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Il libro del modellismo in plastica

Autore: C. D’Agostino
Editore: De Vecchi – Milano – 1980
Pagine: 220

Questo libro può essere considerato una guida introduttiva al “modellismo in plastica” o “plastimodellismo”, ove con tale terminologia si intende designare quel vasto universo di modelli statici di varia tipologia (aerei, navi, auto, mezzi militari, figurini ecc.) venduti in kit da assemblare e rifinire.
Dopo aver illustrato le attrezzature e i materiali necessari, vengono descritte le varie fasi di costruzione del modello, dall’assemblaggio alla verniciatura fino all’applicazione di iscrizioni e decorazioni varie e alle ultime fasi di sporcatura, invecchiamento (definito “effetto realtà”) ed elaborazione, con una digressione sull’importanza della documentazione che è necessario procurarsi per realizzare al meglio il lavoro, e proprio qui si percepisce il salto tra l’epoca di pubblicazione del libro e quella attuale: se oggi infatti, grazie a internet, è possibile reperire quasi sempre quanto serve in breve tempo e con facilità, nel 1980, e anche successivamente, grossomodo fino alla seconda metà degli anni ’90, quando la rete non era ancora diffusa e accessibile a tutti, per documentarsi era necessario investire tempo e soprattutto denaro in pubblicazioni specialistiche, tra l’altro non sempre facilmente reperibili.

Completano il volume un capitoletto in cui si illustrano le linee guida per la realizzazione di diorami su cui eventualmente esporre i modelli, uno dedicato ai modelli definiti “vacuum formed”, ossia scocche grezze di plastica termoformata da cui ricavare il modello (con un lavoro non indifferente), tecnologia in voga negli anni ’70-’80 e che oggi, con l’avvento della stampa 3D, appare ormai arcaica, uno dedicato alle varie associazioni, con un elenco di quelle presenti all’epoca in Italia, alcune delle quali ancora oggi esistenti, altre invece ormai scomparse, un capitolo dedicato alle mostre, o meglio ai criteri a cui attenersi per la scelta di un modello da esporre a una mostra, infine una serie di tabelle con l’elenco dei colori da utilizzarsi (principalmente nell’ambito dei mezzi militari) e le corrispondenze dei codici tra i vari produttori.
A corredo del testo è presente un buon numero di immagini, tutte però in bianco e nero, di piccolo formato e non sempre chiarissime, cosa che non valorizza di certo i soggetti raffigurati, del resto nel 1980 la stampa a colori era ancora un lusso o quasi e avrebbe inciso significativamente sul prezzo di copertina, il quale tuttavia, sorprendentemente, non è proprio popolare, infatti il libro costava la bellezza di 12.500 lire, equivalenti, secondo la rivalutazione ISTAT, a ben 30,80 euro odierni (giugno 2017).