Vagabond – Recensione

Vagabond

Vagabond (バガボンド Bagabondo?) è un manga scritto e disegnato da Takehiko Inoue, realizzato ispirandosi al romanzo “Musashi” di Eiji Yoshikawa, che narra le vicende relative al samurai Musashi Miyamoto.

La serializzazione del manga, in Giappone, è iniziata nel 1998, sulle pagine del quindicinale Weekly Morning, per poi giungere alla pubblicazione dei tankōbon nel 1999, ad opera della Kodansha.
In Italia, invece, Vagabond è edito da Panini Comics (Planet Manga), in due differenti edizioni: la prima, la cosiddetta “edizione regolare”, arrivata nelle fumetterie nel maggio del 2000, è costituita da volumi che contengono meno pagine di quelle presenti nel tankōbon originale; la seconda, “Vagabond Deluxe”, consta invece di volumi di formato e contenuto uguale a quelli nipponici.

Vagabond è un seinen manga ambientato in Giappone nel XVII secolo, subito dopo la fine della battaglia di Sekigahara, che vide la vittoria di Tokugawa Ieyasu; esclusi alcuni flash-back e digressioni, la storia narrata procede dall’anno 1600 in poi, col racconto delle vicende incorse a varii personaggi, tra cui spiccano, come protagonisti, Musashi Miyamoto e Kojirō Sasaki, due formidabili kensei giapponesi realmente esistiti.
Non sono gli unici personaggi a trovare riscontro nella realtà, però, poiché ad essi possono aggiungersi, senza realizzare un elenco completo: il monaco Takuan, ovvero Soho Takuan; Ito Ittosai, altro spadaccino molto noto; Gonnosuke Musoh, esperto di arti marziali, e molti altri, compresi ovviamente anche Inei Hozoin ed i rappresentanti del clan Yagyu, come Sekishūsai Muneyoshi Yagyu.

Non mancano nell’opera i riferimenti storici, oltre che nella constestualizzazione storica e cronologica, anche nei discorsi e nelle battute di alcuni personaggi. Ad esempio, dopo esser entrato nel territorio della Yagyu, Musashi spiega a Jotaro come già dagli alberi che li circondavano, molto vecchi, si poteva intuire l’abilità non solo da spadaccino ma anche da politico del capo della famiglia Yagyu, in grado di non farsi coinvolgere nei conflitti che da decenni affliggevano quella parte del Giappone. In un’altra occasione è Seijuro ad affermare che è ormai passato il tempo del dominio della scuola Yoshioka, e che è iniziato il periodo degli Yagyu.

(cit. Wikipedia)

Questa volta sono lieto di poter parlare di un autore che in Giappone ha riscosso un meritatissimo successo. In Italia era già noto per un’opera conosciuta come “Slam Dunk”, che trasportava il pubblico in un manga adolescenziale incentrato sul basket.

Come avrete già letto dalla trama, l’opera di cui voglio parlare si svolge nel Giappone del 1600. L’autore, attraverso le tavole e lo svolgersi della vita del protagonista, ci permetterà di assaporare un periodo storico veramente molto suggestivo: quello dei samurai.

Dal punto di vista grafico lo stile di disegno di questo autore è assolutamente realistico e accurato. Tutte le tavole sono contraddistinte da un’attenzione particolare nei paesaggi, nei volti delle persone e nell’abbigliamento, i numerosi combattimenti che incontreremo sono ottimamente rifiniti; anche soffermandomi a pensare sarebbe troppo difficile scovare altri autori che abbiano questa particolare abilità nel disegno. In particolare l’utilizzo di luci e ombre riesce a dare una discreta profondità al disegno che normalmente, in bianco e nero, risulterebbe piatto. L’autore indubbiamente ha fatto un lavoro di ricerca storica non indifferente, utilizzando parecchi testi e quasi sicuramente leggende narrate e scritte. La trama è scorrevole e molto piacevole, tutti i personaggi che vengono trattati durante la stesura sono di sicuro interesse. Seguire la crescita del protagonista da quando era ragazzino fino a diventare un uomo maturo ci porta alla scoperta di tradizioni a noi italiani sconosciute.

Forse l’unica nota negativa che si può trovare è dovuta alle tempistiche di uscita: poiché il disegno porta via parecchio tempo le uscite dei capitoli giapponesi sono molto rade, così che in Italia difficilmente si riesce a leggere più di due volumi all’anno.

PRO

– Disegni assolutamente realistici e molto ben eseguiti.

– Trama scorrevole e riccia di significativi flashback

CONTRO

– Lentezza nell’uscita dell’opera sia in patria che in Italia

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