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Locomotive 245-250 FS – Rivarossi

Nei primi anni ’90 il parco delle macchine FS da manovra in scala H0 (1:87) era decisamente scarno potendo contare unicamente sulla 234 Rivarossi, ormai obsoleta, e sulle E321/322 anche’esse Rivarossi, adatte però a lavorare solo su binari elettrificati; mancava invece una locomotiva da manovra Diesel “classica” e ampiamente diffusa, tolte ovviamente le riproduzioni artigianali, per loro natura realizzate in piccola serie e dai costi alquanto elevati.
In questo contesto proprio Rivarossi ha terreno fertile per proporre i modelli delle 245 cosiddette “unificate”: si tratta al vero di un gruppo di 155 macchine suddivise in tre serie (1001-1020, 2001-2020, 6010-6124) differenti per la motorizzazione ma esteticamente pressochè identiche, entrate in servizio nella seconda metà degli anni ’60 e in parte attive ancora oggi. Dunque un’ottima opportunità per realizzare, con un’unico stampo di base, molteplici versioni.

Le prime tre numerazioni vengono messe in vendita sul finire del 1995, si tratta delle unità 2018 (art. 1750), ambientata negli anni ’80, 6088 (art. 1751), caratterizzata dai praticabili dotati di corrimani laterali rialzati e lamiere inferiori di sicurezza, modifica introdotta a partire dal 1992, e 6120 (art. 1752), quest’ultima colorata non nel classico verde vagone con fasce gialle ma in una vistosa livrea arancio con panconi frontali gialli (analoga a quella delle D145): si trattava al vero di un’applicazione sperimentale, eseguita solo su questa unità nel 1989 (e ripristinata nei colori tradizionali nei primi anni 2000), Rivarossi ovviamente sceglie di riprodurla a conferma della propensione, comune anche ad altre case, per prototipi ed esemplari unici, spesso a scapito delle unità “normali”.

245 2018, art. 1750 – foto da ebay
245 6088, art. 1751 – foto da ebay
245 6120, art. 1752 – foto da ebay

Ma Rivarossi fa di più, perchè produce anche l’unità 250 2001 (art. 1753), prototipo ricavato nel 1986 dalla trasformazione della 245 2014 con l’applicazione di una trasmissione idraulica reversibile Voith L3r4 U2. Dunque, su 4 versioni proposte, ben 2, cioè il 50%, riproducono unità “fuoriserie”

250 2001, art. 1753 – foto da ebay

Il modello della 245 è realizzato in plastica e riproduce adeguatamente la tipica forma del prototipo reale, con la cabina a un’estremità e il lungo cofano, con griglie e sportelli vari ben incisi. I vetri sono a filo della cassa e attraverso di essi si intravvede l’interno della cabina, non riprodotto, la cosa comunque non si nota molto date le piccole dimensioni dei finestrini.
Non proprio bellissimi i corrimani, da montare a cura dell’acquirente: è l’epoca in cui in casa Rivarossi (e Lima) per la loro realizzazione si fa uso dell’alpacca fotoincisa, cosicchè essi vengono ad avere un’irrealistica sezione quadra (anzichè circolare), oltre ad essere un po’ troppo “corposi”, cosa che comunque li rende sufficientemente robusti. I panconi frontali sono intercambiabili e possono essere montati in allestimento realistico, con gancio e condotte pneumatiche, oppure modellistico, con appositi scassi per non interferire con i ganci di trazione, dotati di innesti a norma NEM362.
Le fiancate del telaio, con la riproduzione delle sospensioni a balestra e delle boccole, sono in plastica, mentre il telaio vero è proprio è in metallo (zama), a fungere anche da zavorra.

Vista posteriore della 245 2018, art. 1750 – foto da ebay

Per la motorizzazione si adotta una soluzione innovativa: il motore, tramite vite senza fine e ingranaggi, aziona il primo asse il quale trasmette il moto agli altri due attraverso una cinghietta dentata in gomma, dello stesso tipo di quelle utilizzate, ad esempio, sulle stampanti per movimentare la testina di stampa. L’idea nelle intenzioni è buona in quanto si rendono motori tutti e tre gli assi, nonostante questo la forza di trazione è piuttosto scarsa sia per la leggerezza del modello sia perchè le ruote sono prive di cerchiature di aderenza in gomma (allo scopo di non inficiare la captazione di corrente dalle rotaie) sia infine perchè gli assi non sono stati dotati di appoggio isostatico: a titolo di paragone il 214 Roco, dotato di appoggio isostatico, ha una forza di trazione quasi uguale a quella di questa 245, pur essendo più piccolo, più leggero e dotato di due soli assi.

245 2018, art. 1750, vista da sotto, in evidenza la cinghia di trasmissione – foto da ebay

Ma il vero difetto della trasmissione si manifesterà nel tempo: la cinghietta infatti si dimostrerà un’arama a doppio taglio perchè con l’utilizzo si usura fino a rompersi (con tutti i conseguenti problemi per il reperimento del ricambio) mentre con l’inutilizzo o il poco utilizzo tende a ovalizzarsi, rendendo la marcia del modello irregolare.

Per qualche strano motivo Rivarossi non svilupperà negli anni successivi il “tema” 245 con nuove numerazioni, lo farà solamente, almeno in (piccola) parte, la nuova gestione Hornby a partire dal 2007, dopo aver trasferito, come noto, la produzione in Cina, proponendo una 245 6040 (art. HR2018) ambientata intorno al 2000, con respingenti rettangolari e “patacche” FS-XMPR sui fianchi della cabina, come in uso sulle macchine revisionate a inizio millennio (fortunatamente la cosa da qualche anno è stata abbandonata) e, con scarso sforzo di fantasia, ancora il prototipo 250 2001 (art. HR2025), questa volta però ambientato allo stato d’origine (seconda metà degli anni ’80), con fasce gialle grandi e panconi frontali rossi.

245 6040, art. HR2018 – foto da ebay
250 2001, art. HR2025 – foto da ebay

I modelli sono sostanzialmente uguali ai precedenti degli anni ’90, con qualche affinamento nei dettagli (ad esempio le targhe laterali in ottone fotoinciso) nella meccanica che ne migliora leggermente il funzionamento (viene però mantenuta la famigerata cinghia di trasmissione) e con verniciatura diù “spessa” e dalle tonalità più cariche.

Nel 2010 arrivano altre due numerazioni, la 245 6048 (art. HR2238), ambientata negli anni ’90, e, sempre con scarsa fantasia, nuovamente la 245 6120 in livrea arancio (HR2239): evidentemente sia questa macchina sia la 250 dovevano essere molto richieste dai collezionisti, dato che hanno potuto vantare ciascuna ben due riproduzioni nell’arco di una decina d’anni.

245 6048, art. HR2238 – foto da kf-models.it
245 6120, art. HR2239 – foto da littorina.it

Nel 2011 infine arriva la 245 2012 (art. HR2325) ambientata negli anni ’80, poi più nulla: e dire che mancano ancora all’appello le unità della serie 1000, finora totalmente inedite, e quelle allo stato d’origine, prive dei corrimani laterali e ambientabili fino ai primi anni ’80 (quindi un arco di tempo tutt’altro che ristretto), anche se un’unità in questa configurazione era stata realizzata, sfruttando la base del modello Rivarossi, nel 1997 a cura del negozio leccese Railpost, ovviamente in serie limitata (245 6027, art. EX10).

245 2012, art. HR2325 – foto da ebay