI: 1968