ETR 425 “Jazz” – Vitrains

Alla fine del 2015 ViTrains consegna il modello in scala H0 del nuovo elettrotreno Alstom della famiglia Coradia Meridian per servizi regionali (evoluzione del “Minuetto”), denominato “Jazz” in ambito Trenitalia, al vero realizzato in versione a 4 casse (ETR 324), a 5 casse (ETR 425) e a 6 casse (ETR 526), quest’ultima non costruita per Trenitalia ma solo per Trentino Trasporti e per Trenord, che possiede anche diversi ETR 425 (alcuni dei quali appunto trasformati in ETR 526 mediante l’aggiunta di una cassa) oltre a quella che potrebbe essere definita la preserie, ossia gli ETR 245 CSA (Convoglio Servizio Aeroportuale) dedicati ai collegamenti tra Milano e l’aeroporto di Malpensa.

La forma di commercializzazione scelta da ViTrains è decisamente farraginosa e sembrerebbe quasi ideata per far desistere dall’acquisto: viene infatti proposto un convoglio a 4 casse, ma marcato ETR 425 (treno 005, art. 1065 e 1765 DCC Sound), nella confezione sono però accluse le decals per riclassificarlo ETR 324.

ETR 425 005, art. 1065 – foto da ebay

Chi invece volesse il treno da 5 pezzi deve acquistare una cassa intermedia supplementare (art. 1065/1).

La cassa aggiuntiva per l’ETR 425 005, art. 1065/1 – foto da model-center.net

In questo modo si scontentano tutti: chi vuole l’ETR 324 deve comunque mettere le mani sul modello per modificare le marcature (operazione non impossibile ma non tutti amano “pasticciare” i propri rotabili) mentre chi desidera l’ETR 425 deve mettere mano al portafoglio per procurarsi il “carrozzino” aggiuntivo a una cifra non indolore (ne parliamo più avanti).

ETR 425 026 Trenord, art. 1084

Nel 2015 viene prodotto l’ETR 425 026 Trenord, venduto sempre con la stessa astrusa formula: una confezione da 4 elementi (art. 1084, 1784 DCC Sound) più l’elemento aggiuntivo a parte (art. 1084/1), con l’aggravante che, non possedendo l’impresa ferroviaria lombarda alcun ETR 324, il “carrozzino” deve essere necessariamente acquistato.

La cassa aggiuntiva per l’ETR 425 026, art. 1084/1 – foto da tecnomodel.it

Il convoglio è, come al vero, derivato dal “Minuetto”, del quale ricalca le caratteristiche costruttive e l’architettura. Ovviamente sono stati predisposti nuovi stampi in quanto i due elettrotreni, pur essendo simili nell’aspetto, presentano non poche diversità.

Le casse non sono più in plastica trasparente verniciata, come avveniva sul “Minuetto”, di conseguenza i vetri sono riportati, a filo cassa e con un realistico effetto fumé. Inoltre sono stampate in blocco unico e non con la parte inferiore separata da quella superiore, ciò elimina alla radice le antiestetiche fessure e permette uno smontaggio meno disagevole (il fissaggio al telaio avviene, ovviamente, tramite i poco amati incastri unidirezionali).

Molti sono i dettagli riportati, per la maggior parte da applicare a cura dell’acquirente come tipico di ViTrains (negli ambienti fermodellistici infatti si dice che i modelli di questa casa, più che prodotti finiti, siano scatole di montaggio) e alcuni necessitano di qualche ritocco di colore per un maggiore realismo. Purtroppo dobbiamo rilevare che spesso sulle dotazioni di aggiuntivi i vari produttori hanno il “braccino corto”, cioè i particolari sono sì tanti ma in molti casi forniti in numero contato, quindi se qualcuno si perde o si rompe (eventualità tutt’altro che remota)… addio mia bella addio. Anche il “Jazz” non fa eccezione e sono diversi gli aggiuntivi presenti nella quantità strettamente indispensabile. Pare che la vecchia Lima giustificasse tale scelta perché si voleva evitare che i modellisti potessero utilizzare i particolari in sovrannumero per rifinire altri modelli (non sia mai!), ci auguriamo vivamente che questo assurdo modo di ragionare ce lo si sia ormai lasciato alle spalle…

