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E630 FNM – ACME

I mezzi delle ferrovie private italiane fino ad ora non hanno mai goduto di un gran numero di riproduzioni, almeno a livello industriale, dato che, per la loro scarsa diffusione e circoscrizione a zone limitate, sono generalmente meno conosciuti e quindi meno richiesti a livello modellistico. Naturalmente non sono mancate notevoli eccezioni, specie nei casi in cui i modelli fossero facilmente ottenibili tramite ricoloriture di rotabili FS o di altre amministrazioni, inoltre la progressiva saturazione del mercato di modelli FS ha indotto vari produttori a spingersi proprio nel campo dei rotabili di imprese private. In questo contesto si colloca ACME, che ha recentemente consegnato la riproduzione, in scala H0 (1:87), della locomotiva elettrica E630 01 delle Ferrovie Nord Milano (art. 60319). Si trattava al vero di un gruppo di 9 unità costruite da Skoda per le ferrovie cecoslovacche ma da queste non ritirate per problemi finanziari e quindi acquistate dalle “Nord” a metà degli anni ’90: la cosa allora fece un certo scalpore in quanto erano tra le prime locomotive provenienti dall’Europa dell’Est a fare servizio in Italia, ricordiamo infatti che in quegli anni si era appena usciti dalla guerra fredda, durante la quale tutto ciò che stava oltre la “cortina di ferro” era percepito come esotico per non dire misterioso. Le 9 unità, dopo essere state revisionate, con introduzione di varie modifiche e migliorie, e ricolorate nella livrea in uso allora, hanno fatto servizio sulla rete FNM al traino di convogli passeggeri e, a partire dal 2001, anche su quella FS-RFI con treni merci. Dopo alcuni anni, a seguito dell’acquisizione di macchine di nuova costruzione, le E630, ormai in esubero, sarebbero state rimpatriate, venendo acquistate nel 2010 dall’operatore ceco RegioJet (anche in questa veste riprodotte da ACME), che le utilizza tuttora per i suoi servizi.

(foto da dimamodellismoferroviario.it)

Il modello, in plastica e ovviamente di produzione cinese, è ben realizzato, con le caratteristiche forme del prototipo reale adeguatamente restituite, in particolare si fanno apprezzare le nervature sulle fiancate, le quali differiscono correttamente tra loro, e il tetto con i vari cavi e isolatori riportati e le griglie sui ricaschi della parte centrale. Di buona finezza anche i pantografi monobraccio, che risaltano nel loro color rosso. I vetri sono a filo cassa e quelli delle cabine lasciano vedere l’interno, sommariamente riprodotto. Diversi sono i dettagli riportati sui frontali, come i corrimani (fini), i tergicristalli (forse un po’ massicci) e i vari accoppiatori sui panconi frontali, tra i quali mancano però quelli a 78 poli, non presenti in origine ma montati in un secondo tempo.
I carrelli, dalla struttura piuttosto semplice, sono ben riprodotti, così come le ruote a razze, tipiche delle scuole costruttive dell’Europa dell’Est.

(foto da laborsadeltreno.com)

Molto buona la verniciatura, con tonalità dei colori fedeli al vero e con i vari loghi e iscrizioni di servizio corretti nella forma e nelle dimensioni. Le targhe frontali e laterali, tranne quelle del costruttore, più piccole, sui longheroni del telaio, sono in rilievo, tuttavia quelle riportanti i loghi FNM appaiono troppo spesse.

I panconi frontali sono dipinti in rosso: a quanto abbiamo potuto appurare tale colorazione era stata applicata in un primo momento solo alle unità 05, 08 e 09, impegnate in corse prova di omologazione sulla rete FS nel 1996, mentre le altre inizialmente li avevano blu come il resto del telaio e hanno ricevuto le fasce rosse intorno al 2001, sempre in ottemperanza alle normative per la circolazione sulle linee FS/RFI.

La meccanica sfrutta il ben noto schema con motore centrale che aziona, tramite trasmissione articolata con snodi cardanici, viti senza fine e ingranaggi, tutte le ruote. Il funzionamento è buono e la marcia regolare. Le ruote sono prive di cerchiature di aderenza in gomma, cosa che comporta una forza di trazione piuttosto scarsa, tuttavia nella confezione è contenuta una coppia di assi con cerchiature, da sostituire a quelli montati di serie per migliorare le prestazioni del modello.

(foto da minimondo2002.com)

Il prezzo, come sempre, è spaventosamente elevato, arrivando a toccare i 229 euro, e con soli 141 euro in più (+61,6%) si può portare a casa la versione dotata di decoder e sonorizzazione (art. 69319).
Il successo di vendita, a quanto pare, è stato piuttosto buono, obiettivo peraltro non così difficile da raggiungere data l’esigua tiratura e grazie anche ai soliti speculatori che fanno incetta di modelli per poi rivenderli in un secondo momento a prezzi gonfiati. A breve dovrebbe essere consegnata una nuova versione con differente numerazione (E630 09).

Infine qualche nota sui possibili impieghi di questo modello su un plastico: sulla rete FNM le E630 svolgevano pressochè esclusivamente servizi passeggeri abbinate a carrozze delle “Nord” come le “Socimi”, quelle a due piani nonchè le M2 e M3 di origine belga, acquistate appositamente per l’utilizzo con queste macchine. Purtroppo un’ambientazione di questo tipo, oltre ad essere molto circoscritta geograficamente, presenta qualche difficoltà in quanto attualmente non esiste alcun modello delle suddette carrozze, a parte le obsolete “due piani” realizzate da Lima negli anni ’90; ad ogni modo le vetture a due piani sono state annunciate da ViTrains mentre le “Socimi” sono state recentemente prodotte dalla casa artigianale Mini Miniatures, però nella livrea anni ’80 con fasce arancio, ormai scomparsa al tempo dell’entrata in servizio delle E630 in favore di quella più recente con fasce verdi, non è però da escludere che in futuro saranno riproposte anche in quest’ultima colorazione.
Prospettive più ampie invece per chi preferisca ambientare la locomotiva in epoca successiva al 2001, dato che potrà essere impiegata in servizio merci, ovviamente con carri di tipo moderno.