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E i carri motogeneratori?

Nonostante negli ultimi 10-15 anni le varie case fermodellistiche abbiano riprodotto, almeno per quel che riguarda i mezzi FS in scala H0 (1:87), di tutto e di più, compresi prototipi e pezzi più o meno particolari, esistenti o esistiti in pochi o addirittura in unico esemplare, un gruppo di rotabili è stato finora inspiegabilmente e ingiustamente trascurato: si tratta dei carri (o furgoni) motogeneratori, fedeli compagni, nei mesi freddi, delle locomotive Diesel sprovviste di impianto REC (cioè tutte escluse le D445), con le quali erano utilizzati per l’alimentazione del riscaldamento delle carrozze tramite un gruppo elettrogeno installato a bordo.
Realizzati a partire dal 1980 in tre serie, sono stati utilizzati per una buona ventina d’anni e in seguito accantonati, a parte qualche unità tenuta di scorta o passata al parco storico, data la continua riduzione dei treni a materiale ordinario sulle linee non elettrificate, per i quali le D445 (dotate, come già detto, di impianto REC) sono più che sufficienti. Sono stati tutti equipaggiati con condotta a 78 poli per l’esercizio, oltre che con composizioni di carrozze tradizionali, sia di vecchio tipo (Corbellini, “tipo 1921”, “Centoporte”, “tipo 1946”, “tipo 1959” e simili) sia più moderne (UIC-X), anche con treni navetta composti da vetture MDVC-MDVE o a piano ribassato, sebbene non in telecomando in quanto, ad eccezione delle D445 di seconda e terza serie, le locomotive Diesel attrezzate negli anni ’80 con accoppiatori a 78 poli per l’impiego anche con treni navetta (un certo numero di D345 oltre alle D342 4017, D343 2011 e D443 1014, 1019, 1022, 1023, 1026, 1029) non erano telecomandabili e quando viaggiavano in spinta erano sempre presenziate, l’accoppiatore a 78 poli garantiva comunque alcune funzionalità come il collegamento citofonico con la carrozza pilota o il controllo dell’apertura e chiusura delle porte.

Le tre serie di carri motogeneratori, da sinistra due di terza serie (nVDrec), uno di seconda e due di prima (Alessandria, 7/10/2006)

 

I furgoni della prima serie, entrati in servizio tra il 1980 e il 1983 in 13 unità (marcatura 60 83 99-39 800 – 812 nVrec), sono caratterizzati dalle linee visibilmente antiquate, essendo stati realizzati sulla base di carri riscaldatori degli anni ’30, con caldaia a vapore. Hanno sempre mantenuto la livrea grigio ardesia e sono declinabili sia con il tradizionale logo FS “a televisore” sia con quelli “a losanga” e XMPR di 1° tipo, applicati su alcune unità in anni successivi.

Carri motogeneratori di prima serie (Alessandria, 7/10/2006)

 

Fila di carri motogeneratori di prima serie, quello più a destra con logo XMPR (Alessandria, 7/10/2006)

 

I furgoni di seconda serie, entrati in servizio nel 1984-85 in 20 unità (marcatura 60 83 99-79 815 – 834 nVrec) sono stati ricavati sempre da carri riscaldatori a vapore degli anni ’30 ma con interventi più approfonditi che hanno portato a un connubio di elementi antiquati (chiodature sul tetto) e moderni (carrelli, testate con intercomunicanti a elementi tubolari), ove il contrasto è ancor più accentuato dall’adozione della livrea beige con fasce arancio e viola (nota anche come “livrea MDVC”) con logo FS “a losanga”. Pochissime unità (forse un paio, tra cui il 60 83 99-79 829-7) hanno ricevuto nei primi anni 2000 la livrea XMPR mentre un esemplare nello stesso periodo (il 60 83 99-79 825-5) è stato utilizzato per qualche tempo in composizione a treni storici al fine di alimentare il riscaldamento delle carrozze nel caso in cui la locomotiva fosse sprovvista di REC e per evitare che le fasce arancio e viola facessero a pugni con le livree storiche delle carrozze (castano-isabella, tutto castano, grigio ardesia) si era pensato di ricoprirle con fasce grigio ardesia.

Carro motogeneratore di seconda serie 60 83 99-79 825-5 nella livrea modificata con fasce grigio ardesia (Alessandria, 7/10/2006)

 

La terza serie di furgoni motogeneratori, entrata in servizio tra il 1985 e il 1987, era anche la più numerosa, potendo contare su 30 esemplari (marcatura 60 83 99-79 900 – 929 nVDrec). Diversamente dai predecessori, questi veicoli sono stati costruiti ex novo, con un’architettura simile a quella delle carrozze UIC-X ma con un telaio più corto e dotati anche di comparto bagagli (da cui la lettera “D” nella marcatura) così da alleggerire la composizione dalla presenza di un eventuale bagagliaio, con beneficio per le prestazioni della locomotiva Diesel titolare del treno.
Sono nati anch’essi in livrea beige con fasce arancio e viola ma in tempi più recenti (dopo il 2000) vari esemplari hanno ricevuto i colori XMPR (con alcune varianti tra unità e unità, tra cui il 60 83 99-79 917-0 trasformato in veicolo scudo con aggancio automatico su una testata) e uno (il 60 83 99-79 903-0), utilizzato in appoggio ai treni storici, per intonarsi alle carrozze è stato ricolorato in castano-isabella, livrea totalmente incoerente su questo veicolo.

Carro motogeneratore di terza serie 60 83 99-79 917-0 in livrea XMPR (Firenze, 31/08/2005)

 

Come abbiamo già detto all’inizio, nessun produttore industriale si è finora preso la briga di riprodurre i furgoni motogeneratori FS, nonostante le loro possibilità di impiego sui plastici siano piuttosto ampie e i modelli di locomotive Diesel a cui abbinarli non manchino di certo. Tolte alcune produzioni artigianali sussegiutesi negli anni, di difficile reperibilità date le ridotte quantità e dal prezzo spesso proibitivo, una decina di anni fa Safer aveva realizzato un modello in plastica del carro nVDrec, disponibile sia montato che in scatola di montaggio, che aveva avuto un buon successo nonostante il prezzo non certo basso (se ricordiamo bene, intorno agli 80 euro per il modello montato). Il modello è ancora disponibile presso LineaModel.

Il modello Safer del carro motogeneratore di terza serie (nVDrec) – foto da ebay

 

In conclusione, auspichiamo vivamente che qualche produttore, anzichè continuare a proporre prototipi stravaganti e di difficile impiego o l’ennesimo doppione (o triplone) o ancora l’ennesima versione di mezzi già prodotti in decine di varianti e di cui non si sente tutta questa gran necessità (vedi le locomotive E636-645-646) faccia un pensierino ai carri nVrec e nVDrec, possibilmente ad un prezzo ragionevole, dove per “ragionevole” intendiamo non oltre i 40-45 euro, dato che si tratta di veicoli rimorchiati e non di locomotive (e quindi non ci sono costi aggiuntivi dovuti alla realizzazione della motorizzazione) e soprattutto che gli interni, dato il numero ridotto e le dimensioni dei finestrini, possono essere omessi o realizzati in modo semplificato, senza alcuna necessità di accanirsi inutilmente nel dettaglio più spinto.