E428 Rivarossi (1:80) – parte II: con avancorpi

Dopo aver ottenuto un buon successo con il modello dell’E428 semiaerodinamica, sfruttandone buona parte della componentistica, tra cui l’intera meccanica, Rivarossi decide di produrre anche le unità con avancorpi. I modelli proposti nel tempo riproducono E428 di prima serie sia secondo la classificazione FS in quattro serie sia secondo quella Rivarossi in tre, infatti vengono consegnate unità del sottogruppo 001-096, che costituisce appunto la prima serie.

E428 013, art. 1445

La prima versione riproduce l’E428 013, art. 1445, e, stando al catalogo 1966-67, ne è prevista la consegna in “primavera-estate”, non è chiaro però se del 1966 o del 1967, riteniamo però più probabile che si tratti del 1967. La cassa è interamente nuova e presenta anche in questo caso, e compatibilmente con le tecnologie e gli standard dell’epoca, un buon livello di dettaglio. I due avancorpi come al vero sono solidali ai semitelai e al loro interno sono collocate le lampadine per l’illuminazione dei fanali (senza inversione secondo il senso di marcia). Un dettaglio che manca, e che si sarebbe potuto aggiungere senza troppe difficoltà, è la rete di sicurezza collocata su ogni avancorpo presso la porta di accesso alla cabina, al vero introdotta dopo pochi anni dall’immissione in servizio. La livrea è sempre, naturalmente, il classico castano-isabella, senza alcuna iscrizione di servizio (a parte la marcatura frontale) e con targhe stampate in rilievo, questa volta in numero di due su entrambe le fiancate, con quella del costruttore riportante sempre “Rivarossi-Como-1961-N4457” (sarebbe interessante capire a cosa si riferiscano la data 1961 e il numero 4457).

Dettaglio delle targhe della E428 013, art. 1445

Altre caratteristiche tecniche sono analoghe a quelle del coevo modello semiaerodinamico (art. 1444/1), tra queste il motore su sfere e i pantografi 52 neri (anche qui non corrispondenti al prototipo reale), atti alla presa di corrente da linea aerea tramite il commutatore a levetta posto sotto una cabina. I modelli che abbiamo potuto esaminare sono inoltre dotati non del classico gancio a uncino ma di un gancio a occhiello, sempre in metallo, che stando alle schede delle parti di ricambio era disponibile a parte, in questo caso però, a quanto abbiamo potuto constatare, sembrerebbe montato direttamente in fabbrica. Non siamo al momento in grado di dire se tale particolarità riguardi tutte le E428 art. 1445 o solo una parte di esse. Da notare che i ganci sono in continuità elettrica con gli assi, e quindi con le ruote non isolate dei carrelli su cui sono montati, pertanto non è possibile far circolare su un plastico una doppia di E428 perchè agganciando insieme due modelli si crea un cortocircuito dato che il gancio del primo è in continuità con una rotaia e il gancio del secondo con l’altra, di polarità opposta. Lo stesso vale ovviamente anche per i modelli di E428 delle altre serie. I pantografi inoltre non hanno gli incastri che tratttengono l’archetto in posizione abbassata, ma rimangono abbassati senza alcun ausilio: sicuramente si tratta di una prima versione del pantografo 52, montata per un certo periodo a partire dalla metà degli anni ’60 e ovviamente anche su altri modelli, non sappiamo però quando sia subentrata la nuova versione con i dentini di ritegno dell’archetto dato che sui cataloghi delle parti di ricambio il codice articolo rimane invariato nel tempo.

