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E646 Rivarossi – parte II

Come accennato nella prima puntata, qualche anno dopo il trasferimento della produzione in Cina da parte della gestione Hornby tra i vari modelli riproposti vi sono anche le E646: nel 2007 vengono così consegnate la E646 037 (art. HR2035) in livrea “Treno Azzurro” (un’altra!) e la E646 165 (art. HR2023) in livrea XMPR. Se da un lato sono state apportate migliorie alla parte meccanica, con nuovo motore e messa a punto della trasmissione che rende il funzionamento più fluido, dall’altro questi nuovi modelli presentano a livello estetico qualche pecca non di poco conto: la 037, pur avendo, correttamente, le scalette dei manovratori d’origine (strette), cosa che ha richiesto una modifica di stampo che la lasciato qualche traccia, un solo tergicristallo per testata e gli accoppiatori del freno moderabile, manca dei numeri frontali in rilievo ed è ulteriormente guastata dai brutti pantografi tipo 52 che Hornby monta per qualche tempo dopo la ripresa della produzione in Cina. Gli accoppiatori REC maschio sono recuperati dal modello della E428, hanno forma più realistica ma c’è sempre il problema della staffa di fissaggio che li fa sporgere troppo verso l’esterno, saranno comunque adottati su tutte le versioni prodotte successivamente. La colorazione, nel tentativo di una maggiore fedeltà al vero, è stata rivista rispetto ai precedenti analoghi modelli Rivarossi, con azzurro più chiaro (che ora riveste anche il tetto) e blu più scuro ma, dato che come abbiamo già detto in precedenza la questione su quali fossero le esatte tonalità della livrea “Treno Azzurro” è alquanto controversa, non è possibile stabilire con certezza se e quanto i colori scelti da Hornby siano azzeccati. I carrelli sono correttamente in castano, come in uso negli anni ‘60.

E646 037, art. HR2035 – foto da ebay

 

La E646 165 invece presenta sui panconi frontali le marcature con caratteri orribilmente sovradimensionati, oltre che di forma non fedele al vero, inoltre c’è sempre il problema dei vetri “Triplex” riprodotti malamente, con cornici troppo sottili e con i trasparenti dotati della riproduzione dei telaietti di sbrinamento, tutto ciò rende l’aspetto della macchina decisamente grottesco. Per di più i vomeri spartineve sono quelli delle E656, di forma non fedele a quelli montati sulle E646, i pantografi sono sempre gli orribili 52 di cui si è detto prima e sulle fiancate manca qualche scritta di servizio mentre, diversamente dalla 037, gli accoppiatori REC maschio rimangono quelli originari. Desta poi qualche perplessità l’assegnazione al deposito di Milano Centrale, dato che all’epoca di ambientazione del modello (primi anni 2000) tale impianto non era più assegnatario di E646, le quali erano di stanza a Milano Smistamento o S. Rocco, tuttavia, nel clima di “anarchia” instauratosi durante la ripellicolatura delle macchine nei colori XMPR, non è da escludere qualche svarione nelle iscrizioni, come in effetti si è visto anche su altri mezzi.

E646 165, art. HR2023 – foto da ebay

 

Nel 2008 viene consegnata la E646 028 in livrea verde magnolia-grigio nebbia con modanature, carrelli castani e altri dettagli (scalette dei manovratori, tergicristalli, mancanza delle trombe ecc.) che la collocano negli anni ’60, primo periodo di servizio. Su questa versione i numeri di servizio frontali sono correttamente in rilievo e le targhe laterali in metallo fotoinciso (elemento che sarà adottato anche sulle versioni successive), purtroppo però si continuano ad utilizzare i bruttissimi pantografi 52.

E646 028, art. HR2112 – foto da ebay

 

Nel 2009 finalmente si realizza che gli stampi delle casse, con i finestrini laterali in posizione più alta, sono adatti per realizzare solamente le unità della sottoserie 131-138 e così viene consegnata la E646 135 del deposito di Firenze in livrea beige-arancio-viola con tetto argento (art. HR2180), ambientata a cavallo tra la seconda metà degli anni ’80 e la fine dei ’90, purtroppo è ancora guastata dai pantografi e dalla riproduzione inadeguata dei vetri “Triplex”, sempre con cornici troppo sottili e trasparenti dotati di telaietti di sbrinamento: a questo punto la si sarebbe potuta riprodurre nello stato anteriore all’applicazione dei vetri “Triplex” semplicemente dipingendo le cornici in nero anzichè in alluminio. In dotazione sono presenti i soliti vomeri spartineve della E656, di aspetto non corrispondente al reale, la loro presenza non è però obbligatoria dato che al vero non sempre venivano montati.

