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E626 – ACME

Non per essere superstiziosi, ma le locomotive FS E626, a livello di riproduzioni modellistiche, sembrerebbero essere gravate da qualche sorta di maledizione, rimanendo spesso e volentieri vittime degli eventi: le E626 Roco, dopo oltre 20 anni di successi, hanno sofferto – così ci hanno raccontato – dell’irrimediabile usura degli stampi che ha costretto a sospenderne la produzione, le Big Models di 10 anni fa sono apparse e subito scomparse insieme al produttore e, reincarnatesi sotto l’egida LE Models, non hanno avuto migliore fortuna per la cessazione dell’attività della casa; anche in scala N i modelli SAFER, magnificati e pubblicizzati a reti unificate per interposta persona, sono rimasti lettera morta, a parte alcuni esemplari consegnati a spizzichi e bocconi (si veda a tal proposito il Forum ASN).
Ultima arrivata la E626 ACME in scala H0 (1:87) che, presentata alla Fiera di Norimberga a inizio 2020 con campioni in avanzato stato di realizzazione e prevista in consegna entro pochi mesi, è rimasta invischiata nelle note vicende del contagiosissimo virus cinese, arrivando infine nei negozi con un anno buono di ritardo: nulla di irreparabile, per carità, i problemi nella vita sono ben altri, non è certo il primo caso nè sarà l’ultimo, diversi modelli, in varie epoche e per svariate ragioni, hanno sofferto ritardi anche più pesanti (ultime le ALe540 Os.kar).
A fine maggio (2021) è stata dunque consegnata la prima versione, si tratta della E626 139 del deposito di Napoli Smistamento (art. 60570, disponibile anche con decoder e sonorizzazione, art. 69570), ambientata negli anni ’50: la data di ultima revisione indicata è il 2/10/52.

E626 139, art 60570 – foto da ebay

La riproduzione è ben fatta, la cassa è in plastica, con proporzioni in scala esatta, e restituisce adeguatamente le forme spigolose del prototipo reale. L’incisione è buona anche se, rispetto alle già citate Big Models/LE Models, alle quali viene naturale paragonarla, appare un po’ meno nitida e definita, forse anche a causa della verniciatura più “spessa” che tende a impastare alcuni dei dettagli più minuti come le chiodature.

Fiancata sinistra – foto da ebay

Sul tetto spiccano i pantografi tipo 32 FS che al vero equipaggiavano la maggior parte delle E626, i quali però, pur sostanzialmente corretti, appaiono un po’ massicci soprattutto nel basamento, mentre lo strisciante è ben riuscito, grazie anche alle proporzioni in esatta scala che non ne snaturano la conformazione, come invece avviene su altri modelli. I vetri dei finestrini sono a filo cassa e quelli laterali delle cabine sono caratterizzati dalle cornicette ripassate in color ottone, mentre attraverso quelli della fiancata sinistra si scorge la riproduzione del grigliato che al vero separa il corridoio dalla cabina AT. Le porte di accesso delle cabine, data l’epoca di ambientazione, riproducono quelle d’origine in legno e, a voler cercare il pelo nell’uovo, presentano sull’intelaiatura alcune linee di giunzione orizzontali al vero non presenti. Sempre a voler cercare il pelo nell’uovo i fanali, con ghiere correttamente in color ottone, appaiono un po’ piatti mentre i respingenti riproducono quelli di foggia più moderna introdotti in tempi successivi così come i corrimani d’angolo dei panconi, che dovrebbero essere un po’ più bassi, le “visiere” sopra le porte delle cabine infine hanno una forma non del tutto corrispondente al reale. Si tratta comunque di dettagli che saltano all’occhio esaminando il modello da vicino, mentre alla normale distanza di osservazione si notano molto meno.

Dettaglio della testata posteriore – foto da ebay

La locomotiva, in linea con la tendenza all’iperdettaglio che da alcuni anni ha preso piede nel mercato fermodellistico italiano, è ricca appunto di dettagli sia stampati che riportati (in plastica e in metallo), specie nella parte bassa, dove spiccano i vari cavi e tubazioni. Sono riportate anche le maniglie degli sportelli sugli avancorpi. I panconi frontali sono allestibili a scelta o in configurazione realistica, con gancio e accoppiatori pneumatici, o con il gancio modellistico, di tipo intercambiabile e montato su innesto a norma NEM.
Chiaramente tutta questa ricchezza di dettaglio porta con sè il rischio di deformazioni, rotture o smarrimenti, tanto che il produttore stesso raccomanda, se mai ce ne fosse bisogno, di maneggiare il modello con grande cura.
Qualche dubbio è stato sollevato circa la mancanza, sul fianco destro del telaio, del compressore meccanico con il relativo “biellino” di azionamento, l’eliminazione di tale apparecchiatura è stata disposta nel dopoguerra, quindi è plausibile che almeno su parte del Gruppo non fosse più presente negli anni in cui il modello è ambientato: purtroppo non abbiamo certezze sull’unità 139 dato che l’unica foto nota di quell’epoca, presentata dalla stessa ACME, la ritrae dal lato opposto a quello del compressore.

Fiancata destra – foto da ebay

La colorazione, nella classica livrea castano-isabella, è ben eseguita, con tonalità fedeli al vero, iscrizioni e marcature varie sono corrette nella forma e nelle dimensioni, così come le targhe laterali, tampografate e non in rilievo. La scritta “DEP. NAPOLI SMIST.TO” spicca in posizione insolita al centro del telaio, conformemente a quanto riscontrabile sulla macchina vera.

Dettaglio della parte centrale della fiancata sinistra – foto da ebay

Per lo schema meccanico ACME ha scelto di rifarsi alla tradizione Roco, con i due assi centrali motorizzati, azionati tramite vite senza fine e ingranaggi dal motore a 5 poli posto al centro del telaio (metallico), e i carrelli estremi folli. Ricordiamo che invece le E626 Big Models/LE Models avevano un’impostazione diametralmente opposta, con i due carrelli estremi motorizzati e gli assi centrali folli.

Il funzionamento è buono, senza eccessivi giochi o moti parassiti, aspetto che ACME ha curato in fase di progettazione; sono stati segnalati alcuni cigolii dovuti allo strisciare delle lamelle di presa di corrente sulle ruote, cigolii che tendono ad attenuarsi dopo un po’ di rodaggio. La forza di trazione non è particolarmente elevata sia per la massa abbastanza contenuta sia per l’assenza di anelli di aderenza in gomma sulle ruote motrici: a tale proposito nella confezione è fornita, molto opportunamente, una coppia di assi ciascuno con un anello di aderenza su una ruota, da sostituire a quelli montati di serie per migliorare le prestazioni di traino.
La locomotiva può circolare su curve di raggio non inferiore a 450 mm.

Questa nuova E626 alza ulteriormente la già eccessivamente elevata asticella del prezzo, andando a toccare i 266,60 euro, anche se presso molti negozi è venduta con uno sconto del 10% (239 euro). Con soli 111 euro e 10 centesimi in più (+41,7%) invece si può acquistare la versione con decoder e impianto sonoro.

Naturalmente questo è solo l’inizio, il tema E626 è ampio e variegato e ACME ha già previsto la realizzazione di ulteriori versioni, delle quali ci occuperemo quando saranno consegnate (o “rilasciate”, per usare un brutto inglesismo mutuato dal settore informatico e fatto proprio da certa stampa specializzata).

E626 132 – ACME