Recentemente Hornby ha consegnato, con marchio Rivarossi, i nuovi modelli in scala H0 del “Caimano” FS E656, annunciati l’anno scorso come “novità 2024” e, come previsto, slittati al 2025.

In prima battuta sono state realizzate due unità: innanzitutto la E656 023 di prima serie (art. HR2965 e HR2965S DCC Sound) nell’inflazionata – essendo già stata proposta anni fa da Roco e ACME – versione nei colori rosso-crema ispirata a quella dei Trans Europ Express, che la vera locomotiva ha rivestito solo per pochissimo tempo all’interno della fabbrica prima della consegna (si veda qui). Le uniche immagini note in tale veste ritraggono la 023 ancora in corso di montaggio, pare inoltre che la macchina non sia nemmeno stata ultimata mantenendo lo schema simil-TEE ma che abbia ricevuto la livrea definitiva blu orientale-grigio perla prima del termine dell’assemblaggio; il modello dunque, per poter essere realistico, dovrebbe essere parzialmente smontato…

La seconda E656 consegnata è la 239 di seconda serie in livrea blu orientale-grigio perla (art. HR2966 e HR2966S DCC Sound), ambientata intorno alla metà degli anni ’80 per la presenza di alcuni dettagli quali il gocciolatoio che cinge superiormente i vetri frontali e laterali di ciascuna cabina (qualche rara unità, come la 056, la 294 o la 304, lo ha mantenuto fino agli anni ’90 inoltrati) o le iscrizioni di servizio di colore giallo.

In un secondo momento sono state rese disponibili altre due unità: la E656 170 di quarta serie (art. HR2968 e HR2968 DCC Sound), sempre in blu e grigio, ma collocabile negli anni ’90, con elementi tipici di quell’epoca quali gli ammortizzatori antiserpeggio, le antenne sul tetto delle cabine (introdotte verso la metà del decennio) o i pantografi con striscianti piatti.

Infine la E655 225 di seconda serie (art. HR2967 e HR2967S DCC Sound), in livrea XMPR con loghi Trenitalia verde-rosso e marcatura NEV sulle fiancate, che si ambienta negli ultimi anni di servizio, dal 2012 all’inizio del 2017, quando è stata presa in carico da Mercitalia, terminando la carriera poco dopo.

Questi nuovi modelli sono impostati sulla base delle E636 ed E645/646, in produzione da oltre un decennio (inizialmente con marchio Lima Expert) e apprezzate per le qualità riproduttive e meccaniche. Anche queste E656 a prima vista si presentano ben riprodotte e dettagliate, con numerosi particolari riportati, specie sul tetto; l’incisione delle semicasse appare ben definita, con le caratteristiche griglie sulle fiancate che sarà bene ripassare con del colore nero diluito per accentuarne la profondità e il realismo, i gocciolatoi sopra i vetri delle cabine però ci sembrano un po’ meno pronunciati rispetto al vero.
Gli interni delle cabine sono riprodotti in modo piuttosto dettagliato, tanto che nella parte destra del banco di quella anteriore sono visibili i volantini dell’avviatore automatico e del CEM (combinatore/escluditore motori, chi ne volesse sapere di più veda qui e qui), non sono stati però inseriti i figurini dei macchinisti, diversamente da altri modelli della stessa casa. Riprodotta anche la parete del corridoio, visibile attraverso gli oblò laterali.

Purtroppo la qualità è parzialmente inficiata da alcune cadute di stile: innanzitutto i pantografi, i cui basamenti non sono bellissimi a vedersi e in posizione di riposo non risultano ben appiattiti, infatti questi componenti non sono gli stessi adottati in passato sulle E645/646, i quali si presentavano senz’altro meglio. Ci viene difficile comprendere la ragione per cui si siano approntate riproduzioni differenti della stessa tipologia di pantografo anziché mantenere solo quelle meglio riuscite, abbiamo la sensazione che in casa Hornby (o meglio, presso il terzista cinese incaricato della produzione) ultimamente abbiano un po’ “litigato” con i pantografi (si veda il recente caso delle E636).
Altro dettaglio non del tutto convincente è il fregio FS frontale, la cui finitura non sempre è molto pulita e che appare leggermente decentrato rispetto al “baffo” giallo, posizionato leggermente più in alto del previsto (ovviamente ciò vale per l’unità in blu e grigio).
Non convincono appieno neppure gli innesti dei corrimani accanto alle porte, i quali a loro volta, almeno su alcuni modelli, tendono a spanciare verso l’esterno con effetto non molto piacevole.
Inspiegabilmente i vetri frontali sono stati realizzati in plastica trasparente anziché di colore violaceo/azzurrato, come appaiono al vero e come già attuato non solo sulle già citate E645/646 ma anche sulle vecchie E656 Lima di oltre 30 anni fa e addirittura sulle arcaiche E656 Lima con motore G di quasi 50 anni fa.

