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E402B Rivarossi – parte I

Sul finire degli anni ’90 il gruppo Lima-Rivarossi inserisce in catalogo il modello, in scala H0 (1:87), dell’allora nuovissima E402B, destinata a diventare la nuova “ammiraglia” del parco locomotive FS per la sua elevata potenza e le sue caratteristiche innovative, anche se in realtà così non è stato sia per il cambiamento dei modelli di esercizio, che hanno destinato ai servizi più importanti e alle nuove linee ad alta velocità rotabili dedicati (elettrotreni) e non composizioni tradizionali di locomotive e carrozze, sia per la scarsa affidabilità dimostrata dalle E402B, e in generale dai mezzi elettronici progettati negli anni ’90, a causa dell’inaffidabilità (e più tardi anche obsolescenza) della componentistica elettronica utilizzata e di scelte progettuali rivelatesi discutibili e dovute alla pressoché totale inesperienza delle aziende costruttrici nel campo degli azionamenti di trazione elettronici ad inverter con motori trifase.

La gestazione del modello è un po’ tribolata: in un primo tempo è prevista la E402A, con marchio Lima, successivamente si “cambia cavallo” e si opta per la B, ritenuta di maggiore attrattiva per i modellisti alla luce della prevista importanza al vero nonché della più ampia diffusione (80 esemplari contro 40 E402A). La nuova E402 viene promossa al marchio Rivarossi, facendo così la sua comparsa nel catalogo 1999. Poco dopo però il gruppo Lima-Rivarossi entra in crisi e viene rilevato dalla “gestione bresciana”, la quale peraltro, in uno dei suoi primi comunicati stampa, si impegna a portare a termine i progetti già avviati, tra i quali viene citata esplicitamente proprio la E402B.

Il modello vede finalmente la luce a fine 2000 e viene consegnato in due numerazioni, entrambe allo stato d’origine in livrea verde-grigio e senza la fascia rossa frontale, introdotta al vero poco dopo: E402 120 (art. R1414) ed E402 161 (art. R1434).

E402 120, art. R1414 – foto da ebay

La riproduzione è sostanzialmente ben fatta, con proporzioni in esatta scala, la cassa è in plastica e si fanno apprezzare le vistose nervature laterali e le cabine di guida con il grande vetro frontale. Purtroppo ci si perde un po’ nei dettagli, non sempre riprodotti in modo adeguato o del tutto corrispondenti al vero: in particolare i respingenti (inutilmente molleggiati) e i tergicristalli, per i quali si sfrutta componentistica già in produzione, o i fanali, non bellissimi, mentre le prese REC (tutte di tipo femmina) sono troppo sporgenti quando al vero risultano incassate nelle carene, e le prese a 13 poli sotto il vetro frontale sono colorate in verde come la zona circostante anzichè in bianco.

E402 161, art. R1434 – foto da ebay

Mancano inoltre i gradini ripiegabili montati sui fusti dei respingenti e le maniglie sui frontali, al vero introdotti in un secondo momento, ciò limita l’ambientazione ai primissimi tempi di servizio.

Sul tetto sono presenti i vari componenti (isolatori, barra AT ecc.), ma realizzati in plastica nuda non verniciata che ne sminuisce il realismo, e i pantografi ATR90, sostanzialmente ben fatti e con il caratteristico doppio strisciante, anche qui però con il basamento in plastica nuda non verniciata. Purtroppo si è tralasciato di riprodurre, anche con semplice tampografia, la lamiera antiscivolo mandorlata: si tratta di un’omissione piuttosto pesante e che salta subito all’occhio dato che normalmente i modelli vengono osservati dall’alto.

Vista laterale della E402 120, art. R1414 – foto da ebay

Anche i carrelli, per quanto ben fatti, mancano di vari dettagli come i diversi cavi che si dipartono dalle boccole, di contro sulle vele delle ruote risaltano i dischi dei freni.

Buona la decorazione, con tonalità dei colori fedeli al vero e con i vari loghi e scritte di servizio di forma e dimensioni corrette, tuttavia i caratteri della marcatura frontale sarebbero dovuti essere più larghi. Le targhe sui fianchi delle cabine sono tampografate.

In definitiva questa E402B appare un po’ spoglia e non restituisce appieno l’aspetto del prototipo reale, in ogni caso nulla di irreparabile perchè con l’aggiunta dei dettagli giusti (reperibili ad esempio tra la produzione artigianale), qualche tocco di colore dove necessario e magari un po’ di sporcatura la macchina guadagna molto in realismo. La cosa comunque suscita qualche malumore soprattutto alla luce del prezzo, non certo popolare (ne parliamo tra poco).