E646 135, art. HR2180 – foto da ebay

 

Nel 2011 viene consegnata la E646 136 del deposito di Genova Brignole in livrea verde magnolia-grigio nebbia (art. HR2352) attrezzata per treni navetta e ambientata negli anni a cavallo del 1980: è equipaggiata con pantografi 52 di nuova produzione, che ne valorizzano decisamente l’aspetto e con i soliti vomeri della E656 (anche qui è opportuno toglierli). Non sono presenti i gocciolatoi sopra i vetri delle cabine, coerentemente con l’aspetto della macchina vera nei primi anni ’80.

E646 136, art. HR2325 – foto da littorina.it

 

Nel 2013, in esclusiva per l’Hornby Club, viene prodotta la E646 158 del deposito di Milano Smistamento in livrea verde magnolia-grigio nebbia con “baffo” frontale” (art. HRS2449), attrezzata per treni navetta ed ambientata in epoca attuale dato che in tali condizioni è preservata come rotabile storico: ad essere precisi la macchina è riprodotta nell’aspetto che aveva nel 2004, all’atto dell’applicazione della colorazione verde-grigio con “baffo” frontale e prima dell’installazione dell’impianto di climatizzazione delle cabine, che ha comportato l’introduzione di una griglia supplementare sulla fiancata lato corridoio della semicassa posteriore, in tale veste può essere abbinata a carrozze a piano ribassato, a 2 piani o MDVC-MDVE in livrea XMPR dato che in quegli anni era ancora impiegata in servizio regolare. Chiudendo un occhio sulle iscrizioni relative alle date di revisione, il modello puotrebbe essere ambientato anche in epoca precedente, intorno al 1980, anche se all’epoca la macchina vera era dotata di gocciolatoi sopra i vetri delle cabine, gocciolatoi reintrodotti in occasione della revisione generale del 2008.

E646 158, art. HRS2449 – foto da ebay

 

Sempre nel 2013 viene messa in vendita una confezione (art. HR2425) comprendente la E646 133 del deposito di Mestre in livrea beige-arancio-viola con tetto grigio antracite, ambientata nella prima metà degli anni ’80, e la E656 246, di cui abbiamo già parlato in altra sede.

E646 133 ed E656 246, art. HR2425 – foto da ebay

 

L’anno successivo viene prodotta la E646 138 del deposito di Napoli Smistamento in livrea verde magnolia-grigio nebbia con modanature e con carrelli castani, ambientata negli anni ’70, sulla quale si riscontra qualche ulteriore affinamento: è infatti dotata dei nuovi ganci realistici in metallo, realmente snodati, e in una cabina vengono collocati i figurini dei macchinisti. Le targhe tuttavia, da qui in poi, tornano a essere tampografate anzichè in metallo. Viene venduta singolarmente (art. HRS2591) e in confezione con la E645 080 (art. HR2431).

E646 138, art. HRS2591/HR2431 – foto da ebay

 

Ultimo atto, almeno per ora, nel 2018 viene consegnata la E646 137 del deposito di Firenze (art. HR2731) in livrea XMPR con loghi FS-Trenitalia e respingenti con piatti rettangolari che, a quanto abbiamo potuto ricostruire, sono stati montati al vero nei primi anni 2000 e rimasti in opera fino al 2006 circa (successivamente sono stati rimessi i tradizionali respingenti con piatto circolare, con i quali la macchina ha concluso il servizio nel 2009). Su questo modello è da lamentare come, dopo 20 anni, non si sia ancora deciso di attuare una riproduzione soddisfacente dei vetri frontali “Triplex”, che hanno ancora i trasparenti con i telaietti di sbrinamento, per qualche misterioso motivo poi sopra di essi è presente una vistosa ed antiestetica linea di giunzione degli stampi.

E646 137, art. HR2731 – foto da ebay

 

A margine di tutto questo ricordiamo anche la E646 081 del deposito di Mestre in livrea verde magnolia-grigio nebbia e griglie di aerazione sperimentali sulle fiancate, ambientabile nella seconda metà degli anni ’70, con casse in ottone realizzate dalla casa artigianale UTE.CA MFAL: inizialmente era stata prevista da Hornby-Rivarossi nella serie “Brass” (art. HRS2448B), che avrebbe dovuto comprendere modelli con casse in ottone di fattura artigianale su meccanica standard industriale ma, dopo l’abbandono del progetto, UTE.CA MFAL l’ha prodotta e commercializzata in proprio nel 2017, rilevando da Hornby le parti meccaniche e apportandovi anche qualche miglioria.

E646 081, art. HRS2448B – foto da tecnomodel-treni.it

E646 Rivarossi – parte I