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E444 “Tartaruga” prototipo – ACME

Dopo essere state presentate in parallelo alle macchine vere da Lima e poco più tardi da Rivarossi, le E444 prototipo (001-004) sono state per molti anni le grandi assenti del panorama fermodellistico in scala H0 (1:87). Infatti nessuna delle due case, pur nel fervore del rinnovamento degli anni fine ’80-’90, ha mai sentito l’esigenza di proporre le “Tartarughe” di preserie in versione aggiornata, pur potendo disporre della base meccanica delle unità di serie realizzate da Lima; i vecchi modelli dal canto loro, pur con qualche affinamento di dettaglio, soffrivano di imprecisioni tali da renderli ormai obsoleti, tanto che il Rivarossi è uscito di produzione già nel 1988 mentre quello Lima è stato degradato nella serie economica, dove peraltro ha attraversato indenne tutte le vicissitudini societarie ed è tuttora in produzione (in Cina ovviamente).

Solo nel 2008 la lacuna viene colmata da ACME, che consegna una E444 003 (art. 60101) nell’ancora inedita versione di fine carriera, priva di modanature e ambientabile quindi dal 1984, quando appunto le suddette modanature vennero rimosse in sede di revisione, al 1990, anno in cui questa unità, insieme alla 001, fu posta fuori servizio.

E444 003, art. 60101 – foto da ricardo.ch

Il modello è sostanzialmente ben realizzato e la cassa, in plastica, ha misure in scala esatta e forme fedeli al prototipo reale. Sul tetto spicca il caratteristico sfogatoio, su cui però sono state riprodotte in modo troppo marcato delle nervature al vero appena percettibili, inoltre il praticabile, in metallo fotoinciso, non è proprio finissimo. I pantografi sono i ben noti 52 FS Sommerfeldt, i quali però rappresentano una caduta di stile apparendo ormai superati e un po’ grossolani, oltre che non bellissimi a vedersi in quanto in versione “peggiorata” con bracci inclinati verso il basso in posizione di riposo. Sui frontali spiccano i fregi FS in rilievo, corretti nella forma e nelle dimensioni, e i vari corrimani che caratterizzavano queste prime E444, questi ultimi in metallo fotoinciso e quindi con irrealistica sezione quadrata anziché circolare (problema diffuso su tutti i modelli che montano corrimani realizzati con questa tecnica). I panconi, previo smontaggio del gancio modellistico (di tipo intercambiabile con innesto unificato a norma NEM) possono essere completati con il gancio realistico e i vari accoppiatori elettrici e pneumatici.

I vetri sono a filo cassa e su quelli anteriori sono tampografati gli sbrinatori. Nella confezione è fornito un ulteriore set di vetri frontali caratterizzati dalle griglie metalliche di protezione: a quanto abbiamo potuto appurare tali griglie, negli anni in cui si ambienta il modello, erano montate solo dal lato della cabina anteriore. Gli interni delle cabine sono sommariamente riprodotti, così come è abbozzata la parete del corridoio che si intravvede attraverso gli oblò della fiancata sinistra.

Molto ben fatti i carrelli, con i caratteristici “molloni” della sospensione secondaria, mentre sulle vele delle ruote è riprodotto il tipico sistema di trasmissione ad anello danzante.

E444 003, art. 60101, fiancata sinistra – foto da ricardo.ch

La colorazione, nel tipico schema blu orientale-grigio perla al vero inaugurato proprio da queste macchine, è ben realizzata, con tonalità dei colori fedeli al vero, tuttavia è da muovere un appunto al baffo che contorna il fregio FS frontale, troppo sottile da risultare quasi invisibile quando invece sarebbe dovuto essere più corposo. Buone le varie marcature e iscrizioni di servizio e le targhe laterali, solo tampografate e non in rilievo. Sui fianchi delle cabine, conformemente al prototipo reale, non sono presenti i disegni stilizzati della tartaruga.

E444 003, art. 60101, fiancata destra – foto da ricardo.ch

La meccanica sfrutta il ben collaudato schema con telaio metallico e motore in posizione centrale che, tramite alberi articolati con snodi cardanici, viti senza fine e ingranaggi, trasmette il moto a tutti e quattro gli assi. Due ruote, una per carrello, sono dotate di cerchiature di aderenza in gomma che garantiscono una forza di trazione adeguata. Il funzionamento è buono ma con velocità massima inferiore, in scala, rispetto al vero (160 km/h anziché 180), la cosa comunque a nostro avviso non disturba più di tanto sia perchè molti plastici non riproducono linee veloci, sia perchè spesso al vero queste macchine viaggiavano con carrozze da 140-160 km/h, sia infine perchè non era infrequente che venissero esse stesse limitate a 160 km/h (o anche meno) per problemi ai motori, tallone d’Achille delle E444 per la loro delicatezza. A causa dell’interferenza dei carrelli con le scalette di accesso delle cabine la locomotiva non può circolare su curve di raggio inferiore a 380 mm.

