ALn 990 ViTrains – parte I: OM

Nel periodo a cavallo tra il primo e il secondo decennio degli anni 2000 diverse case, specie quelle affacciatesi da poco sul mercato, decidono di puntare sui mezzi leggeri FS, sino ad allora i grandi assenti della produzione in scala H0 (salvo poche eccezioni) e perlopiù appannaggio di produttori artigianali o semiartigianali.
Non sono ovviamente mancati, come per altre tipologie di rotabili, i doppioni, tanto “amati” dai fermodellisti perché, grazie alle guerre commerciali tra marchi ad essi sottese, permettono di avere da un lato modelli spesso di minore qualità, afflitti da sviste o imprecisioni dovuti alla fretta di arrivare per primi e sbaragliare la concorrenza, e dall’altro prezzi sempre più alti.
Anche le ALn 990, per decenni ignorate dai grandi produttori, sono state vittima di queste logiche perverse, infatti nel 2011 sono arrivate sul mercato ben due riproduzioni delle unità della serie 3000 (al vero di costruzione OM), ad opera di ViTrains e di Os.kar.

Il primo modello ad essere commercializzato é quello del produttore veneto, che propone una confezione (art. 1067 e art. 1567 con decoder) contenente l’ALn 990 3032 e la rimorchiata Ln 990 3005; alcuni dettagli come le trombe di tipo moderno, più corte, e i carrelli neri privi di sabbiere, la cui eliminazione è stata disposta nel 1967, le ambientano nella seconda parte della loro carriera, in un arco temporale compreso tra gli anni ’70 e la fine degli ’80, quando sono state ritirate dal servizio (le ultimissime dovrebbero aver circolato fino al 1990).

Foto da ebay

La realizzazione è in linea con i canoni della casa: la cassa è in plastica e riproduce in modo adeguato l’imponente aspetto di questi mezzi che al vero, con i loro 28 metri, si annoveravano tra i più lunghi rotabili FS a cassa unica, a pari merito con le ALe 840 (il record era detenuto dalle ALe 883, che raggiungevano i 28,767 m).
Le carenature inferiori, sempre in plastica, sono un elemento a parte, purtroppo però si è scelto di far passare la linea di separazione tra i due pezzi all’altezza della parte bassa delle fiancate, dove al vero era presente un leggero gradino, con il risultato che lungo tutto il perimetro della cassa rimane in vista una fessura non proprio bellissima. Se invece la giunzione fosse stata posizionata in corrispondenza del bordo inferiore della cassa (come, ad esempio, sulle ALe 601 Lima) la si sarebbe potuta dissimulare meglio grazie allo stacco tra i colori.

Lo stampo, per motivi imperscrutabili, è stato concepito in modo “asimmetrico”, nel senso che le due testate, al vero identiche, non sono impostate nella stessa maniera: su quella anteriore è montata nella parte bassa la carenatura in configurazione chiusa, su quella posteriore invece è presente uno scasso per l’alloggiamento del gancio (con timone di allontanamento e innesto NEM363 “a coda di rondine”) ma la parte alta della carena che si trova subito al di sotto del portellone frontale dell’intercomunicante è stampata insieme alla cassa. Dunque le porzioni di carena aperta e chiusa non sono intercambiabili tra loro, rendendo di fatto la composizione bloccata e precludendo la possibilità di realizzare, ad esempio, un convoglio a tre elementi con il rimorchio al centro, come capitava di vedere al vero.

Foto da ebay

Per i finestrini delle cabine si è ripresa la soluzione adottata sulle ALn 668 1400 e successive, a sua volta ereditata dalle ALn 668 Lima: un elemento unico in plastica trasparente comprende tanto il vetro frontale lato macchinista quanto quello laterale adiacente con relativo montante di separazione, opportunamente verniciato come la cassa, e lo stesso avviene per i corrispondenti vetri lato 2° agente. Se però sulle ALn 668 la particolare conformazione della cassa in quella zona aiutava a mascherare il trucco, qui invece si nota e le due sottili fessure sopra e sotto il montante guastano un po’ l’aspetto del frontale se osservato da vicino. Anche i fanali, di dimensioni eccessivamente generose, non sono il massimo, quelli delle ALn 990 infatti erano ben più snelli. Le loro misure richiamano quelle dei più moderni fari di tipo automobilistico che però, a quanto ne sappiamo, sono stati adottati sulla sola unità 3023 nel 1977, in occasione dei lavori di ricostruzione a seguito di un incendio.
I portelloni frontali inoltre hanno un’incisione a nostro parere un po’ troppo marcata, in compenso i respingenti, una volta tanto, sono fissi e non (inutilmente) molleggiati.

