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Treni Micro Machines – il TGV

Nel 1989 le Micro Machines si arricchirono di una linea dedicata ai treni: si trattava di convogli completi, sia passeggeri che merci, realizzati in una scala prossima alla Z (1:220).

Le riproduzioni comprendevano quasi esclusivamente rotabili americani, ma con un’eccezione di rilievo: infatti veniva proposto anche il TGV, il famoso elettrotreno ad alta velocità francese. Il treno riprodotto era un TGV della prima serie (TGV Sud Est), in servizio sulla Parigi-Lione dal 1981, nella livrea d’origine arancio-grigio.

Locomotive e carrozze, pur richiamando le forme dei prototipi reali, erano piuttosto semplificate, trattandosi di giocattoli: i finestrini erano semplicemente dipinti in nero, i pantografi delle locomotive erano stampati direttamente in blocco con la cassa, tutti i rotabili erano a due assi in luogo dei carrelli presenti al vero (che sulle carrozze sono comuni a due casse contigue formando un complesso articolato) e i ganci lasciavano uno spazio notevole tra un elemento e l’altro.

Il convoglio era venduto in composizione da 5 pezzi, con le due locomotive alle estremità e tre carrozze intermedie tra cui la bar, posizionata a centro treno e riconoscibile dalla differente finestratura.

Una delle due locomotive del TGV
Una delle due locomotive del TGV
Carrozza di prima classe
Carrozza di prima classe
Carrozza bar
Carrozza bar
MicroMachines_Treni_TGV4
Carrozza di seconda classe

C’é però una curiosità, infatti sui cataloghi del 1989 è presente l’immagine che riproponiamo sotto:

Immagine da catalogo del TGV
Immagine da catalogo del TGV

Come si può vedere, in questo caso tutti i rotabili hanno i carrelli e le carrozze sono articolate tra loro, con un carrello comune a due casse, inoltre la distanza tra locomotive e carrozze è sensibilmente inferiore. Si tratta quasi sicuramente di un campione di preproduzione (visibile anche nella pubblicità originale), mentre la versione definitiva è stata semplificata per contenere i costi.

Lo stesso convoglio nel 1989 era proposto anche in una livrea di fantasia rosso-bianco, molto accattivante, con iscrizioni “Bullet Train” e venduto in Italia come “Freccia dell’Ovest” (che si trattasse di un Frecciarossa ante litteram?).

Locomotiva del TGV in versione rossa (di fantasia)
Locomotiva del TGV in versione rossa (di fantasia)
Il convoglio completo
Il convoglio completo

Nel 1990 si sono succedute altre due livree sempre di fantasia, riproposte con piccole variazioni nel 1991, mentre non risultano prodotte versioni con la colorazione delle altre serie di TGV (TGV Atlantique, TGV Thalys). Per inciso, la produzione del TGV Atlantique avrebbe sicuramente riscosso un certo successo perché proprio nel 1990 uno di questi convogli aveva stabilito il record mondiale di velocità (515,3 km/h).

Le due livree di fantasia proposte nel 1990 (foto da catalogo)
Le due livree di fantasia proposte nel 1990 (foto da catalogo)

Nelle confezioni erano inclusi anche alcuni elementi di binario (4 dritti e 8 curvi) per formare un circuito su cui far girare il treno, naturalmente spingendolo a mano dato che le locomotive non erano motorizzate.

I binari contenuti nella confezione
I binari contenuti nella confezione

In catalogo erano anche presenti alcuni circuiti ferroviari completi, con paesaggio ed edifici vari (potremmo definirli “plastici”), sui quali i treni potevano muoversi grazie a una sorta di cinghia dentata (mossa da un motorino elettrico a batterie) che correva in una scanalatura in mezzo ai binari: su di essa andava ad innestarsi una specie di levetta situata sotto le locomotive, facendo sì che il treno potesse essere trascinato. Un sistema concettualmente analogo ai famosi Cable Cars di S. Francisco.

La levetta posta sotto le locomotive
La levetta posta sotto le locomotive

Uno di questi “aggeggi” in funzione, e sui quali magari ritorneremo più in dettaglio in un prossimo articolo, si può vedere in questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=0PbQMrVZUwY