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L’oscura e trascurata epoca oscura

Tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 il panorama ferroviario italiano vide una serie di cambiamenti e di stravolgimenti: l’introduzione del nuovo logo FS e della nuova colorazione XMPR, il progressivo degrado di rotabili e impianti dovuto sia ai continui tagli al personale e alle risorse sia all’irreversibile decadenza dei costumi, con la diffusione incontrollata di fenomeni prima sconosciuti o comunque circoscritti (graffiti e atti vandalici in generale), i nuovi assetti societari delle imprese ferroviarie in ossequio alle direttive europee. Tutto ciò, inserito in un contesto socioeconomico di crisi (al solito…) e di instabilità a livello nazionale e mondiale, venne vissuto dagli appassionati di ferrovia dell’epoca in maniera assolutamente negativa e traumatica. In particolare la livrea XMPR, con i suoi toni freddi ed estremamente distanti rispetto a quanto si era visto sino ad allora, non fu digerita praticamente da nessuno, inoltre i nuovi rotabili che prendevano servizio in quel periodo non entrarono nel cuore degli appassionati, vuoi per l’estetica, non aiutata dalla livrea, vuoi per il fatto che andavano a rimpiazzare mezzi dalla carriera gloriosa a cui si era affezionati.

I vari produttori fermodellistici, anch’essi di lì a poco coinvolti nella spirale della crisi (ricordiamo il fallimento del gruppo Lima/Rivarossi nel 2004, seguito da Roco, Märklin ecc.), come d’abitudine iniziarono a proporre modelli nella nuova coloritura, o in quella vecchia ma con il nuovo logo, e qualcuno si avventurò anche nel proporre mezzi di nuova generazione che iniziavano a circolare al vero. Tutto ciò principalmente in scala H0, ma si vide qualcosa anche in N.

E444R 005, prima locomotiva a ricevere la livrea XMPR alla fine del 1996, riprodotta da Lima pochi mesi dopo – foto da ebay

Da allora è passato un quarto di secolo e guardando indietro a quella che, nel bene e nel male, è stata un’epoca storica attraversata dalle ferrovie, possiamo notare che, a livello modellistico, i rotabili ambientabili in quel periodo sembrerebbero essere gravati da una sorta di damnatio memoriae, diversamente da quelli attuali, per i quali sembrerebbe esserci, almeno in parte, un recupero di interesse. Evidentemente lo scarsissimo apprezzamento dell’epoca per la nuova realtà ferroviaria ha inciso negativamente sulle vendite e sulla realizzazione di nuovi progetti: infatti ad oggi osserviamo nelle produzioni fermodellistiche un certo squilibrio verso i rotabili ambientabili tra gli anni ’70 e i primi ’90, mentre quelli del periodo successivo in molti casi non vengono presi in considerazione oppure mancano dal mercato da parecchi anni. Sicuramente queste scelte tengono conto del fatto che la maggior parte dei fermodellisti attuali appartiene alla generazione nata tra gli anni ’50 e i ’60 ed è per forza di cose legata al panorama ferroviario degli anni ’70-’80-primi ’90. Eppure, dopo 25 anni, ci sono molti segnali di interesse proprio per quell’epoca oscura e bistrattata degli anni a cavallo del 2000, specie da parte di fermodellisti giovani e mediamente giovani (nati nell’ultimo decennio del ‘900 o poco prima), il cui “imprinting ferroviario” è avvenuto proprio in quel periodo.

Ciononostante le case fermodellistiche non sembrerebbero aver ancora colto appieno le potenzialità di questa fetta di mercato, che con l’andare del tempo subentrerà alla vecchia generazione, e continuano a macinare e rimacinare rotabili ambientati o nel passato più o meno remoto o, in misura minore, in epoca attuale o comunque non antecedente agli ultimi 10-15 anni, quando l’impero dell’XMPR era ormai stato intaccato dai nuovi schemi che si vedono in buona parte ancora oggi (le varie coloriture Intercity, Frecciabianca, Regionale, Mercitalia). Non vogliamo fare un elenco asettico di quello che manca, tuttavia non si può non rilevare, ad esempio, che in tutto il caleidoscopio di locomotive articolate FS proposte nell’ultima decina d’anni nessuno ha mai pensato alla E645 di seconda serie in livrea XMPR oppure che di E636, sempre nei colori XMPR, ne sono state realizzate in totale 7 e ormai non pochi anni fa (5 da Roco quasi 20 anni fa, 2 da ACME oltre 10 anni fa) mentre di sole E636 080 e 082 se ne contano una buona dozzina…

E645 di seconda serie XMPR, tra le grandi assenti della produzione fermodellistica

Anche alle “Tigri” E632/E633 nei colori XMPR non va meglio: le ultime produzioni risalgono all’inizio del millennio e ad oggi non sono mai state proposte né E633 nello schema XMPR1, con frontali verdi, né E632 nella più diffusa variante XMPR2 (annunciate da Rivarossi nel 2013), che fino a non moltissimi anni fa erano utilizzate in maniera intensiva con Regionali e Interregionali, prima della definitiva affermazione dell’incontrastato dominio delle E464.

E632 in livrea XMPR2, novità Rivarossi 2013 ma mai realizzata – immagine da catalogo

E a proposito delle monocabina, che hanno rivestito nella loro ancora non lunghissima carriera una lunga serie di cromie, continua a mancare una E464 ambientabile nei primissimi tempi di servizio, con logo FS XMPR di primo tipo senza la scritta Trenitalia ma con gancio automatico, che possa anche convivere con carrozze nelle vecchie coloriture (sono state realizzate solo nella variante con gancio normale e respingenti, tipica delle prime unità costruite, circolanti inizialmente nel nodo di Roma).