Sulle fiancate sono ben realizzati il coprigiunto sotto i finestrini e i piccoli aeratori tra un finestrino e l’altro e sulle carene non è malvagia l’incisione dei vari sportelli e griglie, queste ultime eventualmente da ripassare con un po’ di nero diluito per incrementarne il realismo.
Contrariamente alla tradizione di ViTrains i particolari aggiuntivi da applicare a cura dell’acquirente non sono moltissimi e alcuni, come i corrimani in corrispondenza delle porte, sono già montati in fabbrica.
I gradini all’altezza dei vestiboli possono essere posti in opera solamente se il modello è destinato all’esposizione statica o a viaggiare su impianti con curve di raggio molto ma molto ampio, in ogni caso l’automotrice e la rimorchiata non possono circolare su curve di raggio eccessivamente ridotto (inferiore a 430 mm circa).

Foto da ebay

Gli interni sono riprodotti, con sedili di colore verde applicati a parte, e alcuni dei finestrini dell’ambiente viaggiatori sono dotati di tendine in posizione semichiusa.
Non è possibile montare mantici di intercomunicazione tra motrice e rimorchio perchè ViTrains, per ragioni non ben chiare, ha deciso di non dotare i modelli di questi elementi: è vero che, specie negli ultimi anni di servizio, su molte macchine gli intercomunicanti erano stati soppressi, ma è vero anche che diverse altre li avevano mantenuti almeno su una testata e in particolare le rimorchiate, le quali dovevano necessariamente essere accoppiate a una motrice se non a due in posizione intermedia.
I carrelli sono ben fatti e meritano un minimo di sporcatura per eliminare l’effetto della plastica nuda non verniciata.

La colorazione è ben eseguita e le tonalità risultano sostanzialmente fedeli al vero, sebbene il rosso della carenatura appaia troppo “nuovo” e brillante (un po’ di sporcatura ne potrà accrescere il realismo). I caratteri delle marcature frontali sono di tipo moderno (adottati negli anni ’80) pertanto non dovrebbero avere l’ombreggiatura nera, in alternativa si sarebbero dovuti utilizzare caratteri dalla forma più antiquata. Sono invece corrette le marcature laterali, in giallo con ombreggiatura rossa, mentre le iscrizioni di servizio sono incomplete, infatti mancano le indicazioni relative all’ultima revisione e, sul rimorchio, la lettera “A” che identifica la cabina anteriore. Sono anche presenti le targhe del costruttore, tampografate in alluminio con fondo rosso come osservabile al vero su molti esemplari. Alcuni dettagli necessitano di ritocchi di colore, ad esempio le guarnizioni delle porte di salita, le trombe e i fischi sul tetto o le ghiere dei fanali.

Foto da ebay

L’impianto elettrico prevede anche l’illuminazione interna, tramite i consueti microLED sfruttati anche per i fanali, e la presa per il decoder a 8 poli.
Lo schema meccanico, a livello concettuale, è quello classico, con motore in posizione centrale che trasmette il moto, tramite alberi con snodi cardanici, viti senza fine e ingranaggi, alle ruote dei due carrelli. La notevole lunghezza ha però richiesto di suddividere ciascuno degli alberi di trasmissione in due parti, abbiamo quindi un primo albero che trasmette il moto a un supporto fissato al telaio e di qui un secondo albero aziona il proprio carrello: è la stessa soluzione già utilizzata sulla ALe 840, prodotta qualche tempo prima e che con la ALn 990 condivide l’interperno, pertanto ViTrains può utilizzare componentistica che ha già in casa.
Il funzionamento è piuttosto buono e regolare e la forza di trazione abbastanza elevata, grazie anche al peso della motrice (circa 430 g), il cui telaio è in metallo, e alla presenza di due ruote con cerchiature in gomma.

Il prezzo, come tipico di ViTrains, è tutt’altro che popolare, infatti già nel 2011 la confezione con motrice e rimorchio costa la bellezza di 310 euro equivalenti, secondo le rivalutazioni ISTAT, a circa 385 euro attuali. Ciò non ha certo contribuito al successo di questi modelli, che infatti non sembrerebbe essere stato particolarmente eclatante anche per via della contemporanea presenza sul mercato della ALn 990 Os.kar, la quale può vantare caratteristiche tecniche più innovative e un maggiore livello di dettaglio.
Fatto sta che ad oggi, dopo ben 13 anni, ViTrains non ha più realizzato nessuna ulteriore versione della ALn 990 serie 3000 e della sua rimorchiata: quest’ultima rimarrà un’esclusiva della casa veneta in quanto Os.kar produrrà solamente le motrici, ma questa è un’altra storia e dovrà essere raccontata un’altra volta

Nella seconda metà del 2011 viene approntato il modello delle ALn 990 serie 1000, al vero di costruzione FIAT e differenti in vari dettagli dalle “cugine” OM: ne parleremo nella prossima puntata.

Dentro le mura di Valest Elor