Dettaglio del pantografo della E428 013, art. 1445

A questo punto il mistero si infittisce, infatti, almeno in teoria, sarebbe dovuta esistere una successiva versione art. 1445/1, che sul già citato libretto 50 anni di modellismo ferroviario viene datata al 1967 ma di cui non abbiamo trovato traccia nè sui cataloghi generali nè su quelli dei ricambi, dove si passa direttamente all’art. 1445/2, inoltre, per quanto detto prima, le consegne dell’art. 1445 dovrebbero risalire anch’esse al 1967. Esistono poi modelli con ganci a uncino e pantografi 52 di nuovo tipo ma sempre con motore su sfere: abbiamo così ipotizzato che tale versione possa costituire l’art. 1445/1 e sia stata messa in vendita poco dopo l’art. 1445, ad ogni modo, in mancanza di elementi certi, si tratta solo di congetture e non è comunquea da escludere che nel tempo diversi esemplari possano essere stati rimaneggiati o che già in fabbrica siano stati allestiti in maniera “ibrida” in base alla disponibilità della componentistica. Rinnoviamo quindi l’invito a scriverci a chi possa fare un po’ di luce sulla questione.

Intorno al 1970 viene adottato il motore su bronzine e il codice articolo diviene 1445/2.

E428 013, art. 1445/2 – foto da aste.catawiki-it

Nel 1976 la locomotiva viene inserita anche nelle confezioni art. 426 e 428, comprendenti un bagagliaio a 2 assi, 7 carri e, solo la seconda, un circuito di binari.

Verso il 1978 si introduce l’inversione dei fanali secondo il senso di marcia e si passa al codice 1445/3, senza ulteriori variazioni di rilievo.

E428 013, art. 1445/3 – foto da ebay

Intorno al 1980 viene consegnata la E428 066 (art. 1460), con finitura migliorata e targhe tampografate. Ad essere proprio pignoli la macchina vera presentava una disposizione delle prese d’aria laterali differente dal modello, ad ogni modo al tempo non si badava più di tanto a questi dettagli. Viene però da chiedersi con quali criteri Rivarossi scegliesse le numerazioni dei modelli dato che in più di un caso sono stati prodotti mezzi con caratteristiche difformi dal reale (si veda ad esempio anche il caso delle E444), quando sarebbe bastato realizzare unità con differente numerazione per evitare svarioni.

E428 066, art. 1460 – foto da ebay

Qualche anno più tardi, intorno al 1983, i pantografi neri lasciano il posto a quelli rossi, sempre però, erroneamente, di tipo 52, e il codice articolo viene variato in 1460/1.

E428 066, art. 1460/1 – foto da ebay

Il modello a partire dal 1980 circa viene inserito anche nella confezione art. 426, che però continua a mantenere sempre lo stesso codice articolo, e a partire dal 1983 circa anche nella confezione art. 441. Le due confezioni rimanengono in produzione fino a metà decennio circa.

Nel 1986 la E428 066 viene proposta anche in scatola di montaggio (art. M1460, Serie Trenhobby) per la prima volta, infatti fino ad allora l’unica E428 in scatola di montaggio era quella semiaerodinamica, che parallelamente esce di produzione.

Scatola di montaggio della E428 066, art. M1460 – foto da ebay

Una curiosità: sui cataloghi l’art. M1460 è descritto come “E428 007”, in realtà la numerazione è sempre 066.

Dettaglio del coperchio della scatola di montaggio art. M1460 – foto da ebay

Nel 1987, come già accaduto per la versione semiaerodinamica, viene apportato un leggero “restyling”, con finitura migliorata, scritte di servizio (che ambientano la macchina negli anni ’80, poco prima dell’accantonamento), pantografi 32, nuovi dettagli come trombe e fischi, ruote castane con tamponi in gomma su quelle motrici. La locomotiva assume la numerazione E428 095, art. 1477. Anche qui si sarebbe potuto aggiungere qualcosa in più, come i vetri a filo cassa, i corrimani delle scalette di salita o le reti di protezione sugli avancorpi, ma ormai si tratta di un modello superato e fuori scala, pertanto Rivarossi non è intenzionata a investirci più di tanto.

E428 095, art. 1477 – foto da depop.com

Il rinnovamento non riguarda, almeno per il momento, la versione in scatola di montaggio che, probabilmente per smaltire le scorte, continua a mantenere codice e numerazione (066) precedenti fino al 1990.

Nel 1991 anche la 095 è proposta in scatola di montaggio (art. M1477) ma è l’ultimo atto, l’anno successivo infatti verrà consegnata la nuova E428 interamente rifatta e in scala esatta, ma questa è un’altra storia…

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