Il modello, prodotto chiaramente in Cina e come da tradizione ACME proposto in serie limitata (900 esemplari), riscuote un certo successo, tanto che nel 2009 viene proposta la E444 002 (art. 60102), ambientata sempre nella stessa epoca della 003 (in particolare è collocabile tra il 1983 e il 1988, anno dell’accantonamento) e del tutto analoga a questa. Con una piccola modifica di stampo gli oblò laterali adiacenti alle cabine sulla fiancata lato corridoio vengono leggermente arretrati proprio come al vero (la loro posizione rispecchia ora quelli sull’altra fiancata), infatti solo sulle unità 003 e 004 tali oblò, sul solo lato del corridoio, erano in posizione più avanzata. I pantografi inoltre sono sostituiti da altri più raffinati realizzati dalla stessa ACME.

E444 002, art. 60102 – foto da ebay

Nel 2010 viene prodotta la E444 001 (art. 60100) allo stato d’origine del 1967, con quasi tutte le modifiche del caso: modanature, fregio FS con fondo grigio e senza baffo blu di contorno, prese d’aria al centro della cassa con alette verticali anziché orizzontali, griglie sui vetri frontali, carrelli di colore bruno anziché neri. Purtroppo però ci si dimentica di togliere dal tetto il praticabile, elemento introdotto solo in epoca successiva, e anche il bordo inferiore della fascia blu superiore dovrebbe arrivare un po’ più in basso.

Con questo modello ci si lascia un po’ prendere la mano e si decide di strafare: ovviamente sempre edizione limitata di 900 esemplari, ma venduto in una confezione speciale di dimensioni doppie di quelle normali contenente anche un portachiavi riproducente la Tartaruga stilizzata.

E444 001, art. 60100 – foto da ebay

Arriviamo così al 2012, quando viene prodotta la E444 004 (art. 60103) ambientata anch’essa nei primi anni di servizio; le griglie al centro delle fiancate hanno le alette orizzontali, modifica al vero introdotta poco dopo la consegna, e il praticabile sul tetto è assente. La produzione è in serie ancora più limitata (200 pezzi).

E444 004, art. 60103 – foto da ebay

Dopo altri due anni viene riproposta la E444 001 (art. 60105), questa volta però nello stato degli anni fine ’70-primissimi ’80, quindi ancora con le modanature ma con carrelli neri e con le altre modifiche introdotte nel frattempo (praticabile sul tetto, griglie centrali con alette orizzontali). Purtroppo con gli stampi si fa confusione e si utilizza quello con gli oblò lato corridoio in posizione avanzata che, come abbiamo visto, va bene solo per le 003 e 004.

E444 001, art. 60105 – foto da ebay

Ultimo atto nel 2018, quando viene consegnata la E444 004 (art. 60106, disponibile anche con decoder e impianto sonoro, art. 69106) nello stato della seconda metà degli anni ’80: come è noto questa macchina, ferma dal 1977 per i danni subiti a causa di un incendio, nel 1986 venne ricostruita a cura delle Officine FS di Foligno nell’ambito di un progetto che avrebbe dovuto riguardare nelle intenzioni tutte le E444 prototipo, ma poi attuato sulla sola 004, e che prevedeva l’unificazione a livello elettrico e meccanico con le unità di serie oltre a varie modifiche estetiche (eliminazione dei gocciolatoi laterali alla base del tetto, sostituzione dei vetri frontali con i Triplex delle macchine di serie ecc.). Questa unità rimase in servizio per soli 5 anni poiché il 25 ottobre 1991 venne coinvolta in uno scontro frontale con la E626 213 a Vallo della Lucania e fu poi demolita nel 1994, una volta tramontata l’idea di trasformarla in E444R a causa della minore lunghezza del telaio rispetto alle E444 di serie, cosa che avrebbe richiesto una mole di lavoro non indifferente per il montaggio e l’adattamento delle nuove cabine.

E444 004, art. 60102 – foto da rail-modelling.com

Sul modello sono state attuate le necessarie modifiche di stampo per riprodurre la conformazione della macchina vera, in particolare risaltano i vetri frontali con cornici in alluminio e dalla differente forma rispetto a quelli d’origine, che conferiscono alla locomotiva un aspetto particolare, sui carrelli mancano però gli ammortizzatori antiserpeggio. Questa versione rappresenta ad oggi l’ultima evoluzione delle E444 prototipo ACME, che ha così coperto tutte le varianti possibili di questo piccolo gruppo di locomotive nella loro non lunghissima carriera.