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Locomotiva 236 FS (e non solo) – Lima

 Nel 1990 Lima produce i modelli della locomotiva Diesel tedesca V36 dalle quali deriva le versioni FS dato che al vero tre macchine di questa tipologia, rimaste in Italia al termine della 2ª guerra mondiale, erano state acquisite dalle FS e immatricolate nel gruppo 236

Le unità prodotte da Lima sono la 236 002 in livrea castano-isabella (art. 208244L), colorazione che al vero ha mantenuto per tutta la sua carriera nel parco FS, e la 236 003 (art. 208241L) nella livrea verde vagone con fasce gialle tipica delle macchine da manovra, al vero applicata nel 1965 solo su questo esemplare; la 002 può essere ambientata senza grosse difficoltà dalla seconda metà degli anni ’40 e fino al 1971, quando è stata alienata, mentre la 003 si ambienta dal 1965 al 1971, anno in cui è stata anch’essa alienata.

236 002, art. 208244L – foto da ebay

 

La cassa, in plastica, riproduce le fattezze delle locomotive vere, alcuni dettagli minori però sono ancora quelli delle versioni tedesche e non corrispondono esattamente al vero, sulla 236 003 inoltre andrebbero eliminati i corrimani e la predella in corrispondenza della porta sulla parete posteriore della cabina, che su questa macchina era stata saldata. Buoni i vetri dei finestrini, a filo cassa, e apprezzabili i diversi particolari riportati, sebbene i ganci realistici e le condotte pneumatiche sulle traverse di testa, visti oggi, appaiano un po’ troppo semplificati (è comunque facile sostituirli con altri meglio riprodotti). Le traverse di testa sono intercambiabili con altre dotate di scassi per consentire il montaggio dei ganci modellistici, dotati di innesto a norma NEM 362. Discreta la riproduzione del rodiggio, con le ruote a razze collegate tramite bielle (metalliche) azionate da un asse cieco.

236 003, art. 208241L – foto da ebay

 

La colorazione lascia qualche perplessità, la tonalità dell’isabella della 236 002 infatti, sotto certi tipi di illuminazione, appare tendente al verde, mentre il telaio e le ruote della 003 sarebbero dovuti essere di colore bruno e non nero, inoltre i centri ruota e il perno dell’asse cieco sono lasciati “al naturale” nel colore del metallo, con effetto poco realistico, fortunatamente è possibile rimediare con qualche ritocco e una buona sporcatura.

La parte posteriore della 236 003, art. 208241L – foto da ebay

 

La meccanica sfrutta un motore Bühler montato longitudinalmente che tramite viti senza fine alle due estremità e ingranaggi aziona il terzo e il primo asse, quest’ultimo a sua volta aziona quello centrale. La demoltiplicazione non è molto spinta, tanto che con alimentazione a 12 V il modello viaggia a circa 140 km/h mentre al vero la velocità massima teoricamente raggiungibile era di 60 km/h.

236 003, art. 208241L, vista da sotto – foto da ebay

 

Nessuna ruota è dotata di cerchiature di aderenza in gomma, probabilmente per non pregiudicare la presa di corrente, cosicchè la forza di trazione non è molto elevata, tuttavia ancora accettabile considerando che anche al vero queste locomotive non erano certamente mostri di potenza…

Data la cronica carenza di macchine da manovra FS, soprattutto in quegli anni (la 245 Rivarossi e il 214 Roco erano ancora da venire), il successo di questi modelli è stato abbastanza buono, purtroppo spesso e volentieri la 236 003, la cui colorazione è analoga a quella delle locomotive da manovra più moderne, si è vista impiegata in ambientazioni ben più recenti di quelle che le competerebbero.

Una ventina di anni dopo la nuova gestione Hornby decide di riproporre i modelli delle 236, questa volta però con marchio Rivarossi e, ovviamente, prodotte in Cina: nel 2009 vengono così consegnate la 236 002 in livrea castano-isabella (art. HR2171) e la 236 003 in verde con fasce gialle (art. HR2170).

236 002, art. HR2171 – foto da ebay

 

Sono sostanzialmente analoghe a quelle del 1990, ma si giovano di qualche miglioria nella finitura (targhe in metallo, centri ruota verniciati, telaio correttamente in colore bruno sulla 236 003) anche se, ad essere pignoli, i colori appaiono un po’ carichi e la posizione delle fasce gialle sulla 236 003 non è del tutto esatta. Anche la meccanica viene rivisitata, rendendo il funzionamento più fluido.

236 003, art. HR2170 – foto da ebay

 

A margine di tutto ciò, ricordiamo che nei primi anni ’90, sfruttando gli stampi della V36, Lima produce altre versioni ambientabili in Italia: la LD 61 della Ferrovia Valle Seriana (art. 208423L), ambientabile negli anni ’50-’60, e la LD 62 della Ferrovia Suzzara-Ferrara (art. 208232L), ambientabile negli anni ’90 (al vero questa unità era stata acquistata dalla FVS insieme alla gemella LD 61), le quali però non rispecchiano appieno l’aspetto dei prototipi reali in quanto questi, appartenendo a una serie di costruzione più recente, differivano in alcuni dettagli (ad esempio i panconi frontali con parte inferiore di forma arrotondata).

LD61 FVS, art. 208423L – foto da ebay
LD 62 FSF, art. 208232L – foto da ebay

 

A queste si aggiunge la T4097 dell’impresa Ceprini (art. 208422L), in livrea gialla, ambientabile negli anni ‘80 e utilizzata per la trazione di treni cantiere.

T4097, art. 208422L – foto da ebay

 

Diversamente da quelle FS, queste unità non sono più state riproposte sotto la gestione Hornby.