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E444R – ricostruzione e rilancio a 200 km/h per le Tartarughe

libro_e444r

Autore: S. Pautasso
Editore: Gulliver – Torino – 1992
Pagine: 32

Se il precedente “E444 Tartaruga” ripercorreva la storia di queste macchine, questo volumetto (uscito in realtà qualche mese prima) ne traccia la storia “recente”, o meglio l’attualità, dato che all’epoca della pubblicazione quanto descritto nel testo era in pieno svolgimento. L’esercizio regolare a 200 km/h delle “Tartarughe”, avviato negli anni ’80, ne aveva messo in luce alcune carenze, in particolare si lamentavano uno scarso confort delle cabine di guida e una certa inaffidabilità dei circuiti elettrici di comando, dato che nel corso degli anni ogni unità aveva subito piccole modifiche tanto che alla fine non ce n’era più una uguale all’altra, oltra a qualche problema alla parte meccanica e ai motori di trazione. Di qui una serie di migliorie, applicate sperimentalmente a varie unità, che sarebbero poi sfociate in un più organico progetto di ristrutturazione che avrebbe consentito di dare un “colpo di spugna” a tutti i problemi prima citati. I capisaldi di questo progetto erano: sostituzione delle vecchie cabine di guida con altre di nuovo disegno e adeguatamente coibentate e insonorizzate, unificazione dei circuiti elettrici con introduzione di una centralina elettronica di comando, introduzione di gruppi statici per l’alimentazione dei servizi ausiliari in luogo dei precedenti gruppi rotanti, migliorie varie alla parte meccanica e ai motori per incrementare la qualità di marcia alle alte velocità. Tutto questo avrebbe dovuto coinvolgere non solo le unità di serie (005-117, come in effetti è stato) ma, nella foga, anche uno dei prototipi (004, poi non modificata e successivamente demolita) e avrebbe portato le “Tartarughe” in testa ai treni più veloci e prestigiosi, divenendo nella prima metà degli anni ’90 le locomotive di punta delle FS. Le lavorazioni, iniziate nel 1989, si sarebbero dovute concludere entro 5 anni, ma così non è stato, infatti l’ultima unità sarebbe stata riconsegnata solo nel 1997, dopo ben 8 anni dall’inizio delle trasformazioni, quando la lenta decadenza delle E444R era ormai iniziata visto che sulla scena si stavano affacciando nuovi e moderni mezzi (E402, ETR460/480 e 500) che nel volgere di poco tempo avrebbero spodestato le “Tartarughe” dai compiti più prestigiosi relegandole man mano a ruoli di minore importanza. Di ciò, naturalmente, nel libro non si parla: essendo uscito nel 1992 infatti ci presenta le E444R nei loro anni migliori, con molte foto, quasi tutte a colori, che le ritraggono in servizio in testa ai treni più importanti. Per l’appassionato è un tuffo nel passato che suscita una grande nostalgia, pensando a come sono oggi ridotte le E444R, ormai agli sgoccioli della loro ultraquarantennale carriera, relegate a servizi inadatti alle loro caratteristiche (proprio come agli inizi) e prossime al loro definitivo ritiro dal servizio (diverse decine di unità sono già state radiate).

Se proprio si vuole muovere un appunto, si sente la mancanza di un capitoletto che illustri, con qualche immagine di corredo, le varie fasi della trasformazione, dall’ingresso in officina come “vecchia” E444 alla sua riconsegna come E444R.