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Gli ultimi E

In anni di pratica degli ambienti feramatoriali abbiamo notato che esiste una sorta di piramide nell’interesse verso i vari rotabili: in cima troviamo le locomotive elettriche e i mezzi di trazione elettrici in genere, seguono quelli Diesel, poi le carrozze, infine i carri merci. Ed è proprio di un carro merci che vogliamo parlare: si tratta del carro a sponde alte a due assi serie E, che agli appassionati più giovani dirà poco o nulla, essendo scomparso dalla scena ferroviaria da diverso tempo, ma che fino a una trentina di anni fa era diffusissimo e visibile praticamente ovunque, e ben a ragione. Questi carri infatti, costituenti una delle tipologie standard UIC e il cui progetto derivava da un modello tedesco, tra la fine degli anni ’50 e i ’60 erano stati costruiti in parecchie decine di migliaia di unità per varie amministrazioni ferroviarie europee (anche dell’Est), le sole FS ne possedevano oltre 22.000, entrati in servizio tra il 1957 e il 1967 (fino al 1968, anno di introduzione della marcatura unificata, classificati come serie L). Alcune serie, anche estere, erano classificate Es, essendo abilitate a viaggiare alla velocità di 100 km/h in regime s.
Ormai surclassati da carri più moderni e capienti (Eaos, Eanos), gli E sono stati accantonati massicciamente nella seconda metà degli anni ’90 dunque, da amanti delle ambientazioni borderline, ci chiediamo fino a che epoca, a livello modellistico, sia possibile collocare realisticamente questi rotabili, i quali nel tempo sono stati ampiamente riprodotti in varie scale da parecchie case in numerose versioni, anche di fantasia.

All’inizio del nuovo millennio era diventato abbastanza difficile vederne ancora in servizio, mentre li si poteva osservare in lunghe file, in attesa del loro destino, sui binari secondari di molte stazioni (li ricordiamo ad esempio nel 1999-2000 a Olgiate e a Cernusco, sulla Milano-Lecco), tuttavia in quel periodo qualche esemplare veniva comunque mantenuto efficiente e sottoposto alle revisioni cicliche: ad esempio nel 1999/2000 abbiamo visto a Lecco, in composizione a un treno merci, un carro riportante il 1998 come data di ultima revisione e che appariva in ottime condizioni estetiche.

Dopo il 2002, anno della cessazione del regime “Europ” per la gestione in comune dei carri tra le varie amministrazioni europee, sui pochi E rimasti nel parco commerciale le prime due cifre della marcatura (il cosiddetto “regime”) sono state modificate da 01 a 21. Ricordiamo di averne visti in circolazione, seppure alquanto sporadicamente, fino al 2005 circa ma non oltre e una delle ultime volte un carro di questo tipo era in composizione a un treno merci diretto a Chiasso, agganciato a una E636 in livrea XMPR e seguito da vari carri Eaos.

Un carro E in regime 21 accantonato a Vizzini-Licodia il 20/08/2005

In quegli anni era anche possibile imbattersi in carri con la vecchia marcatura “01 RIV EUROP”, in massima parte accantonati.

Un carro E con marcatura 01 RIV EUROP, accantonato a Milano Smistamento il 29/5/2004

Diverse unità a partire dagli anni ’90 erano state adibite a usi di servizio, in parte reimmatricolate nella serie Vud (dove la V indica appunto un carro per usi di servizio e “ud” sta per “usi diversi”) e riverniciate, parzialmente o totalmente, in grigio cenere, in parte rimaste nella serie E ma con le prime due cifre della marcatura UIC modificate da 01 a 42. I Vud, a nostra memoria, si sono visti poco in giro, essendo utilizzati in appoggio a treni lavori o all’interno di depositi e officine per la movimentazione di materiali vari, ma di tanto in tanto entravano in composizione a qualche treno merci, probabilmente per essere trasferiti da una località a un’altra: ricordiamo di averne visti nel 1999 in composizione a un merci Lecco-Milano trainato da una E636 e che comprendeva anche carri per trasporto pietrisco, probabilmente impiegati nei lavori di raddoppio del binario tra Airuno e Calolziocorte.

A livello modellistico sono diverse le riproduzioni dei Vud realizzate nel corso degli anni, almeno per quello che riguarda la scala H0: ricordiamo ad esempio i Klein Modellbahn prodotti in esclusiva per il mercato italiano su iniziativa dell’importatore Modeltreno verso la fine degli anni ’90 (art. M5100, M5101 e M5108 grigi, art. M5102 rosso vagone con pezze grigie).

40 83 951 2 302-6 Vud Klein Modellbahn art. 5108 – foto da debetoys.com

Nel 2006 anche Roco ha proposto un Vud grigio (art. 66409, marcatura 40 83 951 2 355-2 Vud), seguito nel 2013 da un secondo esemplare (art. 67629, marcatura 40 83 951 2 235-6 Vud).

40 83 951 2 235-6 Vud Roco art. 67629 – foto da ricardo.ch

Piko invece, in epoca successiva (2013), ha consegnato un Vud rosso vagone con pezze grigie (art. 95998, marcatura 40 83 951 2 205-9 Vud), sfuttando stampi che appaiono ormai decisamente datati.

