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Postali FS UIC-X “tipo 1976” – ACME

Nel 2013, dopo una lunghissima gestazione (il primo annuncio era stato fatto una decina di anni prima), ACME consegna i modelli in scala H0 (1:87) della carrozza postale FS UIC-X “tipo 1976”, ancora inediti a livello di produzioni industriali.

Tre sono le versioni realizzate, a coprire buona parte della carriera di questi veicoli: la prima è nell’originaria livrea grigio ardesia (art. 50030, marcatura 50 83 90-78 867-9 UMIz) che, per la presenza della lettera “z” nella marcatura (abolita nel 1982) e dei triangoli bianchi ai vertici della cassa (che indicano la presenza del solo riscaldamento elettrico) si colloca negli anni a cavallo del 1980, primo periodo di servizio anche se, chiudendo un occhio su tali dettagli, l’ambientazione può essere estesa fino agli anni ’90.

50 83 90-78 867-9 UMIz art. 50030 lato corridoio – foto da eisezugwagen.eu
50 83 90-78 847-1 UMI art. 50030 lato opposto al corridoio – foto da eisezugwagen.eu

La seconda versione (art. 50031, marcatura 50 83 90-78 847-1 UMI) riveste la livrea rosso fegato grigio-beige introdotta negli anni ’80 e, sempre per la presenza dei triangoli bianchi, si ambienta verso la metà del decennio sebbene tali elementi fossero visibili su qualche carrozza anche negli anni ’90 a causa dello sbiadimento dello strato di vernice con cui erano stati ricoperti.

50 83 90-78 847-1 UMI art. 50031 lato corridoio – foto da eisezugwagen.eu
50 83 90-78 847-1 UMI art. 50031 lato opposto al corridoio – foto da eisezugwagen.eu

La terza versione (art. 50032, marcatura 50 83 90-98 063-1 UMI) si presenta nella livrea XMPR applicata nella seconda metà degli anni ’90, ma non a tutto il gruppo, ed è adatta appunto ad ambientazioni di fine millennio, dato che dal 2000 il servizio postale su ferrovia è stato abolito e le carrozze di questa e altre tipologie adibite a tale impiego sono state accantonate (e successivamente demolite) o, in alcuni casi, temporaneamente riutilizzate come veicoli di servizio.

50 83 90-98 063-1 UMI art. 50032 lato corridoio – foto da eisezugwagen.eu
50 83 90-98 063-1 UMI art. 50032 lato opposto al corridoio – foto da eisezugwagen.eu

Il modello, in plastica e ovviamente di produzione cinese, riproduce adeguatamente le fattezze del prototipo reale, tuttavia alcune vistose pecche ne inficiano il giudizio complessivo. La cassa infatti, pur corretta nelle forme e nelle dimensioni, presenta nella parte bassa delle fiancate una sottile ma ben visibile nervatura in rilievo che non ha alcun riscontro al vero, infatti i postali “tipo 1976” sono appunto privi di tale nervatura e il fatto che sia stata riprodotta, con probabile aggravio di costi per la predisposizione dello stampo, fa sospettare che in fase di progettazione non ci si sia documentati adeguatamente. Il difetto è meno evidente sull’unita rosso fegato dove la nervatura viene a trovarsi in corrispondenza dello stacco tra le fasce di colore che aiutano a dissimularla.

La testata del postale art. 50030 – foto da littorina.it

Altro dettaglio non all’altezza sono le cornici dei finestrini, troppo piatte e massicce: si tratta di un difetto comune alle prime produzioni ACME di carrozze UIC-X. Bisogna sottolineare che la casa con le produzioni successive ha posto rimedio realizzando nuovi finestrini con cornici meglio incise e dimensionate, resi disponibili anche come parti staccate per aggiornare i modelli già usciti tuttavia, se ciò è stato fatto per le carrozze, non è stato invece attuato per i postali, per i quali non ci risulta siano stati realizzati i finestrini sostitutivi.

Ulteriore punto debole sono i carrelli, per i quali, probabilmente alla ricerca di un maggior realismo, si sono impiegate vere molle per la riproduzione della sospensione secondaria, purtroppo però l’effetto è stato controproducente e il risultato non dei migliori. Anche qui, negli anni successivi, ACME è tornata sui suoi passi realizzando carrelli con molle stampate in plastica, di aspetto più che buono e, almeno in questo caso, disponibili come ricambi. Inoltre è da rilevare che i carrelli riproducono gli F75 e non gli Y 0270S montati al vero, molto simili ma non del tutto identici.

Dettaglio dell’estremità e del carrello del postale art. 50030 – foto da littorina.it

Sull’unità XMPR inoltre dovrebbero essere presenti gli ammortizzatori antiserpeggio, al vero applicati su alcune unità negli anni ’90 per elevare la velocità massima a 200 km/h unitamente ai deflettori sui finestrini, questi correttamente riprodotti.

Altri appunti possono essere mossi alle griglie sul tetto, che risultano troppo in rilievo, e ai respingenti, che sono (inutilmente) molleggiati e ciò fa sì che i piatti possano disporsi obliquamente (otre al rischio di perderli per strada…), si tratta però di un problema comune a tutti quei modelli sui quali i produttori non riescono a resistere appunto alla tentazione di realizzare i respingenti molleggiati, cosa che comporta un inutile aggravio di costi, che ovviamente vanno a ripercuotersi sul prezzo finale, e un minore realismo: insomma, si spende (e si fa pagare) di più per ottenere di meno…

Gli altri dettagli della cassa e del sottocassa (corrimani, scalette, cassoni ecc.) sono realizzati in modo non disprezzabile ed è buona anche la decorazione, con colori di tonalità fedele al vero, e l’esecuzione di loghi e iscrizioni. Gli interni sono riprodotti, sebbene scarsamente visibili attraverso i pochi finestrini.

Il modello è equipaggiato, come da standard attuali, con ganci intercambiabili a norma NEM montati su timoni di allontanamento e i carrelli sono dotati di lamelle prendicorrente che riducono giocoforza la scorrevolezza della carrozza ma la predispongono all’applicazione di un eventuale impianto di illuminazione interna: in un primo momento il produttore aveva annunciato di voler realizzare il modello con i lampeggianti blu sul tetto funzionanti, fortunatamente non se ne è fatto nulla anche perchè tali lampeggianti facevano parte dell’impianto antirapina e quindi sul modello sarebbero stati del tutto inutili, a meno di non voler riprodurre per l’appunto una rapina al treno, senza dire che al vero, per evitare azionamenti indebiti, dopo qualche tempo erano stati disattivati e in alcuni casi eliminati del tutto.

Carrello con lamelle prendicorrente – foto da ebay

Ad oggi ACME non ha prodotto ulteriori modelli del postale “tipo 1976” ma, dati gli anni trascorsi dall’uscita delle prime produzioni, i tempi potrebbero essere maturi per realizzare nuove versioni rivedute e corrette, eliminando gli errori macroscopici (vedi nervatura alla base della cassa) e adottando le migliorie introdotte nel tempo sulle varie edizioni di carrozze X (finestrini, carrelli). Si potrebbe anche cogliere l’occasione per proporre una variante ancora inedita, quella in livrea rosso fegato-grigio beige atta a 200 km/h con ammortizzatori antiserpeggio e deflettori ai finestrini, ambientabile negli anni ’90 e anche oltre, dato che un esemplare in questo stato era ancora visibile a Messina nel 2006, utilizzato come veicolo scudo per le manovre di imbarco sui traghetti.

Scorcio di un postale “tipo 1976” in livrea rosso fegato con deflettori ai finestrini (Messina, 26/7/2006)