Logo XMPR 1° tipo e gancio automatico, una variante della E464 mai realizzata

Sempre in tema di locomotive moderne, da molti anni non viene più riproposta una E402B allo stato d’origine, senza fascia rossa frontale, che possa essere utilizzata, ad esempio, anche al traino di vetture nelle coloriture precedenti all’XMPR.

E402B allo stato d’origine, non più prodotta da oltre 10 anni (E402B 172 Rivarossi, art. HR2220) – foto da ebay

Non parliamo poi del materiale leggero e in particolare del TAF, che è un po’ il simbolo dell’epoca in esame: annunciato nel 2011 da ViTrains, dopo vari tentennamenti è stato messo in soffitta e pare non interessi a nessun produttore, nonostante la diffusione del treno vero, ormai circolante da un quarto di secolo, e la possibilità di proporlo in varie coloriture (oltre a quelle FS-Trenitalia non sono da dimenticare tutte le varianti FNM/Trenord).

Annunciato da ViTrains nel 2011, il TAF è uno dei modelli rimasti nel limbo – foto da catalogo

Nel settore delle elettromotrici ad azionamento elettronico qualcosa é stato fatto da Os.kar con le ALe 642 e con le ALe 582, mentre rimaniamo in fiduciosa attesa delle ALe 724 (del tutto inedite in ogni versione), annunciate da un paio d’anni ma, come da prassi, continuamente rinviate. Se ACME ha in programma le ALe 601 in XMPR (anch’esse inedite), sono invece totalmente sparite dai radar altre elettromotrici non modernissime che al volgere del nuovo millennio iniziavano a ricevere i nuovi colori come le ALe 803, le ALe 801/940 e le ALe 841: le prime, dopo la breve sortita nel 2009 con l’effimero marchio Big Models, sono state annunciate nel 2013 da Rivarossi e poi finite nel grande calderone dei modelli mai nati, le seconde sono state realizzate da ACME all’inizio dello scorso decennio e poi più nulla, le terze, prodotte da Lima 25 anni fa, non sono mai più state riproposte da Hornby.

Le effimere ALe 803 Big Models, in attesa delle Rivarossi annunciate nel 2013… – foto da ebay
Chi le ha viste? ALe 841 Lima, mai più prodotte dal 2000 – foto da ebay

Anche tra le automotrici manca ancora qualcosa, ad esempio le ALn 668 serie 3000 (da non confondere con le successive 3100 e 3300), mai realizzate in nessuna versione, o, limitatamente alla scala H0, quelle delle serie 1000 e 1200 in livrea XMPR, queste ultime annunciate nel 2003 da Rivarossi subito prima del fallimento e poi finite nel dimenticatoio (sono state invece prodotte in N da Arnold).

Sulle ALn 668 1200 XMPR, annunciate da Rivarossi nel 2003 subito prima del fallimento, si è tirata una riga…

Ma anche le successive ALn 668 serie 3100 non si vedono più da una quindicina d’anni mentre le ultime produzioni di ALn 663 risalgono all’ormai lontano 2014.

ALn 668 serie 3100 Rivarossi in livrea XMPR, prodotte nel 2010, da allora più nulla…

Da non tralasciare nemmeno i rimorchi Ln 664 serie 1400, completamente trascurati nonostante la possibilità di realizzazione di diverse varianti.

Ln 664 serie 1400, chi se li ricorda?

Non va meglio alle carrozze: da un lato non vengono più proposte, o riproposte, se non in rari casi, quelle nelle vecchie coloriture ma con logo XMPR o ancora quelle già nei nuovi colori ma con il primitivo logo XMPR senza scritta Trenitalia.

Carrozza X Rivarossi rosso fegato-grigio beige con logo XMPR, variante mai più riproposta dal 2001

Dall’altro alcune tipologie continuano a mancare: in ordine sparso citiamo le X “open space”, le ancor più richieste X “tipo 1997R MD” con relativa pilota o ancora le piano ribassato “tipo 1965” con pilota ristrutturata “Gallinari”, mai proposte né in XMPR né in beige-arancio-viola (tralasciando gli antiquati modelli Lima degli anni ’80 con lunghezza in scala 1:100).

Le carrozze X “open space”, inspiegabilmente mai realizzate
UIC-X tipo 1997R MD pilota, tanti la vogliono, nessuno la fa…
L’ambita pilota “Gallinari”, mai presa in considerazione insieme alle versioni più recenti delle piano ribassato “tipo 1965”

L’elenco potrebbe continuare a lungo ma per non appesantire troppo il discorso ci fermiamo qui; il concetto che vogliamo far passare é che, come scritto all’inizio, sebbene gli anni a cavallo dell’inizio del nuovo millennio siano stati vissuti male a livello feramatoriale, dopo un quarto di secolo comincia ad avere poco senso che ciò si rifletta ancora sulla produzione modellistica, a svantaggio di chi, ferroviariamente parlando, è nato e cresciuto in quegli anni o ancora di chi, alla luce degli ulteriori scempi che si sono visti in epoche successive, sta iniziando, entro certi limiti, a rivalutare quel periodo, pur rimanendo legato ad ambientazioni di epoche precedenti. Possiamo dunque sperare che i produttori, anziché continuare a darsi battaglia sulle millemila varianti delle E428 o del “Caimano” anni ’80, inizino a riconsiderare il periodo intorno al 2000?

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Dentro le mura di Valest Elor