Vista frontale della E402 161, art. R1434 – foto da ebay

La meccanica sfrutta il classico schema con telaio metallico, motore a 5 poli ad asse longitudinale e trasmissione articolata con snodi cardanici che tramite viti senza fine e ingranaggi aziona tutti e quattro gli assi. Il funzionamento è buono e la forza di trazione piuttosto elevata, come si conviene a questo tipo di locomotiva, grazie alla massa abbastanza generosa (circa 460 grammi) e alla presenza di due ruote, una per carrello, dotate di cerchi di aderenza in gomma.

Scarsa invece la velocità massima, corrispondente in scala a circa 140 km/h, ben lontani dai 220 km/h della macchina vera (teorici, in esercizio si arriva massimo a 200), ad ogni modo su molti plastici non sono certo riprodotti tracciati veloci con lunghi rettilinei e curve ad ampio raggio.

Con il prezzo si raggiungono vette inesplorate, è l’epoca dei “prezzi liberi”, dove la libertà consiste nell’alzarli il più possibile: la E402B infatti viene venduta a cifre che oscillano tra le 300.000 e le 420.000 lire, corrispondenti, in termini attuali, a una fascia compresa tra i 200 e i 300 euro odierni, cifre a cui oggi siamo ormai (purtroppo) abituati ma che all’epoca erano decisamente elevate. La cosa, come è facilmente intuibile, ne frena il successo commerciale.

Vista laterale della E402 161, art. R1434 – foto da ebay

Nel 2002 viene proposta la E402 138 (art. R1437) recante sulla fiancata destra l’iscrizione “Trenitalia Treno Multicliente”: si trattava, a quanto ne sappiamo, di una nuova offerta nel settore merci, per pubblicizzare la quale era stata scelta proprio la 138, sebbene in modo poco convinto dato che l’iscrizione pubblicitaria era presente appunto su una sola fiancata della locomotiva insieme a un numero di telefono inesistente (800-000000).

Vista laterale della E402 138, art. R1437 – foto da ricardo.ch

In preda alla “deriva collezionistica” il modello, ovviamente in serie limitata, è contenuto in una confezione gigante (le famose scatole mastodontiche della “gestione bresciana”) insieme a una pergamena esplicativa, che fa sempre scena.

E402 138 nella confezione art. R1437 – foto da ebay

Lo stesso modello viene inserito anche in una confezione speciale fuori commercio (art. R0006), destinata ai clienti, contenente, oltre alla pergamena, anche una bottiglia di vino.

E402 138 nella confezione art. R0006 – foto da ebay

Nel 2003 viene realizzata la E402B 157 in versione “Francia” (art. R1438): come noto le unità della sottoserie 139-158 erano state modificate (alcune in sede di costruzione, altre poco dopo la consegna) per poter circolare appunto sulla rete francese in testa ai convogli merci “interoperabili”,  equipaggiate con una coppia di pantografi monobraccio (per linee aeree a 1,5 kV c.c. e 25 kV c.a.) in sostituzione di uno degli ATR90 e con sistemi di segnalamento e sicurezza in uso presso le SNCF. Nonostante gli entusiasmi iniziali, purtroppo in tali servizi non hanno brillato, tanto che dopo una decina d’anni sono state riconvertite e rese uguali alle altre consorelle.

E402 157, art. R1438 – foto da kijiji

Anche sul modello il pantografo anteriore ha lasciato il posto alla coppia di monobraccio correttamente di colore grigio e con striscianti differenziati. Sui frontali inoltre troviamo i piccoli corrimani orizzontali (cosa che ha comportato una lieve modifica di stampo per la predisposizione dei fori di innesto) e i gradini ripiegabili sul fusto dei respingenti, forniti come particolari aggiuntivi da montare a cura dell’acquirente. In questo caso però si è peccato di eccessivo zelo, infatti al vero la 157 era proprio l’unica E402B priva di tali elementi, che sarebbero stati montati, tardivamente, solo nel 2012, diverso tempo dopo la riconversione dalla configurazione “Francia”. Evidentemente non ci si è documentati correttamente e probabilmente non si avevano neppure le idee molto chiare, tanto che sul catalogo novità 2002 questo modello è indicato come E402 158.

La E402 157 al vero ripresa nel 2010, ancora priva di maniglie frontali e gradini sui respingenti

É comunque l’ultimo atto, subito dopo infatti la “nave” Lima-Rivarossi affonda e viene rilevata da Hornby che, dopo aver trasferito armi e bagagli in Cina e lasciato trascorrere qualche anno, riprenderà comunque in mano la E402B: di questo ci occuperemo nella prossima parte.

E402B Rivarossi – parte II