La testata dell’ETR 425 005, art. 1065 – foto da littorina.it

Sul tetto spiccano i numerosi cassoni al vero ospitanti le varie apparecchiature e i pantografi, un po’ più raffinati rispetto a quelli visti sulle prime edizioni del “Minuetto” e poi adottati anche su questo. La riproduzione dei cavi che “saltano” da una cassa all’altra è in pezzo unico e ciò va bene solamente per modelli destinati a esposizione statica o a circolare su plastici con curve di raggio tendente all’infinito (ossia solo in rettilineo), chi invece volesse far girare il treno sui consueti raggi modellistici (comunque non inferiori a 38-40 cm) dovrà o rinunciare a questi particolari oppure montarli dopo averli tagliati a metà: a questo proposito, perché non inserire nella confezione, insieme alle miriadi di aggiuntivi, i cavi sia in versione integrale sia “affettata” in modo che ciascuno possa scegliere quali utilizzare in base alle proprie preferenze?

Dettaglio del tetto dell’ETR 425 026 Trenord, art. 1084 – foto da laborsadeltreno.com

Gli interni sono riprodotti e, accogliendo in parte le critiche mosse al “Minuetto”, per la meccanica si è studiata una disposizione meno invasiva e che comporta “solamente” l’accecamento dei tre finestrini compresi tra la cabina di guida e il vestibolo dell’unità di testa (sul predecessore invece il primo elemento era completamente cieco); non sarebbe stata però una cattiva idea la riproduzione delle tendine in posizione chiusa o semichiusa, che avrebbe anche permesso di mascherare alcuni cavetti visibili attraverso i finestrini in prossimità delle articolazioni.
La disposizione dei sedili ricalca quella riscontrabile al vero sugli ETR 425 Trenitalia, invece quelli Trenord e gli ETR 324 presentano alcune differenze.

I carrelli, in plastica nera non verniciata, e le ruote, dalla nichelatura alquanto lucida, necessitano di qualche ritocco di colore e di un minimo di sporcatura per essere resi più realistici.

La meccanica ricalca quella del “Minuetto”, con il motore a 5 poli ospitato sull’elemento di testa che, tramite albero con snodi cardanici, vite senza fine e ingranaggi, aziona i due assi anteriori, con due ruote dotate di cerchiatura di aderenza. La forza di trazione è buona grazie anche al peso del telaio metallico che, come detto prima, è stato rivisitato per evitare l’accecamento dei finestrini dell’intera vettura.

Dettaglio della fiancata dell’ETR 425 005, art. 1065 – foto da littorina.it

L’impianto elettrico, come consuetudine per modelli di questo genere, è piuttosto complesso: rispetto al “Minuetto” sono state ridotte le lamelle di presa di corrente, che ora avviene solo dai due carrelli dell’unità motorizzata e da quello di coda, a tutto vantaggio della scorrevolezza, ogni vettura è poi dotata di illuminazione interna, tramite i soliti microLED (utilizzati anche per i fanali di testa e di coda), e una “linea treno” connette i vari elementi attraverso spinotti multipolari piuttosto scomodi da agganciare e sganciare, oltre che delicati: come in casi analoghi, è consigliabile ridurre allo stretto indispensabile le operazioni di composizione e scomposizione, una volta messo il treno sul plastico è meglio lasciarlo lì.
Non manca la presa per il decoder, secondo lo standard Plux22, ubicata sull’unità di testa ma inaccessibile dall’esterno senza smontare il modello.

La coloritura è eseguita in maniera adeguata, le tonalità sono sostanzialmente conformi al vero così come i vari loghi e scritte di servizio. Sulla versione Trenitalia il colore argento appare un po’ “granuloso”, probabilmente ciò è legato al tipo di vernice utilizzata, inoltre il verde delle porte è forse un po’ più chiaro del dovuto.

