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Carrozze FS “Corbellini” Lima – parte I: a carrelli

Nell’estate del 1994 Lima consegna i modelli in scala H0 (1:87) delle carrozze FS “Corbellini” tipo 1947: non si tratta in verità di modelli totalmente nuovi, ma di una approfondita rivisitazione della precedente “Corbellini” Rivarossi degli anni ’70 (ricordiamo che nel 1992 Lima era stata acquisita da Rivarossi), la cui cassa aveva dimensioni in scala 1:87 pressoché esatta.
Come curiosità, con queste carrozze Lima ha inaugurato la (allora) nuova scatola blu con filetti oro e scritta “Lima Collection”.

La nuova scatola blu Lima che debutta con le Corbellini

 

Le prime quattro versioni realizzate sono la la Cz 34.712 (art. 309398K) allo stato d’origine in livrea castano-isabella con marcatura di terza classe, ambientata negli anni ’50 (fino al 3 giugno 1956, data di abolizione della terza classe), la Bz 34.709 sempre in livrea castano-isabella ma con marcatura di seconda classe (art. 309397K), ambientabile dal 1956 fino a tutti gli anni ’60, la 50 83 29-20 021-8 B (art. 309400K) in livrea grigio ardesia con marcatura UIC (ex serie 34.700), ambientata negli anni ’80, ultimo periodo di servizio prima dell’accantonamento, e la B 34.920 (art. 309399K), anch’essa in livrea grigio ardesia e ambientata negli anni ’80, quest’ultima in particolare è l’unica riproduzione corretta realizzata da Lima di una carrozza serie 34.900, caratterizzata dagli aeratori sul tetto, infatti tutte le altre versioni presentate anche negli anni successivi sono relative alle serie precedenti, con tetto liscio.

Cz 34.712 in livrea castano-isabella, art. 309398K – foto da ebay

 

Bz 34.709 in livrea castano-isabella, art. 309398K – foto da ebay

 

50 83 29-20 021-8 B in livrea grigio ardesia, art. 309400K – foto da ebay

 

B 34.920 in livrea grigio ardesia, art. 309399K

 

A queste si aggiunge poco dopo, in esclusiva per il negozio bolognese Modeltreno, una confezione in serie limitata di 500 esemplari (art. 149865K) contenente tre carrozze in livrea grigio ardesia con marcatura UIC, la 50 83 29-08 507-2 B, la 50 83 29-08 047-7 B e la 50 83 29-08 096-6 nB: analizzando meglio queste marcature si scopre che la  prima carrozza corrisponde a un’unità ex serie 34.100, ottenute dalla trasformazione di “Corbellini” a 2 assi “tipo 1947”, mentre le altre due corrisponderebbero a carrozze “Corbellini” del successivo “tipo 1951R”, realizzate negli anni ’50 sfruttando i telai di anziane carrozze a cassa in legno “tipo 1910” e sensibilmente differenti dalle “tipo 1947”, infine la marcatura letterale “nB” della terza indica che riproduce un’unità al vero attrezzata per l’esercizio con i treni navetta di prima generazione, con locomotive E626, E636 ed E424 equipaggiate con accoppiatori per il collegamento via citofono con la carrozza pilota (tali composizioni hanno circolato fino ai primi anni ’80). Viene da chiedersi per quale motivo si siano scelte marcature errate quando con la stessa fatica si sarebbero potute realizzare carrozze con la marcatura corretta, l’unica ipotesi plausibile è che probabilmente alla Lima non avessero molta dimestichezza con le varie serie di “Corbellini” e relative classificazioni.

Confezione art. 149865K in serie limitata per Modeltreno – foto da ebay

 

La carrozze, all’epoca molto attese dai modellisti, si presentano decisamente bene, con un ottimo colpo d’occhio. La cassa, in plastica, come già detto riprende quella del vecchio modello Rivarossi, con i dovuti aggiornamenti e migliorie, i finestrini hanno ricevuto nuovi vetri, con fini cornici e, stampate all’interno, le maniglie per l’apertura. Il vestibolo centrale, con due porte per lato, è corredato da un corrimano realizzato in filo metallico. Per un qualche inspiegabile motivo, sul gradino in corrispondenza della base di questo corrimano è stampato una specie di supporto non esistente al vero, tale “errore” peraltro è presente solo su queste prime versioni ed è stato corretto su quelle successive.
Sulle testate sono montati i mantici di intercomunicazione a soffietto, che sono gli stessi già in produzione per le carrozze “tipo 1959” Rivarossi: forse sono leggermente troppo larghi, ma si presentano ben dettagliati, con la riproduzione della tiranteria di sostegno esterna e della pedana, realmente mobile. All’interno del vano del mantice mancano però i due corrimani a fianco della porta.

