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Le neglette UIC-X tipo 1997R MD

Come abbiamo detto più volte, ormai il grosso del parco rotabili FS, per quel che riguarda la scala H0 (1:87), è stato riprodotto industrialmente, tuttavia alcuni rotabili continuano inspiegabilmente a non essere presi in considerazione dai vari produttori e non si tratta, come ci si potrebbe aspettare, di esemplari unici o gruppi di poche unità che magari hanno circolato per poco tempo (al contrario, tali mezzi spesso sono molto gettonati dai produttori), ma di mezzi diffusi e rimasti in servizio per decenni. Abbiamo parlato in varie occasioni di casi del genere, questa volta vogliamo focalizzare la nostra attenzione sulle carrozze UIC-X “tipo 1997R MD”: ricordiamo che verso la metà degli anni ’90 le FS avevano varato un piano di ristrutturazione per un certo numero di carrozze tipo X, ormai in esubero per i compiti per cui erano state originariamente concepite in quanto surclassate da materiale più moderno. Il progetto contemplava il rifacimento totale degli interni, con allestimento in parte a scompartimenti e in parte a salone, l’installazione dell’impianto di climatizzazione, la sostituzione di porte e finestrini con altri simili a quelli delle carrozze tipo Z e altre modifiche minori. Previsto anche l’attrezzaggio con condotta a 78 poli per l’utilizzo in composizione a treni reversibili, a tal proposito infatti, oltre a unità intermedie di prima e di seconda classe, un certo numero di carrozze sarebbe stato trasformato in pilota, con modifiche ancora più pesanti comprendenti l’applicazione della cabina di guida su una testata, di foggia simile a quella delle E444R, e il taglio del telaio per l’inserimento di una sezione ribassata per agevolare l’accesso ai disabili.

UIC-X pilota a Torino P.N. il 27/11/2019

Le carrozze così trasformate erano destinate principalmente a servizi su media distanza (Diretti e Interregionali, poi Regionali Veloci), anche se sono state spesso dirottate su servizi Regionali: dopo il debutto in Sicilia delle prime intermedie di seconda classe (le prime classi e le pilota sarebbero arrivate più tardi) si sono diffuse un po’ in tutta Italia, in composizioni omogenee o promiscue con carrozze di altro tipo (solitamente MDVC-MDVE o piano ribassato), abbinate non solo alle nuove E464 che entravano in servizio in quegli anni ma anche a locomotive di altri gruppi quali E632/633, E646 ed E656. Un tipico impiego che le ha viste protagoniste per oltre un decennio tra il 2000 e il 2011 è stato il servizio “Leonardo Express” tra Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino, con livrea dedicata applicata nel 2005 (e cambiata nel 2010). Attualmente sono in corso di accantonamento ma diverse unità, per lo più pilota, circolano ancora in varie regioni.

Carrozza in livrea Leonardo Express (seconda versione) a Roma Termini il 23/1/2010

Nonostante la loro diffusione e nonostante la loro ultraventennale carriera nessun produttore industriale, almeno fino ad oggi, ha mai preso in considerazione queste carrozze, delle quali esistono solamente riproduzioni di carattere artigianale, tra le quali ricordiamo quelle operate da Safer una ventina di anni fa (solo intermedie). La cosa appare inspiegabile, tanto più che queste carrozze potrebbero essere proposte, oltre che nella livrea XMPR standard, anche nelle due colorazioni “Leonardo Express” succedutesi nel tempo e in alcune rivestite da varie unità per servizi particolari (ricordiamo ad esempio il “Gentile da Fabriano” sulla Roma-Ancona o i “MI-TO” tra Milano e Torino). La pilota inoltre potrebbe essere declinata sia nella versione con gancio automatico sia in quella con organi di aggancio tradizionali.

UIC-X pilota con aggancio automatico a Torino P.N. il 27/11/2019

Da non tralasciare anche il fatto che le case che hanno già a catalogo le carrozze X in configurazione “normale”, pensiamo in particolare ad ACME e a Hornby (Rivarossi), potrebbero vantaggiosamente utilizzare componentistica già disponibile (telai, carrelli ecc.), risparmiando qualcosa sui costi di produzione. É vero che la pilota richiederebbe un impegno maggiore in quanto comporterebbe l’allestimento di nuovi stampi per cassa e telaio, tutti i produttori comunque investono in nuovi stampi, a volte anche per realizzare modelli già fatti da altri e inondando così il mercato di doppioni o triploni: tralasciando il caso delle inflazionatissime locomotive articolate FS, l’ultimo esempio in tal senso ci viene da Hornby che ha in cantiere la E464, le carrozze “tipo 1946” e le “Vivalto”, nonostante si tratti di rotabili tutt’altro che inediti e che prevedibilmente non riscuoteranno un successo di vendite eclatante dato che da anni il mercato è saturo di E464 ACME e ViTrains, di carrozze “tipo 1946” ACME e Os.kar e di carrozze “Vivalto” ViTrains declinate in molteplici varianti. A questo punto, con la stessa fatica e lo stesso impegno economico, non sarebbe stato meglio fare un pensiero alle inedite UIC-X 1997R MD?