Il prezzo di questo modello già nel 2015 è decisamente elevato: la confezione con 4 elementi infatti è in vendita a ben 440 euro (corrispondenti, secondo le rivalutazioni ISTAT, a circa 525 euro attuali) e il “carrozzino” aggiuntivo è tanto piccolo quanto costoso, arrivando a 93,50 euro (pari a circa 112 euro attuali).
Molto probabilmente il successo di vendite non è stato particolarmente eclatante, sicuramente non hanno aiutato né il prezzo né la contorta formula di commercializzazione, infatti per quasi un decennio non sono state più proposte ulteriori nuove edizioni. Solo nel 2022 sono stati annunciati un nuovo complesso Trenord e le versioni aeroportuali lombarde in due diverse varianti, una definita “ETR 245” e un’altra “EA 721” (sembra però sia sfuggito che si tratti dello stesso treno, dato che la classificazione “EA 721” fa riferimento all’elemento di testa, quella “ETR245” all’intero complesso), ma di fatto ad oggi non si è visto nulla di tutto ciò. Nel catalogo novità 2024 sono state cambiate le carte in tavola, infatti è sparito l’ETR 425 Trenord ed è stato programmato solamente l’ETR 245 “Malpensa Express” (nella colorazione d’origine), previsto in consegna nel “2° semestre 2024” e commercializzato con formula “3+2”, ossia suddiviso su due confezioni contenenti la prima tre elementi e la seconda due. Non pretendiamo di insegnare il mestiere a nessuno, ma una scelta del genere ci sembra poco sensata dato che si tratta al vero di treni a composizione fissa da 5 pezzi e quindi o volere o volare è comunque necessario acquistare tutti gli elementi; probabilmente ciò è stato fatto per ragioni di carattere economico, nel senso che si vuole permettere all’acquirente di poter diluire la spesa (se per una “banale” locomotiva a 4 assi come la E620 ci vogliono più di 300 euro, a occhio per un elettrotreno da 5 pezzi ne verranno richiesti almeno il doppio, e non parliamo delle versioni DCC Sound…). Siamo sicuri che tutto ciò possa realmente invogliare all’acquisto? A nostro avviso no, anzi crea solamente inutili complicazioni sia per l’acquirente sia per i rivenditori, mentre sarebbe molto meglio realizzare una confezione unica contenente tutti e 5 i pezzi, il cui prezzo potrebbe essere leggermente più basso rispetto alla somma dei prezzi delle due confezioni (si dimezzerebbero, o quasi, i costi di imballaggio, di trasporto ecc.).

Il tema poi potrebbe essere ulteriormente sviluppato: oltre alla possibilità di approntare nuove numerazioni di versioni già prodotte, così da poter formare composizioni multiple (gli ETR 425 Trenord e i CSA ETR 245 viaggiano spesso in doppia), si potrebbe fare un pensiero agli ETR 425 Trenitalia in configurazione aeroportuale in livrea tricolore, impiegati nei collegamenti tra Roma Termini e Fiumicino Aeroporto e tra Palermo e Punta Raisi, ai convogli di TFT circolanti in Toscana (2 complessi ceduti nel 2017 da Trenitalia in cambio di un convoglio di carrozze Vivalto con locomotiva E464 880 e un terzo acquisito nel 2020) e ai CSA ETR 245 nella nuova colorazione introdotta nel 2022.

ETR 425 056 TFT (Firenze 13/9/2018)
ETR 245 EA 721-01 Trenord (Milano Porta Garibaldi 27/4/2023)

Volendo strafare, infine, si potrebbero prendere in considerazione anche gli ETR 526 a 6 casse, declinabili sia nei colori di Trenord sia in quelli di Trentino Trasporti.

ETR 526 007 Trenord (Monza 7/12/2016)

Dentro le mura di Valest Elor