Restando sui frontali, già sui campioni di preproduzione esposti nelle varie fiere e “tournée” di presentazione era subito saltata all’occhio una caratteristica poco entusiasmante, ossia un segno di giunzione degli stampi nella zona del terzo faro; sulle versioni definitive tale giunzione, a un’osservazione ravvicinata, è comunque percettibile. Risulta poco comprensibile il motivo per cui lo stampo sia stato concepito in questa maniera, quando il buonsenso suggerirebbe, per quanto possibile, di collocare le giunzioni in punti poco visibili.
Ulteriore dettaglio in sottotono è il gancio realistico in plastica: non si riesce a capire per quale motivo lo si continui a preferire quando si ha già in casa da anni quello, molto più realistico, in metallo, realmente snodato, e che sarebbe bene venisse adottato almeno sui modelli, come questo, di livello più alto (specie di prezzo…). Oltretutto il suo innesto è ben più grosso del dovuto e ciò ha costretto a sacrificare una parte della corrispondente piastra sul pancone: sarebbe cosa buona e giusta che gli aggiuntivi venissero adattati al modello e non viceversa (questo ci ricorda un po’ gli accoppiatori a 78 poli in conformazione errata della E424 Lima, dove si era adottato lo stesso aggiuntivo previsto per la E646 Rivarossi). Per inciso, questa è una particolarità che le articolate Lima Expert/Rivarossi (e le “consociate” LE Models) si trascinano dietro sin dal loro primo apparire oltre 10 anni fa, si tratta di un piccolo dettaglio ma sarebbe ora di mettervi mano anziché continuare a perpetrare tale inesattezza.
La parte bassa non presta il fianco a critiche, i carrelli sono molto ben incisi e dettagliati, con vari elementi riportati come le sabbiere e i cavi afferenti alle boccole.
La colorazione, per quel che riguarda le versioni in blu-grigio, appare fedele al reale, e lo stesso si può dire per le marcature ed iscrizioni di servizio. Relativamente alla 023 non possiamo pronunciarci, data la scarsissima documentazione sulla alla macchina vera.

La meccanica riprende pari pari quella delle E636 ed E645/646: semitalai metallici, motore in posizione centrale e trasmissione agli assi dei carrelli estremi tramite alberi con snodi cardanici, viti senza fine e ingranaggi. Il funzionamento è molto buono così come la forza di trazione, grazie alla presenza di due ruote con cerchiatura di aderenza. Il modello circola senza problemi anche su curve di raggio ristretto (360 mm).
L’impianto elettrico, basato sugli ormai abituali circuiti stampati ricchi di componentistica SMD, tanto economica per il produttore quanto difficile da sostituire in caso di guasti senza adeguate attrezzature, è dotato dell’ormai superata interfaccia DCC a 21 pin, sarebbe però il caso di evolversi verso la più moderna Plux22. I fanali sono illuminati attraverso i soliti microLED che, in DCC, fanno luce anche nelle cabine e, esercizio di stile dovuto all’ “effetto E428 AIMX”, nel corridoio. Sottolineiamo che, per quanto (per alcuni) spettacolare, far viaggiare il modello al buio con le cabine illuminate è molto poco realistico, e lo stesso vale per il corridoio, a meno che non si voglia simulare che il macchinista abbia dimenticato la luce accesa passando da una cabina all’altra.
Per quanto riguarda il prezzo, se anni fa a proposito delle E636 Lima Expert scrivevamo che abbinano a un’ottima qualità riproduttiva (…) un prezzo decisamente interessante, nell’ordine dei 170 euro, e questo in un’epoca in cui si era fatto credere che i prezzi di modelli analoghi dovessero essere “obbligatoriamente” non inferiori ai 200-250 euro adesso per la E656 possiamo affermare il contrario: la qualità generale rimane buona (anche se non si é attuato quell’atteso salto rispetto ad altre produzioni disponibili sul mercato) ma, in linea con le attuali tendenze che impongono “analogico 300 – digitale 400”, i nuovi “Caimani” sono proposti rispettivamente a 300 e 375 euro (in entrambi i casi meno 10 centesimi), al netto dei consueti sconti del 10% circa praticati da diversi rivenditori.
In sintesi queste nuove E656 presentano luci ed ombre; le aspettative erano elevatissime, “pompate” sia dalla qualità delle precedenti E636, E645 ed E646 sia dal consistente rialzo del prezzo rispetto a queste (nel sentire comune, a prezzo più alto deve corrispondere qualità più alta). Proprio il fattore prezzo, unito alle cadute di stile di cui abbiamo detto prima e all’ampia disponibilità di modelli di E656 prodotti negli anni (considerando anche le prime edizioni Lima degli anni ‘90 siamo a oltre 70), non sembrerebbe aver decretato un’accoglienza particolarmente calorosa negli ambienti fermodellistici. Inoltre la versione in livrea TEE, alla luce di quanto scritto all’inizio, ci sembra una forzatura, sarebbe stato sicuramente meglio proporre una macchina di prima serie (non obbligatoriamente la 023) nella colorazione ordinaria: se proprio si fosse voluta realizzare un’unità particolare si sarebbe potuto fare un pensiero alla 010 in livrea XMPR ma con logo “a televisore”. A meno che tale modello non preluda a qualche iniziativa sul prototipo reale, conservato come mezzo storico, e in effetti il Direttore Generale di Fondazione FS si è fatto recentemente fotografare proprio con in mano questo modello… Speriamo solo che non si inauguri un filone perverso di “mezzi reali che riproducono i modelli” e che poi a qualcuno non salti in mente di riverniciare la E444 001 in livrea beige-arancio-viola come aveva fatto a suo tempo Lima!
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