40 83 951 2 205-9 Vud Piko art. 95998 – foto da ebay

Tra i Vud non dimentichiamo quelli in dotazione al defunto treno gru di Milano Smistamento, in livrea gialla con fasce blu.

Un carro Vud (ex E) del treno gru di Milano Smistamento, ripreso il 18/6/2005

Anche questi sono stati prodotti da Piko una prima volta nel 2011 (art. 95975, marcatura 40 83 951 2 206-7 Vud), una seconda nel 2016 (art. 95975-2, marcatura 40 83 951 2 208-3 Vud) e una terza nel 2024 (art. 28301, marcatura 40 83 951 2 202-6 Vud, in confezione con un carro chiuso ex serie F nella medesima livrea).

40 83 951 2 208-3 Vud Piko art. 95975-2 – foto da ebay

Più longevi gli E in regime 42: ne ricordiamo alcuni freschi di revisione nel 2005/2006 e sicuramente vari esemplari hanno viaggiato oltre il 2010.

Un carro E in regime 42 a Monza il 23/2/2008, ancora in esercizio e in buone condizioni estetiche

Qualche rarissimo esemplare addirittura ha fatto in tempo a ricevere il logo FS-Trenitalia (con o senza scritta Trenitalia), come visibile in questa immagine tratta a suo tempo da Trenomania Foto.

Un carro E con nuovo logo FS (42 83 507 0 774-4), ripreso nel 2007 – foto E. Imperato da TrenomaniaFoto

Modelli con tali caratteristiche, sempre in scala H0, sono stati proposti da Roco nel 2008 (art. 66414,marcatura 42 83 507 0 774-4 E), nel 2012 (art. 66661, marcatura 42 83 501 9 048-7 E) e nel 2013 (art, 67627, marcatura 42 83 501 6 427-0 E e art. 67628, marcatura 42 83 502 4 482-3 E).

42 83 502 4 482-3 E Roco art. 67628 – foto da littorina.it

Diverse unità, nel primo decennio degli anni 2000, sono state acquisite da RFI e ridipinte in giallo e su qualcuno le sponde sono state considerevolmente ridotte in altezza, fino a farne un pianale o poco più. Non sappiamo se siano ancora in uso ma lo riteniamo abbastanza probabile, se qualcuno ne sapesse di più o avesse qualche foto ci contatti.

Anche le riproduzioni dei carri gialli non mancano di certo: Roco nel 2006 ha prodotto l’unità marcata E A CRR FI 0296 0 (art. 66408).

E A CRR FI 0296 0 Roco art. 66408 – foto da ebay

Lo stesso esemplare (E A CRR FI 0296 0) è stato proposto in parallelo da Piko (art. 95938), che 5 anni più tardi, nel 2011, ha realizzato anche l’unità E A CRR FI 0297 0 (art. 95977).

E A CRR FI 0296 0 Piko, art. 95938

Tutto questo per quanto riguarda i carri FS, mentre per quelli esteri le cose sono in parte differenti: premettiamo che quanto andremo ad affermare è relativo solamente a carri esteri circolanti in Italia e al frutto delle nostre osservazioni, pertanto non escludiamo che possa esserci sfuggito qualcosa.

Circa i carri tedeschi la situazione è molto simile a quella dei carri FS del parco commerciale, infatti sono spariti già nei primi anni 2000, alla fine del 2001 però era ancora possibile osservare in servizio un interessante esemplare con terrazzino (versione che le FS non hanno mai posseduto).

Un carro E DB con terrazzino a Messina il 23/12/2001, in compagnia di omologhi carri FS

Quelli che hanno resistito più a lungo, incredibilmente, sono stati gli Es svizzeri: pochi, ma negli anni a cavallo del 2010 se ne poteva ancora vedere qualcuno, frammisto ai più moderni Eaos.

Carro 21 85 519 5 530-3 Es SBB in composizione a un merci formato da carri Eaos (e trainato da una E655 in livrea XMPR) a Monza il 15/06/2009

L’ultimissimo carro di questa tipologia è stato avvistato nel 2011, in composizione a un treno merci per Chiasso: lo si può intravvedere in questo video, al minuto 9:31.

Tra le varie riproduzioni in scala H0 segnaliamo l’art. 56284 Roco, relativo all’unità 21 85 519 5 590-7 Es ambientata in Epoca VI e riportante come data di revisione il 4/11/2010.

21 85 519 5 590-7 Es SBB Roco art. 56284

E nel 2026 esistono ancora carri E da qualche parte? Fortunatamente sì, diverse unità infatti, già da tempo, sono state preservate da Fondazione FS.

Uno dei carri E preservati da Fondazione FS, con l’originaria marcatura serie L 4467562

Qualche raro esemplare inoltre se ne sta nascosto su binari fuori mano, utilizzato per depositarvi rottami e detriti vari.

Uno dei pochi carri E ancora esistenti, ripreso a gennaio 2026
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Dentro le mura di Valest Elor