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Elettrotreno ETR 220 – LE Models

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All’inizio del 2016 il nuovo marchio LE Models ha debuttato con il suo primo modello in scala H0 (1:87): il celebre elettrotreno FS ETR 220. Si tratta di una riproduzione non proprio inedita, infatti questo treno era stato realizzato da Lima nel 1990 (e riproposto negli anni successivi), tuttavia le versioni scelte da LE Models erano finora inedite: se Lima aveva proposto gli elettrotreni nella configurazione definitiva assunta dopo le modifiche degli anni ’80, con la carrozza 3 adibita al servizio viaggiatori, quelli LE Models sono ambientabili nel periodo immediatamente precedente (epoca IV), dove la carrozza 3 era ancora destinata a cucina e bagagliaio, con saracinesche laterali.

Le prime due versioni presentate sono l’ETR 221 (art. LE15220) e l’ETR 226 (art. LE15221), che si distinguono per alcuni piccoli dettagli che li ambientano in anni leggermente diversi: l’ETR 221 infatti si colloca intorno alla metà degli anni ’80 mentre l’ETR 226 nel periodo a cavallo tra la metà degli anni ’70 e i primi ’80 (i due treni hanno subito l’ultima trasformazione, con modifica della terza carrozza, rispettivamente nel 1988 e 1987). La confezione comprende tutte le 4 carrozze di cui si compone il treno, di cui una motorizzata. Sono inoltre fornite le tabelle di coda a strisce oblique bianche e rosse (montate di serie sulla carrozza 4) e i cartelli di percorrenza, diversi per i due treni: per l’ETR221 quelli del rapido “Genova Sprint” Roma-Genova, per l’ETR 226 quelli del “Rialto” Genova-Milano-Venezia/Milano-Trieste.

La qualità della riproduzione è decisamente buona: le casse sono in plastica e ripropongono in maniera fedele le forme del treno vero, con i tipici musi frontali. Numerosi i dettagli riportati sia all’esterno sia all’interno, con una meticolosa riproduzione degli arredi, che purtroppo non si apprezza molto dall’esterno date le piccole dimensioni dei finestrini e l’assenza dell’illuminazione interna “di serie” (e a questo punto è lecito domandarsi se valga la pena investire così tanto sugli interni, se poi non si vedono…). Degni di nota anche i vetri frontali delle cabine, realizzati in plastica trasparente con una tonalità violacea che riproduce quella dei vetri Triplex montati al vero.

Molto precisa la giunzione tra la parte superiore della cassa e quella inferiore, che non lascia fessure evidenti e viene ulteriormente mascherata dallo stacco tra le fasce di colore: bisognerà vedere se con il tempo le fessure tenderanno ad allargarsi, come successo su modelli di altre case. Inoltre c’è da segnalare che le due parti non hanno lunghezza esattamente uguale, pertanto in corrispondenza delle estremità è possibile notare un piccolo “scalino”, più o meno evidente da modello a modello. Le carrozze si aprono con molta difficoltà, dato che la chiusura avviene tramite incastri che funzionano in modo unidirezionale: sarebbe stato senz’altro meglio utilizzare delle viti, tuttavia questa pratica da anni è stata pressoché abbandonata da quasi tutti i produttori industriali, con l’unico scopo del risparmio sui costi di produzione (che però, su modelli, come questo, di produzione cinese e venduto a prezzi “europei”, dovrebbe essere irrisorio): la cosa può scoraggiare chi volesse elaborare il modello, ad esempio con l’installazione dell’illuminazione interna o il posizionamento di omini nei vari ambienti.

Le carenature laterali riproducono adeguatamente la successione di griglie e sportelli, tuttavia si è voluto un po’ “strafare” realizzando alcuni ventilatori dietro griglie traforate in metallo fotoinciso, che risultano un po’ troppo staccate dal resto delle carenature, con evidenti fessure ai bordi (e anche qui ritorna la domanda di prima: ne vale davvero la pena?). Le carenature frontali della carrozze di testa sono apribili come al vero, per accoppiare due ETR tra loro.

La verniciatura, nella tipica livrea verde magnolia-grigio nebbia, è ben eseguita, con tonalità dei colori sostanzialmente fedeli al reale. Belli i loghi FS frontali, in rilievo (al vero erano in metallo) e verniciati con precisione. Fini i pantografi “tipo 52” (con strisciante curvo), che di conseguenza sono piuttosto delicati, tanto che è sconsigliabile utilizzarli, a meno di non avere una linea aerea posata in modo più che perfetto e priva di irregolarità.

La motorizzazione, che utilizza un canonico motore a 5 poli collocato molto opportunamente nella carrozza 3 (quella con bagagliaio e cucina) e quindi invisibile dall’esterno, agisce su un solo carrello della suddetta carrozza: ciò potrebbe portare a qualche irregolarità nel funzionamento su tracciati acclivi dato che la forza di trazione non è uguale nei due sensi di marcia, inoltre il carrello motorizzato, le cui ruote sono tutte dotate di anelli di aderenza, tende a sviare quando deve sviluppare coppie più elevate. Il treno non può circolare su curve dal raggio eccessivamente ristretto (il costruttore dichiara un raggio minimo di 44 cm). Da prove “su pista” sembra che il convoglio circoli meglio con la carrozza 4 in coda, proprio quella su cui, come già detto, è montata di serie la tabella di coda.

L’impianto elettrico, che comprende l’ormai irrinunciabile presa per il decoder per il funzionamento in digitale (fortunatamente accessibile dall’esterno tramite uno sportellino nel sottocassa) è distribuito su tutte e 4 le carrozze, con spinotti di connessione sulle testate, cosa che complica le operazioni di composizione e scomposizione del treno.

Il modello, come già detto, è di produzione cinese, ma il prezzo è piuttosto elevato (329 euro), sebbene inferiore, ad esempio, a quello dell’ETR 401 Rivarossi. Come ormai consuetudine di quasi tutti i produttori, la tiratura è limitata (700 pezzi per articolo). In omaggio vengono anche fornite schede storico/tecniche, predisposte per essere inserite in un normale raccoglitore ad anelli. Chi proprio volesse quello personalizzato LE Models può acquistarlo al modico prezzo di 14,90 euro più 6 di spedizione, ossia circa il quadruplo del normale prezzo di vendita di un oggetto del genere…

Ad aprile 2016 è stata messa in produzione un nuova versione, l’ETR 231 (art. 15230, sempre in serie limitata) con impianto di condizionamento Stone, caratterizzato dalle “gobbe” sul tetto tra le prime due carrozze. Ambientabile anch’esso nei primi anni ’80, ha caratteristiche del tutto analoghe ai precedenti ETR 221 e 226, a parte il prezzo, che qui è ancora più elevato (345 euro).

Il filone degli ETR 220 è comunque molto ricco, quindi è certo che in futuro si vedranno ulteriori nuove versioni.

Per ulteriori dettagli si rimanda al sito LE Models e al canale youtube.

Infine un video in cui è possibile vedere i nuovi ETR 220 in azione su un plastico.