Particolare della testata della B 34.920

 

La livrea è ben eseguita, con tonalità molto vicine al vero, le varie scritte di servizio risultano complete e ben leggibili; sulle unità castano-isabella si fanno apprezzare le iscrizioni gialle ombreggiate di rosso, sebbene le cifre “2” sulla Bz 34.709 sarebbero dovute essere in alluminio, mentre su quelle grigio ardesia i loghi FS “a televisore”, seppure fedeli nella forma, appaiono un po’ sottodimensionati.

Il tetto è riprodotto abbastanza bene, anche se la sua curvatura in corrispondenza delle testate non è del tutto conforme al prototipo reale, sull’unità di terza classe i ricaschi sono correttamente colorati in castano. Sulla carrozza B 34.920 sono presenti 4 aeratori, applicati a parte, per i quali si sono utilizzati quelli, identici, in produzione per le già citate carrozze “tipo 1959” Rivarossi.

Se per la cassa si è in qualche modo recuperato l’originale Rivarossi, telaio e carrelli sono invece interamente nuovi, questi ultimi riproducono il tipo AA, con sospensioni a balestra e, conformemente con le epoche di ambientazione, sono in colore nero sulle unità grigio ardesia e in colore castano su quelle in castano-isabella, sulle quali però traspare in modo abbastanza evidente la loro fattura in plastica non verniciata. Nel sottocassa vanno montate la cassa delle batterie e quella del REC, fornite nella confezione: a tal proposito, l’elemento con tre batterie è da montare solo sulle carrozze serie 34.900, su tutte le altre invece deve essere applicato quello con due batterie, purtroppo ciò non è minimamente accennato nello scarno foglietto di istruzioni, pertanto molti modellisti hanno montato le casse delle batterie “a sentimento” ed è così possibile imbattersi in carrozze serie 34.900 con due batterie e in carrozze di altre serie con tre batterie.
I respingenti, in blocco unico con il telaio, hanno forma e dimensioni corrette con piatti tondi su tutte le unità ad eccezione di quella con marcatura UIC, dotata di piatti trapezoidali (al vero introdotti negli anni ’70, ma non su tutte le carrozze).
L’arredamento interno, abbastanza visibile attraverso i finestrini, è il punto debole di questa carrozza, si è infatti recuperato il vecchio pezzo Rivarossi, piuttosto semplificato. Su alcuni sedili inoltre manca parte dello schienale, probabilmente per non interferire con gli incastri che fissano la cassa al telaio.
I ganci sono montati su timoni di allontanamento per l’aggancio corto, di serie sono forniti quelli a occhiello, ma è possibile adottare qualunque tipo di gancio con innesto a norma NEM 362. Sul plastico la carrozza, grazie anche alla sua lunghezza contenuta, circola bene in qualunque condizione di tracciato, sebbene sia un po’ leggera.

Nel 1995 vengono consegnate la Bz 34.707 nell’ancora inedita livrea castano (art. 309431), ambientabile negli anni ’60, e un’ulteriore unità in grigio ardesia con marcatura UIC 50 83 29-20 005-1 B (art. 309430), collocabile negli anni ’80: su queste vengono eliminati gli irrealistici supporti del corrimano al centro del vestibolo.

Bz 34.707 in livrea castano, art. 309431 – foto da ebay

 

50 83 29-20 005-1 B in livrea grigio ardesia, art. 309430 – foto da ebay

 

Le “Corbellini” in quegli anni vengono prodotte da Lima in varie altre versioni, comprese quelle a due assi, come vedremo nel seguito.

Carrozze FS “Corbellini” Lima – parte II: a due assi
Carrozze FS “Corbellini” Lima – parte III: unità particolari
Carrozze FS “Corbellini” Rivarossi (Lima) – parte IV: le “Galletto”
Carrozze FS “Corbellini” Lima/Rivarossi – parte V: set per set
Carrozze FS “Corbellini” Rivarossi (ex Lima) – parte VI: rivedute e (s)corrette
Carrozze FS “Corbellini” Hachette (Lima/Rivarossi) – parte VII: diverse ma uguali