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Elettromotrici FS ALe 540 e ALe 660 GT Modelli

I modelli di cui si parla questa volta, che oggi appaiono certamente superati e con soluzioni tecniche ed estetiche quantomeno discutibili, vanno visti con gli occhi del fermodellista di fine anni ’80: a quell’epoca infatti le grandi marche che realizzavano materiale FS in scala H0 (1:87), principalmente Lima, Rivarossi e Roco, non avevano in catalogo automotrici ed elettromotrici, salvo qualche rara eccezione (ALe 601, ALn 663 e 668 Lima, ALn 556 Rivarossi), e proprio in questa nicchia di mercato si erano andati a collocare diversi produttori artigianali tra cui la GT Modelli di Roma, che aveva (e ha tuttora) in catalogo riproduzioni di materiale leggero FS realizzate con casse in termoplastica stampata (come i grandi produttori) e non con materiali tipici delle produzioni artigianali come resina o metallo. La mancanza di modelli di automotrici ed elettromotrici FS prodotti industrialmente è una lacuna che si sarebbe protratta per molti anni ancora e ha iniziato ad essere colmata solo nell’ultimo decennio, sebbene siano ancora diversi i Gruppi non ancora riprodotti.

Analizzando più da vicino le elettromotrici GT, si può dire che siano caratterizzate da forti contraddizioni in quanto presentano alcune punte di eccellenza abbinate però a semplificazioni o difetti veri e propri. Tutti i modelli prodotti nel corso degli anni sono ambientati in epoca IV-V. Le prime versioni, consegnate nel 1988-89, riproducono le ALe 660 e ALe 540 di prima serie (001-007).

ALe 540 004 e rimorchio Le 600 002 (art. 2095)
ALe 540 004 e rimorchio Le 600 002 (art. 2095)

La cassa, dalla notevole lunghezza anche al vero (27,4 m), è riprodotta abbastanza bene, con la caratteristica bombatura dei frontali. Sul tetto sono collocati anche i due pantografi tipo 42 con strisciante curvo, sempre prodotti da GT, di aspetto non del tutto convincente soprattutto nella zona del basamento, e i cavi AT realizzati in filo metallico, molto fini, e con i caratteristici scaricatori “a corna”.
Ottimi i vetri laterali a filo cassa, quelli dell’ambiente viaggiatori dotati dei tipici deflettori (forniti come particolari aggiuntivi da montare), i vetri frontali della cabina invece lasciano qualche perplessità, mancano inoltre i tergicristalli. Non male le porte di salita a libretto, realizzate a parte e applicate a pressione nei relativi vani, sebbene gli scalini siano più alti del dovuto per non interferire con la rotazione dei carrelli.

Frontale dell'ALe 540 004 di 1ª serie (art. 2095)
Frontale dell’ALe 540 004 di 1ª serie (art. 2095)

Le carenature inferiori, seppure abbastanza fedeli nella forma, hanno l’incisione di griglie e sportelli decisamente scarsa, quando non del tutto assente, e anche l’incisione dei carrelli non è esaltante.
L’accoppiamento tra cassa e telaio non è precisissimo e rimangono in vista fessure tra le parti, piuttosto fastidiose, la cui ampiezza è variabile da modello a modello.

ALe 540 004 di 1ª serie (art. 2095), vista laterale
ALe 540 004 di 1ª serie (art. 2095), vista laterale
ALe 660 010 (art. 2091), vista laterale (foto da ebay)
ALe 660 010 (art. 2091), vista laterale (foto da ebay)

L’arredamento interno sulle prime versioni non è presente e i finestrini lasciano vedere la meccanica. L’interno non è illuminato, mentre i fanali frontali si illuminano di bianco o di rosso a seconda del senso di marcia tramite grosse lampadine del tipo usato per l’albero di Natale, soluzione già obsoleta negli anni ’80 (erano infatti disponibili microlampade) e che oggi, in epoca di circuiti integrati e LED SMD, fa sorridere. La verniciatura, nei classici colori FS castano e isabella, con fascia rossa inferiore, è abbastanza buona, con tonalità dei colori convincenti. Le targhe dei costruttori, in metallo fotoinciso, sono fornite da applicare a cura dell’acquirente, così come i respingenti.

