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Vivere il Treno

Nel 1988 si tenne a Torino Vivere il Treno, una “manifestazione regionale sui trasporti” promossa dall’allora Compartimento FS di Torino, purtroppo al momento non siamo in grado di fornire ulteriori dettagli in quanto non è stato possibile reperire maggiori informazioni al riguardo (chi ne sapesse di più non esiti a contattarci!), una delle poche tracce trovate in rete è un annullo postale dedicato, datato 21/2/1988.

Annullo postale “Vivere il Treno” del 21/2/1988 – foto da ebay

Fatto sta che per l’occasione vennero organizzati treni speciali o treni-mostra e a questo impiego vennero adibite alcune carrozze FS di vecchio tipo, allora in corso di dismissione, oltre a bagagliai e carri, utili come appoggio o per allestirvi esposizioni al loro interno. Questi mezzi ricevettero una livrea dedicata, anzi due: alcune carrozze conservarono l’originaria colorazione grigio ardesia, con l’aggiunta di una fascia rossa sotto i finestrini riportante la scritta “Vivere il Treno” e il logo FS “a losanga”, per altre invece si adottò una livrea “patriottica” con cassa in verde e fasce diagonali bianche e rosse alle estremità. Non sappiamo con esattezza quanti e quali mezzi abbiano ricevuto la livrea “Vivere il Treno” e fino a quando l’abbiano mantenuta (indicativamente almeno fino a metà anni ’90): a giudicare dalle immagini disponibili, la maggior parte delle carrozze erano di tipo “Centoporte” (serie 36.000 o 39.000), a cui si aggiungeva qualche “Corbellini”, qualche “tipo 1921” e simili, almeno un bagagliaio a 2 assi serie DI 92.000, svariati carri serie Hcs e una carrozza SATTI ex DB (la BH203) attrezzata con posto per invalidi, inoltre la livrea grigio ardesia con fascia rossa sembrerebbe essere stata la più diffusa, mentre quella tricolore è stata applicata su qualche “Centoporte” e “Corbellini”, sulla carrozza SATTI nonchè su alcuni carri.
In pratica si trattava di un piccolo nucleo di mezzi storici ante litteram, tanto che al termine della manifestazione, e negli anni successivi, molti di questi rotabili sono stati riutilizzati in composizione a treni speciali (all’epoca la definizione di “treno storico” così come la intendiamo oggi non aveva ancora preso una vera e propria forma) e sono tuttora, almeno in parte, preservati come rotabili storici, chiaramente con ripristino della livrea d’origine.

Grazie a ulteriore documentazione rinvenuta successivamente alla prima stesura dell’articolo, possiamo aggiungere che Vivere il Treno era una mostra itinerante promossa dalle FS (Compartimento di Torino) con la collaborazione del Museo Ferroviario Piemontese e del Gruppo Amici del Treno Torino. La mostra, a tema ferroviario, era ospitata a bordo di un convoglio composto da cinque carrozze e quattro carri: una foto pubblicata su “Mondo Ferroviario” n. 94 mostra la composizione trainata dalla E424 049 e costituita da quattro carri Hcs, una “Centoporte”, tre “Corbellini” e la carrozza SATTI, tutti in livrea tricolore. A questo punto si può dedurre che la livrea tricolore fosse proprio quella dedicata al treno mostra, mentre la colorazione grigio ardesia con fascia rossa era dedicata a carrozze da utilizzarsi probabilmente in composizione a treni speciali collaterali alla mostra stessa.

Tutto questo preambolo è utile per inquadrare il contesto e introdurre il discorso sui risvolti modellistici della cosa: infatti alcune case, in particolare Lima e Roco, non hanno resistito alla tentazione, proponendo nel corso degli anni ’90 alcuni modelli in livrea “Vivere il Treno” in scala H0 (1:87), che ora passeremo in rassegna.

Roco ha realizzato nel 1992 una “Centoporte”, marcata B 37.095 (art. 44713), in livrea grigio ardesia con fascia rossa, sulla quale è presente anche un’iscrizione “Il treno di Experimenta”. Experimenta, apprendiamo da Wikipedia, era una mostra a carattere scientifico tenutasi a Torino dal 1985 al 2006 con cadenza annuale, a quanto abbiamo potuto appurare (fonte “I Treni oggi” n. 95) nel 1989 era stato allestito un convoglio speciale denominato appunto “Il treno di Experimenta” con carrozze “Vivere il Treno” dedicato alle scolaresche che volessero raggiungere la mostra, la cui composizione prevedeva un bagagliaio a 2 assi DI 92.000 in livrea grigio ardesia con fascia rossa, una “Centoporte”, una “Corbellini” e la già citata carrozza SATTI BH 203 in livrea tricolore, tre “Centoporte” (una di queste è appunto quella riprodotta da Roco) e un secondo bagagliaio DI 92.000 in grigio con fascia rossa.

