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ETR 225 e 234 – LE Models

Sfruttando la base del modello dell’ETR220 in scala H0 (1:87), di cui abbiamo parlato a suo tempo, LE Models ha recentemente realizzato due nuove versioni di questo elettrotreno, ovviamente in edizione limitata, come del resto tutto quanto sinora prodotto da questa casa. La parte meccanica e le caratteristiche generali sono del tutto analoghe a quelle degli ETR 220 di precedente produzione, gli stampi sono stati opportunamente modificati per riprodurre al meglio i prototipi reali, si tratta per lo più di variazioni di dettaglio e non certo di grossi stravolgimenti della fisionomia del treno. Da segnalare l’introduzione dell’illuminazione interna di serie e delle nuove interfacce DCC Plux 22 in luogo di quelle a 21 pin utilizzate in passato, ulteriori dettagli e caratteristiche tecniche sono disponibili sul sito LE Models.

A settembre 2018 è stato consegnato l’ETR 225 (art. 15232, proposto anche con decoder e sonorizzazione, art. 15232DS) nello stato dei primissimi anni ‘70, quando era stato già trasformato in ETR 220 P AV, ovvero “potenziato” con l’adozione di nuovi motori e carrelli e rapporto di trasmissione “alta velocità” da 180 km/h (trasformazione completata nell’estate del 1970), ma le cabine di guida non avevano ancora ricevuto il vetro frontale unico corazzato e i finestrini laterali anch’essi corazzati, modifica introdotta su tutto il gruppo a partire dal 1972, le testate si presentano quindi ancora nella conformazione d’origine, analoga a quella delle elettromotrici FS di “prima generazione”, con i due finestrini frontali, e arricchite dal fregio FS metallico, applicato per la prima volta proprio sugli ETR 220 P AV e poi esteso ai rimanenti.
Si tratta dunque di una versione sinora del tutto inedita almeno a livello di produzioni industriali, infatti sia gli ETR 220 realizzati in precedenza da LE Models sia quelli prodotti negli anni ‘80/’90 da Lima si presentavano tutti con vetro frontale unico. Sulle testate spiccano i vetri d’origine, corretti nella forma e nelle dimensioni, e quelli frontali presentano la riproduzione degli sbrinatori, stampati direttamente nella plastica trasparente ma che, a un esame ravvicinato, non appaiono finissimi (sulle E424 Lima ed E646 Rivarossi degli anni ’90, ad esempio, tali dettagli si presentano meglio realizzati).
Come i predecessori, anche questo convoglio è dotato di cartelli di percorrenza, relativi questa volta al rapido “Freccia del Vesuvio” Milano Centrale-Napoli Mergellina, uno dei servizi più prestigiosi svolti all’epoca da questi elettrotreni, e al percorso Milano Centrale-Roma Termini.

ETR 225, art. 15232 – foto da lemodels.it

 

Il secondo elettrotreno, consegnato a fine novembre 2018, è l’ETR 234 (art. 15231, disponibile anche con decoder e sonorizzazione, art. 15231DS), ambientabile negli anni ’70-’80, già dotato di vetri frontali unici ma prima dell’ultima trasformazione, eseguita nel 1988, che avrebbe comportato la modifica della carrozza 3 e l’introduzione dei posti di seconda classe. É caratterizzato dalle “gobbe” dell’impianto di climatizzazione Stone a cavallo tra la prima e la seconda carrozza, peraltro già viste sull’ETR 231 prodotto nel 2016 e rispetto al quale presenta qualche piccola variazione di dettaglio, la più evidente delle quali è l’introduzione, sulla quarta carrozza, dei supporti previsti per l’installazione dei pantografi per la captazione da linea aerea bifilare, infatti questo treno, insieme agli ETR 223, 227 e 229, avrebbe dovuto ricevere pantografi e apparecchiature di conversione per poter circolare sulle linee alimentate in corrente alternata trifase (in maniera analoga ai rimorchi Lebc 840), modifica poi non attuata.
I cartelli di percorrenza forniti con questo elettrotreno sono relativi alle tratte Milano Centrale-Merano (“Freccia Atesina”) e Venezia S. Lucia-Firenze S. M. N.

ETR 234, art. 15231 – foto da lemodels.it

 

Oltre agli stampi è stato ovviamente modificato anche il prezzo, e chiaramente verso l’alto: se gli ETR 221 e 226 prodotti nel 2016 costavano 329 euro, subito schizzati a 345 con il successivo ETR 231, per questi ETR 225 e 234 sono richiesti ben 439 euro, che salgono a 539 per quelli con decoder. Facendo due conti spiccioli, in base ai coefficienti di rivalutazione ISTAT 329 euro del 2016 corrispondono a circa 337 euro odierni (+2,4%), mentre il prezzo degli elettrotreni (prodotti in Cina, lo ricordiamo) dal 2016 a oggi ha avuto un incremento del 30%, non ci risulta però che i nostri stipendi siano cresciuti altrettanto…