Il vero e più grave difetto di questi modelli, purtroppo condiviso da tutta la vecchia produzione GT, sta nella parte meccanica. Il motore, gia di per sè di scarsa qualità e piuttosto rumoroso, è montato al centro del telaio (all’interno del quale è collocata una zavorra metallica) e trasmette il moto ad un carrello tramite un albero che presenta una testata con un giunto cardanico ad un estremo (lato motore) e un giunto elastico (tubetto di gomma) all’altro estremo, che aziona un alberino su cui sono calettate due viti senza fine che a loro volta muovono una serie di ingranaggi, una per ciascun asse del carrello, sul quale non sono presenti ruote dotate di cerchiature di aderenza in gomma.
Il funzionamento, quando tutto va bene, è rumoroso, ruvido e piuttosto incerto, con forti attriti in curva che causano un sensibile rallentamento. Il giunto in gomma, sottoposto con l’utilizzo a continui sforzi di torsione e flessione, alla lunga cede e si spezza, mentre gli ingranaggi e le viti senza fine tendono a usurarsi in modo anomalo (per scongiurare questo fenomeno è indispensabile una regolare lubrificazione). Insomma, non è certo un rotabile adatto ad un uso intenso sul plastico, a meno di non mettervi mano sostituendo in toto motore e trasmissione.

Intorno al 1990 GT propone anche le ALe 540 di seconda serie (008-022), il cui stampo è stato ottenuto a partire da quello dell’ALe 660 e ALe 540 di prima serie con varie modifiche che però non hanno riguardato tutte le differenze riscontrabili al vero tra le due serie: vari particolari infatti non corrispondono all’ALe 540 di seconda serie, ad esempio l’andamento dei cavi AT sul tetto. Altri retaggi dell’ALe 660 sono evidenti nella finestratura: i vetri del comparto posto tra la cabina A e l’adiacente vestibolo dovrebbero essere più grandi e squadrati, mentre in corrispondenza del 4° finestrino dell’ambiente viaggiatori, su entrambi i lati, manca la riproduzione dell’aeratore collocato sopra di esso (sulle ALe 660 e 540 di prima serie qui da un lato erano situati i WC, dall’altro il finestrino su alcune era accecato).

ALe 540 016 di 2ª serie, art. 2092 (con pantografi non originali), al traino di due rimorchi
ALe 540 016 di 2ª serie, art. 2092 (con pantografi non originali), al traino di due rimorchi

L’ALe 540 di seconda serie è prodotta anche nella particolare versione attrezzata per prove del telefono terra-treno (ALe 540 021, trasformata nel 1979), in entrambe le livree rivestite al vero: rosso-giallo prima e verde-grigio poi.

ALe 540 021 in livrea rosso-giallo (art. 2093) – foto da pagina Facebook "GT Modelli"
ALe 540 021 in livrea rosso-giallo (art. 2093) – foto da pagina Facebook “GT Modelli”
ALe 540 021 in livrea verde-grigio (art. 2094) – foto da ebay
ALe 540 021 in livrea verde-grigio (art. 2094) – foto da ebay

Nel corso del tempo GT apporta varie migliorie alle nuove versioni prodotte, ad esempio la riproduzione dell’arredamento interno (sebbene molto semplificata) o qualche ritocco alla meccanica, anche se il funzionamento non ne ha tratto grossi benefici.

Tra gli anni ’90 e i primi 2000 vengono realizzate anche varie tipologie di rimorchi da accoppiare alle elettromotrici: Le 600, Le 800, Le 540 e Le 760 di prima serie (001-010). Gli stampi sono derivati da quelli delle motrici. I rimorchi sono venduti sia separatamente sia in confezione con un’elettromotrice.

Rimorchio Le 600 003, art. 2180 (foto da ebay)
Rimorchio Le 600 003, art. 2180 (foto da ebay)
Rimorchi Le 760 002 e Le 540 001, art. 2186
Rimorchi Le 760 002 e Le 540 001, art. 2186

Le ALe 540 di terza serie (023-030), e relativi rimorchi Le 760 di seconda serie (011-020), invece non sono mai state prese in considerazione da GT, sicuramente a causa delle grosse differenze nei frontali rispetto alle unità delle serie precedenti, cosa che avrebbe richiesto impegnative modifiche agli stampi.

In conclusione, questi modelli vanno visti come “figli” dell’epoca in cui sono stati realizzati e inquadrati in quel contesto storico (fermodellisticamente parlando). Oggi, con l’imminente uscita del nuovo modello Os.kar, con caratteristiche allineate agli standard attuali, il loro interesse può essere essenzialmente collezionistico. Di tanto in tanto GT ristampa nuove edizioni (finora solo ALe 540 di prima serie, ALe 660 e rimorchi vari), con finitura migliorata. I vecchi modelli sono ancora reperibili alle borse scambio e ai mercatini, sebbene in genere a prezzi non molto popolari in quanto la fattura semiartigianale e la tiratura abbastanza limitata spesso favoriscono veri e propri fenomeni di speculazione: è una piaga che ha ormai contaminato il settore fermodellistico e non solo.

Un elenco dettagliato di tutte le versioni di ALe 540, ALe 660 e rimorchi prodotte da GT Modelli si trova qui.