Carrozza “Centoporte” Roco, art. 44713 – foto da ebay

Dal canto suo Lima nel 1994 ha prodotto una “Corbellini” in livrea tricolore (marcatura 50 83 29-08 550-2 B, art. 309311K): ne abbiamo già parlato in un altro articolo, a cui rimandiamo per ulteriori dettagli.

Carrozza “Corbellini” Lima, art. 309311K – foto da ebay

Stranamente nessuna delle due case ha poi sviluppato il tema, infatti sarebbe stato possibile realizzare, ad esempio, una “Centoporte” tricolore oppure una “Corbellini” grigia con fascia rossa, anche se quest’ultima, stando alla documentazione che abbiamo reperito, non era del “tipo 1947” prodotto da Lima bensì “tipo 1951R” (e quindi ACME o Os.kar, che in tempi più recenti hanno prodotto queste vetture, potrebbero farci un pensiero).

Carrozze in livrea “Vivere il treno” in livrea grigio ardesia con fascia rossa in composizione a un treno speciale nel 1990, oltre alle Centoporte in coda si scorge una Corbellini “tipo 1951R” – foto G. Sinchetto (dettaglio), da “La Macchina Sbuffante” ©

Sempre nel 1993 Roco ha prodotto due carri serie Hcs in livrea tricolore (21 83 121 1 391-8 Hcs-uvwy, art. 46346, e 21 83 121 1 349-6 Hcs-uvwy, art. 46346.1): sono in realtà delle semplici ricoloriture di un normale carro serie Gs e non riproducono con esattezza la serie Hcs, caratterizzata dai mantici sulle testate, questi ultimi sono però forniti nella confezione, da montare a cura dell’acquirente con un certo lavoro di adattamento in quanto le testate del carro non sono predisposte per la loro applicazione.

Carro Hcs Roco, art. 46346
Carro Hcs Roco, art. 46346.1 – foto da ebay

Nello stesso periodo è arrivato anche il carro Lima, sempre serie Hcs e sempre in livrea tricolore (art. 303214K), marcato 21 83 212 1 349-6 Hcs-vwy, e che abbiamo già incontrato in un altro articolo.

Carro Hcs Lima, art. 303214K – foto da pagina Facebook “Lima Trenini Elettrici”

Chissà perchè, con le marcature entrambe le case hanno fatto qualche pasticcio: sui carri Roco non è corretta quella numerica, infatti il gruppo di tre cifre in 5ª, 6ª e 7ª posizione sarebbe dovuto essere “212” e non “121”, a conferma di ciò l’ultima cifra (autocontrollo) risulta corretta solo trasformando il “121” in “212”, su quello Lima invece non è corretta quella letterale poichè manca la lettera “u” che indica la presenza della condotta REC a 3000 V, peraltro riprodotta sul modello.
Errori a parte, il carro Roco art. 43646.1 riproduce dunque lo stesso esemplare realizzato da Lima.

In definitiva, chi volesse riprodurre la composizione del convoglio mostra si troverebbe in difetto della “Centoporte” in livrea tricolore, e qui torniamo a chiederci perchè Roco non l’abbia prodotta, e della carrozza SATTI, anche questa teoricamente realizzabile da Roco con una semplice ricoloritura delle originali tedesche già a catalogo (tra l’altro proposte dalla casa anche in versione SATTI ordinaria).

Una “centoporte” in livrea tricolore Vivere il Treno, elaborazione su base Roco esposta alla mostra “Acque e binari” a Torino nel 1995

Oltre a questi, c’è un altro carro “Vivere il Treno”, ma in scala N (1:160): si tratta di un carro frigorifero realizzato da Rivarossi in edizione speciale nel 1988 (art. 9390), in livrea bianca con scritte in azzurro “Vivere il Treno” (per l’appunto) su una fiancata e “Compartimento di Torino Febbraio-Maggio 1988”, oltre ad un grande logo FS “a losanga” sull’altra. Le foto di questo carro sono visibili su trenini.jimdo.com (qui e qui i link diretti alle immagini). A differenza degli altri, questo rotabile non aveva riscontro al vero, viene a questo punto da chiedersi come mai Rivarossi non abbia invece applicato la livrea “Vivere il Treno” alle “Corbellini” o alle “Centoporte” che allora aveva ancora in produzione. Da Rivarossi Memory infine apprendiamo anche che Rivarossi era uno degli sponsor della manifestazione e aveva realizzato un plastico che veniva esposto all’interno di un carro (probabilmente uno degli Hcs).